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	<title>Vendemmia 2017 &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Vendemmia, Zanoni: &#8220;Aumento produzione coincide con aumento uso pesticidi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/12/vendemmia-zanoni-aumento-produzione-coincide-aumento-uso-pesticidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 19:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia 2017]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;I dati trionfalistici di Veneto Agricoltura sulla crescita dell’export vitivinicolo andrebbero analizzati a 360 gradi; l’incremento della produzione va di pari passo con l’aumento dell’impiego di sostanze chimiche. Nel 2016, secondo quanto emerge dallo studio del Wwf effettuato sui numeri [&#8230;]]]></description>
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<p>&#8220;I dati trionfalistici di Veneto Agricoltura sulla crescita dell’export vitivinicolo andrebbero analizzati a 360 gradi; l’incremento della produzione va di pari passo con l’aumento dell’impiego di sostanze chimiche. Nel 2016, secondo quanto emerge dallo studio del Wwf effettuato sui numeri di Arpav, nella nostra regione sono state vendute 16.920 tonnellate di pesticidi, di cui 4.085 nella sola provincia di Treviso &#8211; 4,6 chili per abitante contro una media veneta di 3,4 &#8211; dove sono stati irrorati 222mila chili di glifosate. Nonostante lo sbandierato aumento delle produzioni bio, in realtà, sta crescendo l’utilizzo dei pesticidi”. È quanto dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico <strong>Andrea Zanoni</strong> che, commentando le cifre fornite dall’associazione ambientalista, chiama direttamente in causa la Giunta Zaia. “Mi chiedo se gli assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente parlino con quello alla Sanità: un incremento di sostanze chimiche di sintesi dovrebbe preoccupare e portare a una serie di misure preventive a tutela dei cittadini e del territorio. Possibile che il disastro sanitario-ambientale dei Pfas non ci abbia insegnato nulla?”.</p>
<div id="attachment_9135" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/01/Andrea_Zanoni.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9135" class="size-medium wp-image-9135" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/01/Andrea_Zanoni-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p id="caption-attachment-9135" class="wp-caption-text">Andrea Zanoni</p></div>
<p>“La somma totale degli erbicidi venduti nel 2016 ammonta a 469.816 chili &#8211; continua l’esponente democratico &#8211; con il famigerato glifosate che rappresenta una buona fetta. Si tratta di sostanze che inquinano le acque e possono avere effetti cronici sulla salute. Il problema principale della Regione, però, sembra essere quello di non disturbare la potentissima lobby mondiale della chimica, lobby che, come nel caso del glifosate, ha vinto anche in Ue ottenendo una proroga dell’utilizzo per altri 5 anni. Il Consorzio Doc l’ha messo al bando per la vendemmia 2018, ma questo non significa che non verranno utilizzati altri erbicidi. La Regione continua a dare contributi a pioggia alla viticultura, spesso a fondo perduto, dimenticandosi delle altre coltivazioni, favorendo l’irrorazione di pesticidi da un lato e la distruzione di boschi e siepi di pianura, in modo da far spazio a nuovi vigneti, dall’altro”.</p>
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		<title>Vino, cresce l&#8217;export veneto. Vendemmia tra le più scarse degli ultimi decenni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2018/01/11/vino-cresce-lexport-veneto-vendemmia-le-piu-scarse-degli-ultimi-decenni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 19:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolto oggi a Lonigo presso la Cantina del Gruppo Collis il convegno vitivinicolo , che ha visto riunito il mondo del vino veneto, di fatto gli Stati Generali, accorso per conoscere tutti i numeri della vendemmia 2017. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi a Lonigo presso la Cantina del Gruppo Collis il convegno vitivinicolo  , che ha visto riunito il mondo del vino veneto, di fatto gli Stati Generali, accorso per conoscere tutti i numeri della <strong>vendemmia 2017</strong>.</p>
<p>Una raccolta che ha prodotto <strong>11.023.000 q di uva</strong>, confermandosi in vetta tra le regioni italiane, segnando però un <strong>calo </strong>del <strong>-15,46% </strong>rispetto al 2016. Di questi, ben <strong>8.815.000</strong> q (+9,31%) sono costituiti da uve a Denominazione d’Origine (DO), a conferma dell’altissima qualità ormai raggiunta dal vigneto veneto. La riduzione delle rese, dovuta principalmente alle gelate tardive di aprile e alla prolungata siccità estiva, non ha interessato solo il Veneto ma tutti i principali Paesi produttori dell’Unione Europea, a cominciare dalla Francia (-17%), la Spagna (-22%) e la stessa Italia (-26%). Quella del 2017 sarà dunque ricordata come una tra le vendemmie più scarse degli ultimi decenni, ma di buona qualità, e il vino prodotto farà volare ancora più in alto le nostre esportazioni.</p>
<p>L’evento, al quale hanno partecipato circa 150 operatori, promosso da Veneto Agricoltura, Regione e Avepa, è servito per mettere sotto la lente l’ultima vendemmia e approfondire altre importanti tematiche quali l’export e il vino biologico.</p>
<p>Come hanno ricordato i tecnici regionali intervenuti, il Veneto vitivinicolo inteso per <strong>macrosistemi</strong> vede spadroneggiare il <strong>“Mondo Prosecco”</strong>, che da solo vale oltre <strong>4,5 milioni di q. di uva</strong>, pari al 51,33% delle DO; e il <strong>“Sistema Verona”</strong> con quasi <strong>2 mln di q</strong>. di uva (22,44% delle DO) suddiviso tra Valpolicella con 908 q. di uva (10,3%), Soave (677 q.; 7,67%), Bardolino (235 q.; 2,66%) e Bianco di Custoza (159 q.; 1,81%). Bene anche la Denominazione “Delle Venezie”, new entry nella vendemmia 2017, che ha esordito con ben 1.356 q di uva.</p>
<p>Se consideriamo i <strong>volumi imbottigliati</strong>, per quanto riguarda le <strong>DOCG,</strong> il Conegliano Valdobbiadene <strong>Prosecco</strong> ha superato i 655.211 ettolitri, attestandosi saldamente in cima alla graduatoria; seguono a distanza l’<strong>Amarone</strong> (111.699 hl; +4,3%), l’<strong>Asolo</strong> (80.064 hl; +42%), il Colli Euganeo <strong>Fior d’Arancio</strong> (7.228; +4,9%), e via via tutti gli altri. Per quanto riguarda invece le <strong>DOC</strong>, è ancora il <strong>Prosecco</strong> a farla da padrone con 3.297.718 hl (+7%), seguito dal <strong>Soave</strong> (401.203 hl; +9,1%), Valpolicella <strong>Ripasso</strong> (207.945 hl; -0,1), <strong>Bardolino</strong>, <strong>Valpolicella</strong>, <strong>Lugana</strong>, <strong>Valdadige.</strong></p>
<p>Nel 2017, la superficie destinata a vigneto nel Veneto ha superato i 91.349 ettari, segnando un <strong>+4,7%</strong> rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, a dettar legge sono le province di <strong>Treviso</strong> con 38.625 ha e <strong>Verona</strong> (28.887 ha), a seguire <strong>Venezia</strong> (8.703 ha), <strong>Vicenza</strong> (7.712 ha), <strong>Padova</strong> (7.030 ha), <strong>Rovigo</strong> (242 ha) e <strong>Belluno</strong> ( 147 ha). Le uve a bacca bianca (72%) hanno ormai surclassato quelle a bacca nera. Il <strong>numero di aziende</strong> vitivinicole nel Veneto è leggermente calato, attestandosi sui 29.670, ma il “miracolo vinicolo” continua ad essere sotto gli occhi del mondo intero. Gli esperti regionali hanno ricordato, infatti, cha la nostra regione si conferma la quarta potenza mondiale in fatto di esportazioni: nei primi 9 mesi del 2017 ha segnato un +6,4% rispetto al corrispettivo periodo dell’anno precedente, quando aveva superato i 2 miliardi di euro in valore (pari al 35,6% del totale nazionale); solo il Prosecco vale 549 milioni di euro (Regno Unito 38,6%; Stati Uniti 23,7%, Germania 5,3%).</p>
<p>Per quanto riguarda invece l’affermazione del <strong>vino biologico</strong>, un fenomeno in crescita costante, gli esperti di <strong>Veneto Agricoltura</strong> hanno ricordato che nella nostra regione la <strong>superficie</strong> bio ha segnato un <strong>+192%</strong> dal 2009 al 2016.</p>
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		<title>Vendemmia 2017, in Veneto la produzione cala del 20%</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/24/vendemmia-2017-veneto-la-produzione-cala-del-28/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Dec 2017 17:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La vendemmia 2017 per tutto il territorio nazionale è stata caratterizzata da un clima sfavorevole, con gelate primaverili e torride temperature estive accompagnate dalla siccità, che ha influito negativamente sulla quantità vitivinicola italiana. Il calo della produzione di vino prevista [&#8230;]]]></description>
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<p>La <strong>vendemmia</strong> <strong>2017</strong> per tutto il territorio nazionale è stata caratterizzata da un clima sfavorevole, con gelate primaverili e torride temperature estive accompagnate dalla siccità, che ha influito negativamente sulla quantità vitivinicola italiana.<br />
Il calo della produzione di <strong>vino</strong> prevista per l’Italia (stime Assoenologi) sarà di oltre 15 milioni di ettolitri rispetto al 2016, pari a un -28% medio, con punte anche del -45% per Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna. Per il Veneto la diminuzione si dovrebbe attestare ad un -20% netto, pari ad una produzione complessiva di circa 8,1 milioni di ettolitri.<br />
Le quotazioni delle uve in <strong>Veneto</strong> dell’ultima vendemmia sono quasi tutte in rialzo rispetto al 2016, anche in conseguenza del forte calo di produzione registrato e anche per la decisa spinta in avanti dell’export del vino regionale. Le rilevazioni effettuate presso le Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, segnalano un rialzo medio del prezzo delle uve venete pari al +22,6% per tutte le tipologie presenti in Veneto. Considerando le singole province, Verona evidenzia un aumento del +12%, mentre sono più consistenti quelli rilevati per Treviso (+27,5%) e Padova (+28,5).</p>
<p>Verona presenta un prezzo medio di uva raccolta di 0,77 euro/kg; anche Padova si mantiene intorno agli 0,69 euro/kg mentre Treviso si attesta a 1,06 euro/kg, mantenendo così la leadership regionale del prezzo delle uve.<br />
Continua il “fenomeno” Prosecco, con crescite esponenziali per superfici interessate dalla Glera, principale cultivar della Denominazione, della relativa produzione e del vero e proprio boom dell’export per questa tipologia di spumante. Infatti, a Treviso risultano tutte in crescita le quotazioni delle uve Glera rispetto al 2016, ma in misura diversa a seconda della tipologia: infatti, si va dal +16% netto del Cartizze Docg, al +18,3% del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Docg, per finire al +24,4% del Prosecco Doc. Per la provincia di Padova il prezzo medio della Glera atta a Prosecco Doc è salito nell’ultimo anno del +12,2%.<br />
Per le varie tipologie di uve Doc veronesi, quelle utilizzate per la produzione dei vini rossi hanno avuto quotazioni in aumento (Bardolino +23,5%, Valdadige rosso +11,1%), o stabili (Valpolicella, Amarone e Recioto). Per i bianchi, risultano in lieve salita il prezzo del Lugana (+5,4%) e del Valdadige bianco (+11,1%), mentre è più consistente la crescita delle altre Denominazioni (Custoza +21,0%, Durello +38,9% e Soave +42,9%).</p>
<p>Nel trevigiano sono ottimi i rialzi rilevati per le quotazioni delle uve raccolte da impianti di pianura, con aumenti compresi in un range tra il +23,8% rilevato per il Raboso e il +60% raggiunto dal Tai Igt. Per le cultivar coltivate in collina ed utilizzate nelle più preziose Docg, vanno rimarcati gli aumenti del prezzo al kg fatti registrare dal Pinot Bianco e Chardonnay atto al taglio coi Docg (+27,1%) e del Pinot Grigio Doc (+39,1%).<br />
Anche la piazza di Padova fa segnare degli ottimi incrementi delle quotazioni medie, con rialzi dei prezzi registrati per il Cabernet (+71,4%) e, ancor di più, per le varietà generiche bianche (+83,3%) e rosse (+83,7%). Per le cultivar che rientrano nella Denominazione Colli Euganei Doc è consistente la crescita delle quotazioni medie di Moscato (+36,0%), Merlot (+36,5%), Pinot Bianco e Chardonnay Doc (+52,6%). Invece, per le Denominazioni garantite, le uve della varietà Friulara Docg Bagnoli presentano l’unica variazione negativa delle quotazioni rispetto al 2016 (-18,3%), mentre di contro quelle delle uve utilizzate per il Colli Euganei Fior d’Arancio Docg sono in crescita del +26,1%.</p>
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