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	<title>Valeria Fedeli &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Insegnanti non laureati, Donazzan incontrerà la ministra Fedeli</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/25/insegnanti-non-laureati-donazzan-incontrera-la-ministra-fedeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 13:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla vicenda dei docenti diplomati ma non laureati, assunti con riserva sulla base di precedenti sentenze del Consiglio di Stato e ora a rischio di licenziamento dopo l’ultimo pronunciamento del dicembre scorso, le Regioni chiedono al ministero dell’Istruzione di essere protagoniste del confronto istituzionale e di partecipare alle possibili ipotesi di soluzione. L’assessore regionale del Veneto Elena Donazzan incontrerà personalmente il ministro Valeria Fedeli sabato 27 a Mestre, al convegno che la Cisl ha organizzato al centro Candiani sul tema “Veneto, per una scuola di serie A, aperta, autorevole e autonoma”. E, in quell’occasione, oltre a fare riferimento alla richiesta comune sottoscritta con i colleghi delle altre regioni e a confrontarsi su come potrà essere la scuola ‘nell’autonomia’, formulerà al ministro la  propria proposta sui docenti assunti senza laurea.</p>
<p>“Gli assessori regionali all’Istruzione, formazione e lavoro, riuniti nella nona commissione della Conferenza delle Regioni – ricapitola l’assessore alla scuola della Regione Veneto &#8211;  hanno sollecitato il ministro Fedeli e il sottosegretario Vito De Filippo ad un confronto urgente, offrendo la totale disponibilità a collaborare con il ministero per individuare le vie possibili per dare una soluzione equa all’intricata vicenda e garantire in serenità la continuità dell’anno scolastico”.</p>
<p>“Proporrò al ministro – anticipa l’assessore &#8211; di non lasciare al prossimo governo la soluzione, ma di trovare immediatamente la risposta che dovrà tener conto dell’effettivo insegnamento avvenuto in un arco temporale, che potrebbe essere quello dei 36 mesi già normalmente definito nelle normative comunitarie, nonchè dei diritti acquisiti con i titoli, non solo la laurea, ma anche i concorsi”.</p>
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		<title>Scuola, personale ATA in rivolta: &#8220;No a riduzione organici e turni massacranti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/22/scuola-personale-ata-rivolta-no-riduzioni-organici-turni-massacranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 16:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Flc Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Rappresentanti del personale non docente della scuola hanno consegnato alla Ministra dell’Istruzione, Fedeli, una petizione sostenuta da 66.969 firme contro le restrizioni che hanno prodotto &#8220;una riduzione degli organici ed un peggioramento delle condizioni di lavoro, oltre che del servizio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rappresentanti del personale non docente della scuola hanno consegnato alla Ministra dell’Istruzione, Fedeli, una petizione sostenuta da 66.969 firme contro le restrizioni che hanno prodotto &#8220;una riduzione degli organici ed un peggioramento delle condizioni di lavoro, oltre che del servizio, costringendo il personale a turni sempre più gravosi&#8221;. In particolare chiedono di reintegrare subito i 2.020 posti tagliati e di abolire il divieto alle sostituzioni in caso di assenza.</p>
<p><span id="more-4249"></span>La campagna (contrassegnata dall’hastag <strong>#sbloccATA</strong>) è partita a gennaio con la raccolta in tutte le scuole d’Italia di firme a sostegno della petizione promossa dalla Flc Cgil per denunciare la situazione di lavoratori che si sentono  ignorati dal governo, e nonostante il forte aggravio dei carichi di lavoro, continuano a garantire ogni giorno il funzionamento delle scuole.<br />
In occasione della consegna delle firme si è tenuto un flash mob davanti all’entrata del ministero dell’Istruzione, con l’intento, come spiega in una nota la Flc Cgil di “coinvolgere i lavoratori e dare loro voce, rappresentando dal vivo le condizioni in cui si vedono costretti ogni giorno, nonostante tutto, a lavorare”.</p>
<p>Alla Ministra, che ha ricevuto la delegazione sindacale, è stato chiesto “un impegno politico affinché si possano subito reintegrare i 2.020 posti tagliati e di abolire il divieto alle sostituzioni in caso di assenza, con l’effetto d’intervenire immediatamente sul sovraccarico di lavoro di tutto il personale Ata”.<br />
Il personale Ata (ausiliare, tecnico e amministrativo delle scuole), dice la Flc, “è fondamentale per garantire l’apertura delle scuole, la sicurezza e il benessere dei ragazzi. Nonostante ciò, tutti i governi che si sono succeduti negli anni li hanno sempre trascurati, fino all’ultimo eclatante atto: l’esclusione dalle immissioni in ruolo decise dal governo Renzi. Una situazione che per la Flc Cgil e gli stessi lavoratori è diventata ormai insostenibile”.</p>
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		<title>Scuola, Governo non impugna legge veneta. Ma arriva lo stop della ministra Fedeli</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/06/07/scuola-governo-non-impugna-legge-veneta-arriva-lo-stop-della-ministra-fedeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 14:48:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[miur]]></category>
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		<category><![CDATA[Valeria Fedeli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-summary">
<p>“E’ un obiettivo riconoscimento alla nostra capacità di fare buone leggi, di scriverle bene e di saper esercitare bene le prerogative regionali nell’ambito delle competenze che la Costituzione ci affida. La rinuncia all’impugnativa della legge vale come una promozione a pieni voti”. Era stato questo il commento a caldo del presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla notizia che il Consiglio dei Ministri aveva rinunciato ad impugnare la legge regionale sul sistema scolastico e formativo.</p>
<p>Solo poche ore dopo, però, è arrivato lo stop della Ministra dell&#8217;Istruzione Valeria Fedeli. “Il governatore Zaia sa bene che la legge sull’istruzione del Veneto va modificata perché presenta profili di illegittimità costituzionale e se oggi il Consiglio dei Ministri non l’ha impugnata è solo perché lo stesso Zaia si è formalmente impegnato con una lettera inviata a me e al Ministro per gli Affari regionali ad apportare le modifiche richieste dal Miur”.</p>
</div>
<div class="entry-content">
<p>I problemi di legittimità costituzionale riguardano la violazione delle competenze legislative statali in materia di istruzione in particolare per: l’istituzione di una anagrafe regionale degli studenti non coordinata con quella nazionale; la durata dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, che a livello nazionale è quinquennale, mentre la legge regionale indica la durata triennale e quadriennale; la determinazione dei criteri di certificazione dei titoli e dei crediti per i passaggi all’interno della formazione professionale e fra questa e il sistema di istruzione; la definizione, a livello regionale, degli obiettivi di competenza linguistica straniera da raggiungere a conclusione dei cicli; la valutazione del sistema scolastico regionale.</p>
</div>
<div class="entry-content">
<p>“Sono tutti punti su cui la Regione Veneto ha detto che interverrà con le modifiche richieste dal Ministero – conclude Fedeli -. C’è agli atti la lettera firmata da Zaia. Ora è necessario che a ciò venga dato seguito così com’è sancito dalla Costituzione, che è chiara sui ruoli di Stato e Regioni in materia di istruzione. Da Zaia ci aspettiamo serietà e coerenza: per rispetto della funzione che ricopre, dei membri del Consiglio regionale, dei cittadini del Veneto”.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Anno scolastico 2017/2018, al Veneto saranno destinati 120 nuovi docenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/18/anno-scolastico-20172018-al-veneto-saranno-destinati-120-nuovi-docenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 14:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[ministro istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Valeria Fedeli]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’assegnare alla Regione del Veneto il contingente dei posti di organico per l’anno scolastico 2017/2018, per la prima volta il Miur non ha applicato il criterio della serie storica, che avrebbe determinato una riduzione di 352 posti rispetto a quelli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’assegnare alla Regione del Veneto il contingente dei posti di organico per l’anno scolastico 2017/2018, per la prima volta il <strong>Miur</strong> non ha applicato il criterio della serie storica, che avrebbe determinato una <strong>riduzione di 352 posti</strong> rispetto a quelli assegnati per l’anno in corso. Anzi, per venire incontro alle numerose e costanti segnalazioni della Regione Veneto e dell’Ufficio scolastico regionale, il Ministero ha assegnato un contingente <strong>maggiorato di 120 posti</strong> rispetto all’obiettivo regionale indicato per l’anno scolastico 2016/2017.</p>
<p>Sulla vicenda interviene l&#8217;Assessore regionale Elena Donazzan che esprime soddisfazione nei confronti del Ministro dell&#8217;Istruzione Valeria Fedeli per aver riequilibrato il rapporto tra docenti e iscritti in alcune regioni in particolare sofferenza d’organico, come il Veneto.</p>
<p>“<em>Ringrazio il ministro Valeria Fedeli che, accogliendo la mia richiesta di veder riconosciuto un adeguato contingente di docenti in pianta organica alla scuola del Veneto, ha dimostrato  un atteggiamento di attenzione e di disponibilità  ben diverso da quello del suo predecessore”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Dal ministro Fedeli è arrivata puntuale la risposta nei confronti della scuola del Veneto</em> – prosegue l’assessore Donazzan &#8211; <em>che, pur un calo significativo di studenti, molti dei quali a causa del rientro in patria degli stranieri, ha voluto rimediare ai tagli degli ultimi anni, riconoscendo 120 docenti in più, nelle disponibilità dell’Ufficio scolastico regionale, per una  migliore gestione dei territori in sofferenza. Ricordo che, a causa della carenza di insegnanti, molte scuole del Veneto, e in particolare quelle delle aree periferiche e di montagna, sono state costrette a ridurre il numero delle classi, accorpare plessi anche lontani tra loro, nonché a lasciare inevase le richieste di tempo pieno espresse dalle famiglie”.</em></p>
<p>“<em>Resta ora da affrontare il problema della carenza dei dirigenti scolastici</em> – conclude Elena Donazzan – <em>che spero di poter discutere e risolvere nel prossimo incontro in programma con il ministro a Roma”.</em></p>
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		<title>Donazzan scrive al ministro Fedeli: &#8220;in Veneto mancano 641 docenti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/25/donazzan-scrive-al-ministro-fedeli-veneto-mancano-641-docenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 16:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Fedeli]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Gentile ministro, al Veneto servono 641 docenti in più in pianta organica per assicurare il regolare inizio e svolgimento del prossimo anno scolastico 2017-18&#8221;. Sono queste le conclusioni della dettagliata informativa che l’assessore alla scuola della Regione Veneto, Elena Donazzan, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gentile ministro, al Veneto servono 641 docenti in più in pianta organica per assicurare il regolare inizio e svolgimento del prossimo anno scolastico 2017-18&#8221;. Sono queste le conclusioni della dettagliata informativa che l’assessore alla scuola della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inviato al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli in merito al numero dei docenti assegnati dal ministero al Veneto per le scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia al secondo ciclo delle secondarie.</p>
<p>Già lo scorso anno mancavano 468 docenti nell’organico assegnato dal ministero al Veneto: carenza alla quale l’ufficio scolastico regionale e i dirigenti scolastici hanno fatto fronte limitando le sezioni a tempo pieno, mantenendo le sezioni numerose, ‘allungando’ l’orario contrattuale di lavoro degli  insegnanti e reclutando gli insegnanti del cosiddetto ‘potenziamento’ previsto dalla Buona scuola a coprire i posti vuoti in cattedra.</p>
<p>“Di fronte al silenzio del precedente ministro, la scuola veneta si è arrangiata facendo di necessità virtù – sintetizza l’assessore Donazzan – ma così abbiamo dovuto penalizzare le scuole di montagna, i genitori che lavorano e che non hanno potuto avere accesso al tempo pieno per i loro figli, le classi con alunni disabili che avrebbero diritto allo sdoppiamento, e così via. Ora che, alle storiche carenze di organico, si aggiungono anche i prossimi vuoti causati dalle domande di pensionamento presentate da circa duemila docenti in Veneto &#8211;  prosegue l’assessore – non sarà più possibile fare ricorso a soluzioni-tampone e provvisorie. Il ministro Fedeli ci ha già dato ragione sulla necessità di aumentare le certificazioni universitarie per gli insegnanti di sostegno e alla richiesta di allargare il numero degli ingressi alle facoltà che preparano i futuri maestri e i futuri professori. Sono pertanto fiduciosa che possa ascoltare e comprendere anche la richiesta, espressa da Regione, Ufficio scolastico regionale e organizzazioni sindacali del comparto scuola, di assegnare al Veneto 48.698 insegnanti in pianta organica, 641 in più di quanto attualmente riconosciuto”.</p>
<p>Nell’anno scolastico in corso – documenta l’assessore Donazzan nella lettera al ministro &#8211; per non superare il ‘tetto’ dei 48.057 posti autorizzati, l’Ufficio scolastico regionale ha dovuto contenere il numero delle classi e delle pluriclassi e ha dovuto “costringere i dirigenti scolastici del Veneto a fare ricorso a espedienti”, come l’innalzamento dell’orario di insegnamento per cattedra da 18 a 24 ore settimanali e l’utilizzo improprio dell’organico di potenziamento della scuola primaria.</p>
<p>Espedienti che quest’anno non potranno essere reiterati – precisa l’assessore – e che, oltretutto, non sarebbero sufficienti per rispondere all’aumentata domanda di sezioni a tempo pieno, generata dalla rimessa in moto dell’economia veneta e dell’occupazione femminile, e dall’incremento di domande di iscrizione alle scuole materne statali, causata dalle chiusure di istituti paritari gestiti da congregazioni religiose.</p>
<p>“Pur avendo attivato tutte le possibili azioni suppletive e compensative – conclude l’assessore – ora le scuole venete hanno esaurito ogni spazio di manovra possibile per coprire il numero di cattedre necessarie per il regolare avvio delle lezioni a settembre. O il Miur riconoscerà al Veneto i 48.698 insegnanti richiesti dall’Ufficio scolastico regionale  – conclude Donazzan – o non ci resterà che rivendicare con ogni mezzo, a partire dal prossimo referendum d’autunno, l’autonomia regionale per poter garantire a tutti i bambini e i ragazzi che frequentano le nostre scuole quel diritto effettivo all’istruzione e alla formazione che la Costituzione prevede”.</p>
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