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	<title>vendite estero &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Vola il Made in Italy, i primi 4 mesi del 2017 registrano + 4,4 miliardi di euro di vendite all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/22/vola-made-italy-primi-4-mesi-del-2017-registrano-44-miliardi-euro-vendite-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 08:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il saldo commerciale dei prodotti “made in Italy”, nel 2016, ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro, crescita in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni. Un risultato, comunque, che “oscura” quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saldo commerciale dei prodotti “<strong>made in Italy</strong>”, <strong>nel 2016</strong>, ha registrato un valore positivo pari a <strong>121,6 miliardi di euro</strong>, crescita in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni. Un risultato, comunque, che “oscura” quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri “non made” (- 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate.</p>
<p>Tra i prodotti “made”, la parte del leone l’hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l’industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un <strong>saldo positivo</strong> di ben <strong>48 miliardi di euro</strong> (pari al 39,5 per cento del saldo del “made in”). Ottima la performance anche del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota+10,9 miliardi e dei mobili (+7,2 miliardi).</p>
<p>Per contro, le altre produzioni manifatturiere, quelle cioè non ascrivibili al “made in Italy”, si sono caratterizzate per saldi commerciali <strong>molto negativi</strong>: l’industria della carta, stampa e del legno (escluso i mobili) con <strong>-1,4 miliardi</strong>, il tabacco con <strong>-1,8 miliardi</strong>, i prodotti metallurgici (fonderie, produzioni di ferro, acciaio, ferro-leghe, tubi, condotti, cavi, etc.) con <strong>-2,9 miliardi</strong>, le auto con <strong>-4,7 miliardi</strong>, la chimica-farmaceutica con 8,6 miliardi e i computer e l’informatica con <strong>-11,6 miliardi.</strong></p>
<p>In generale, ricordano dalla CGIA, per prodotti “<strong>made in Italy</strong>” si identificano principalmente quelli ascrivibili ai settori delle “<strong>quattro A</strong>”: ovvero l’<strong>Abbigliamento-moda</strong>; l’<strong>Arredo-casa</strong>; l’<strong>Automazione meccanica</strong> e l’<strong>Alimentare</strong>. Comparti che in larghissima parte sono contraddistinti dalla presenza di <strong>Pmi</strong> a conduzione famigliare che, in molti casi, hanno raggiunto nei propri settori posizioni di leadership mondiale. A seguito di questo straordinario fenomeno che ha avuto inizio nei primi <strong>anni ‘60</strong> del Novecento, l’espressione “<strong>made in Italy</strong>” si è trasformata in qualcosa di molto più importante di un semplice marchio di origine, giungendo ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio “<strong>brand</strong>”, dotato di un’identità ben definita e divenuto sinonimo di qualità e affidabilità che ci sono riconosciute in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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