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	<title>università degli studi di Padova &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Intelligenza emotiva durante la corsa, uno studio sulla Padova Marathon. Ecco cosa c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2017/11/12/intelligenza-emotiva-la-corsa-uno-studio-sulla-padova-marathon-cosa-ce-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 20:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Padova Marathon 2017]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Come vengono affrontate l’ansia e la fatica che caratterizzano la corsa di resistenza? A questa domanda ha risposto lo studio effettuato da un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, svolto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come vengono affrontate l’ansia e la fatica che caratterizzano la corsa di resistenza? A questa domanda ha risposto lo studio effettuato da un team di ricercatori del <strong>Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova</strong>, svolto in collaborazione con <strong>Assindustria Sport Padova</strong>. I dati &#8211; raccolti attraverso più di <strong>700 questionari</strong> compilati durante l’Expo della <strong>Padova Marathon</strong> <strong>2017</strong> nei giorni immediatamente precedenti alla competizione, e successivamente elaborati e rapportati ai rilievi cronometrici ottenuti in gara dai podisti &#8211; sono ora disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ricercatori hanno messo a punto un questionario nel quale ai partecipanti <strong>è stato chiesto</strong> di riportare la loro preparazione in vista della gara ed esperienza sulla distanza che avrebbero percorso durante la competizione (21Km o 42Km). Successivamente sono stati misurati l’ansia di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a provare ansia, e l’intelligenza emotiva di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a conoscere, individuare e regolare le proprie emozioni. Infine sono state misurate alcune variabili demografiche come il genere e l’età degli atleti che hanno partecipato allo studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<em>La letteratura psicologica dimostra che l’ansia può ridurre la performance degli atleti poiché “consuma” le loro risorse cognitive facendoli concentrare eccessivamente sulle proprie preoccupazioni piuttosto che sull’esecuzione del gesto atletico»</em>, sottolineano il <strong>dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo</strong>, responsabili scientifici dello studio. «<em>Nella corsa di resistenza, in particolare, l’ansia può portare a una perdita di concentrazione quando lo sforzo diventa particolarmente intenso durante la fine della gara e a una conseguente incapacità di sostenere il ritmo desiderato. Da questo punto di vista, ricerche precedenti hanno mostrato che persone con alta intelligenza emotiva di tratto sono più capaci di regolare le proprie emozioni: per esempio, hanno una disposizione meno marcata a provare ansia e vedono le difficoltà come sfide. La ricerca in campo sportivo ha mostrato che runners con alta intelligenza emotiva di tratto hanno una tendenza a provare emozioni più positive sia prima sia dopo una ultra-maratona. Nonostante la letteratura mostri un effetto dell’intelligenza emotiva di tratto sulla gestione delle emozioni nello sport, nessuna ricerca è andata a verificare se questa relazione ha un effetto sulla performance finale degli atleti impegnati in corse di resistenza come la maratona e la mezza maratona. Il nostro studio è stato quindi il primo a cercare di dare una risposta a questa domanda».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati hanno mostrato</strong> che, controllando per variabili demografiche e livello di allenamento degli atleti, l’intelligenza emotiva ha un effetto sul tempo finale di gara per entrambe le distanze studiate. <strong>Nel caso della mezza maratona </strong>(sulla base delle risposte a 435 questionari), è emerso che i runner con un’intelligenza emotiva di tratto più alta hanno una minore predisposizione a provare ansia e ottengono un tempo finale più veloce. L’effetto dell’allenamento è statisticamente meno determinante rispetto alle variabili psicologiche, ovverosia l’effetto dell’intelligenze emotiva nel calmierare l’ansia degli atleti permettendo loro di correre più veloci. In altre parole, a parità di allenamento arriva prima chi ha un’intelligenza emotiva di tratto più alta (e una minore predisposizione a provare ansia).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel caso della maratona </strong>(292 questionari), è risultato meno determinante il ruolo dell’ansia e più importante il livello di preparazione degli atleti (un risultato non sorprendente considerando che per correre i 42Km serve una preparazione decisamente superiore ai 21Km). Tuttavia, il modello statistico ha mostrato che, per la distanza della maratona, sia l’allenamento sia l’intelligenza emotiva di tratto influenzano il tempo che i runner pensano di poter fare prima della gara. A sua volta chi pensa di poter correre più veloce effettivamente conclude la gara in un tempo più veloce. «Questo risultato è già di per sé sorprendente perché in numerosi casi le persone tendono ad avere un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità e ci si sarebbe potuti aspettare una tendenza a sovrastimare il proprio grado di preparazione. La cosa più interessante è però data dal fatto che non basta allenarsi molto per pensare di poter fare un tempo migliore (e per riuscirci) ma serve anche la componente mentale che permette, controllando i dubbi della vigilia, di credere nelle proprie potenzialità e di riuscire a realizzarle nel momento in cui lo sforzo diventa più intenso mettendo a rischio il risultato finale» sottolineano il dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ricercatori del <strong>Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione</strong> stanno attualmente organizzando una nuova serie di studi di laboratorio dove i runners correranno indoor e dove sarà possibile analizzare in modo continuo la loro performance aggiungendo parametri fisiologici a quelli psicologici. Inoltre, sulla base di questi fondamentali risultati, ottenuti grazie alla collaborazione con Assindustria Sport Padova, i ricercatori stanno sviluppando un programma di allenamento mentale e di sviluppo dell’intelligenza emotiva di tratto per sportivi (denominato <em>Emotional Running</em>), che si dovrebbe tradurre in una migliore prestazione in termini di tempo finale di gara.</p>
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		<title>Erc, in 10 anni sostenuti 380 ricercatori italiani con 600 milioni, in lista anche l&#8217;Università di Padova</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/09/erc-10-anni-sostenuti-380-ricercatori-italiani-600-milioni-lista-anche-luniversita-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 21:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Nazionale delle Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[European Research Council]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Università degli Studi di Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Università L. Bocconi di Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[I dati diffusi in questi giorni dall&#8217;ente che si occupa di finanziare i ricercatori italiani sono positivi. C&#8217;è un sostanziale aumento dell&#8217;interesse nei confronti degli studiosi di casa che si sono visti assegnare cifre importanti per sostenere le proprie ricerche. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati diffusi in questi giorni dall&#8217;ente che si occupa di finanziare i ricercatori italiani sono positivi. C&#8217;è un sostanziale aumento dell&#8217;interesse nei confronti degli studiosi di casa che si sono visti assegnare cifre importanti per sostenere le proprie ricerche. Tra gli atenei interessati è presente anche l&#8217;Università di Padova.<span id="more-4033"></span></p>
<p>Nei suoi primi 10 anni di attività l’<strong>European Research Council</strong> ha offerto molte opportunità ai ricercatori italiani. Sono stati in tutto 380 quelli che hanno beneficiato degli Erc Grants per un totale di <strong>600 milioni di euro</strong>. In <strong>241 casi</strong> le sovvenzioni hanno interessato ricercatori all’inizio o a metà della carriera, 313 ricercatori italiani che lavorano all’estero hanno passato la stringente selezione aggiudicandosi i premi del Consiglio europeo della ricerca.</p>
<p>A tracciare un bilancio dell’impatto che l’attività dell’Erc ha avuto sull’Italia, in occasione dei festeggiamenti per i primi 10 anni di operatività dell’organismo, è l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (Apre) che, in stretto collegamento con il Miur fornisce informazioni, supporto ed assistenza per la partecipazione ai programmi e alle iniziative di collaborazione nazionale ed europee nel campo della Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Innovazione e del trasferimento dei risultati delle ricerche.</p>
<p>Le principali istituzioni ospitanti nel nostro Paese, segnala Apre, sono <strong>Università L. Bocconi di Milano</strong> (25 sovvenzioni), <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong> – Cnr (20),<strong> Università degli Studi di Roma</strong> – <strong>La Sapienza</strong> (20), <strong>Università degli Studi di Trento</strong> (17), <strong>Università degli Studi di Padova</strong> (18).</p>
<p>“L’impatto dell’Erc sul sistema italiano della ricerca – ha dichiarato <strong>Fabio Zwirner</strong>, membro del consiglio scientifico del Consiglio europeo della ricerca e professore di fisica teorica presso il dipartimento di Fisica e astronomia “G. Galilei” dell’Università di Padova – supera quello diretto dei progetti finora finanziati. Altrettanto importante è stato lo stimolo a modernizzare i sistemi di reclutamento e i meccanismi di selezione dei progetti di ricerca, con un’accelerazione nel raggiungimento dell’autonomia e nella carriera per i giovani più brillanti. Certo l’impatto sarebbe stato ancora maggiore con un maggiore investimento nazionale in ricerca”.</p>
<div class="condividi_su"></div>
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		<title>Lezioni e laboratori sull&#8217;Europa: mercoledì 13 all&#8217;Odeon di Vicenza incontro con Lorenza Carlassare</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2016/01/11/lezioni-e-laboratori-sulleuropa-mercoledi-13-allodeon-di-vicenza-incontro-con-lorenza-carlassare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 17:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[cinema odeon vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenza Carlassare]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Rientra nell&#8217;ambito del ciclo di lezioni e laboratori “Europa, da Altiero Spinelli all&#8217;età della globalizzazione. Bene comune, partecipazione, solidarietà e inclusione” la lezione che Lorenza Carlassare, giurista e costituzionalista italiana, professore emerito di diritto costituzionale all&#8217;università degli studi di Padova, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rientra nell&#8217;ambito del ciclo di lezioni e laboratori “Europa, da Altiero Spinelli all&#8217;età della globalizzazione. Bene comune, partecipazione, solidarietà e inclusione” la lezione che <strong>Lorenza Carlassare</strong>, giurista e costituzionalista italiana, professore emerito di diritto costituzionale <strong>all&#8217;università degli studi di Padova, terrà mercoledì 13 gennaio</strong> <strong>dalle 11 alle 13 al cinema Odeon </strong>sul tema “L&#8217;idea di Europa dal manifesto di Ventotene al trattato di Lisbona”.<span id="more-866"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>progetto</strong>, proposto dalla Sezione didattica dell&#8217;Istituto storico della resistenza e dell&#8217;età contemporanea “E.Gallo” di Vicenza in collaborazione con <strong>l&#8217;Ufficio Giovani del Comune di Vicenza</strong>, l&#8217;associazione “<strong>Cittadini per Costituzione</strong>”, il liceo Quadri e l&#8217;Ufficio scolastico regionale per il Veneto – Ufficio ambito territoriale VIII Vicenza, è destinato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Vicenza e provincia ma anche ai docenti interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo del percorso è recuperare assieme agli studenti lo spirito e i valori per cui l&#8217;Europa è stata pensata, in un momento storico e politico in cui le istituzioni e i governanti sembrano incerti e incapaci di dare risposte efficaci e condivise ai problemi derivanti dalla globalizzazione e che godono di scarso consenso presso i cittadini. Gli incontri cercano anche di fornire alle giovani generazioni gli strumenti culturali necessari per formarsi un&#8217;opinione in merito a questi processi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclo di lezioni si sviluppa da novembre a maggio. Gli incontri, della durata di due ore o strutturati in più momenti, sono diretti agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e possono rivolgersi sia ad una singola classe che a più classi. Le lezioni sono generalmente accompagnate dalla proiezione commentata di materiali audiovisivi e strutturate in modo laboratoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Al progetto hanno già aderito gli istituti Quadri, Fogazzaro, Piovene, Farina, Da Schio, Brocchi, Chilesotti e Masotto, per un totale di 800 studenti.</p>
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