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	<title>vendite &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Asiago DOP continua a crescere e si conferma tra i formaggi preferiti dagli italiani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/05/asiago-dop-continua-a-crescere-e-si-conferma-tra-i-formaggi-preferiti-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 16:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
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					<description><![CDATA[Le famiglie italiane mettono sempre più Asiago DOP nel carrello della spesa. Nel 2019, la denominazione d’origine protetta veneto-trentina ha segnato una crescita a volume del 1,6% e a valore del 4,9%, in netta controtendenza col calo del comparto dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Le famiglie italiane mettono sempre più <strong>Asiago DOP</strong> nel carrello della spesa. Nel 2019, la <strong>denominazione d’origine protetta</strong> veneto-trentina ha segnato una <strong>crescita</strong> a volume del 1,6% e a valore del 4,9%, in netta controtendenza col calo del comparto dei formaggi semiduri che ha raggiunto, nel medesimo periodo, un -4,6% a volume e un -3,5% a valore (dati GFK-Eurisko).</p>
<p style="font-weight: 400;">L’anno della celebrazione dei <strong>40 anni</strong> del <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> e del suo lavoro per diffondere e tutelare, a partire dal <strong>1979</strong>, il prodotto in Italia e nel resto del mondo, si chiude con una produzione totale di <strong>1.559.039 forme</strong> e giacenze ai minimi storici. Contemporaneamente, <strong>Asiago DOP</strong> continua a crescere e si conferma tra i <strong>formaggi</strong> preferiti dagli italiani: oltre <strong>9.600.000 famiglie</strong> l’hanno consumato nel 2019. A fare la differenza, l’azione di valorizzazione del prodotto nella <strong>GDO</strong> svolta dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago e le caratteristiche distintive di questa tipicità, strettamente legata al territorio d’origine, con qualità organolettiche che rispondono perfettamente alla crescente attenzione agli aspetti salutistici e al benessere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel 2019, l’impegno del Consorzio è proseguito anche all’<strong>estero</strong> dove Asiago DOP è presente in oltre cinquanta paesi e realizza un fatturato di oltre 10 milioni di euro. Qui, nonostante il clima di crescente incertezza mondiale culminato nei dazi USA, il Consorzio ha scelto di reagire con rinnovata determinazione. Nel 2020 hanno preso il via due importanti piani triennali co-finanziati dalla UE. Il primo, denominato “Asia Enjoy European Quality Food”, dal valore di oltre 4.700.000 euro rivolto ad attività in Giappone, Cina, Corea del Sud e Vietnam che vede il Consorzio Tutela Formaggio Asiago in partnership con Consorzio per la Tutela dell’Asti, Consorzio Provolone Valpadana DOP, Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani (IVSI) e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona. Il secondo, dal valore di oltre 3.700.00 euro, dal titolo “European Lifestyle: Taste Wonderfood”, realizzerà azioni di informazione e promozione in Italia, Germania, Regno Unito e Repubblica Ceca col Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona. Una nuova, significativa dimostrazione dell’importanza di veicolare le eccellenze del MADE IN ITALY attraverso una progettualità condivisa.</p>
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		<title>Rebecca (Confcommercio): “Scontrino elettronico ennesimo carico di costi e burocrazia e all’orizzonte la follia della lotteria degli scontrini”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/10/rebecca-confcommercio-scontrino-elettronico-ennesimo-carico-di-costi-e-burocrazia-e-allorizzonte-la-follia-della-lotteria-degli-scontrini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 14:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[negozianti]]></category>
		<category><![CDATA[scontrino elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino elettronico”, con invio degli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> Probabilmente, però, i vicentini non se ne sono accorti, visto che comunque il negoziante è tenuto a rilasciare un documento di acquisto valido, ad esempio, per la garanzia, i resi o le sostituzioni che a prima vista non sembra tanto diverso da quello precedente. “Ad accorgersene sono stati, invece, proprio i commercianti che nei mesi scorsi si sono sottoposti ad un vero e proprio <i>tour de force</i> per aggiornarsi e adeguare i propri registratori di cassa, sostenendo una spesa media che va dai 300 ai 700 euro a negozio – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. Abbiamo fatto di tutto per scongiurare e attenuare l’impatto di questa ennesima incombenza per le imprese del settore, riuscendo ad ottenere rinvii e moratorie sulle sanzioni, oltre ad un credito d’imposta del 50% sulle relative spese sostenute, ma sta di fatto che il problema di fondo resta: lo Stato fa pagare ancora una volta alle imprese gli oneri organizzativi ed economici di una digitalizzazione che va a tutto vantaggio solo del Fisco. Dove stia l’equità di questa operazione è un mistero”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ad essere interessate da questa “rivoluzione”, focalizzandosi sul mondo del terziario provinciale, sono circa <strong>7.700 imprese</strong> del dettaglio e <strong>5.000 tra pubblici esercizi e strutture ricettive</strong>. Per le attività con un giro d’affari nel 2018 superiore ai<strong> 400 mila euro</strong> l’obbligo è già scattato a luglio dell’anno scorso, con una moratoria di sei mesi sulle sanzioni. Dal 1° gennaio, poi, l’obbligo è entrato in vigore per tutti gli altri, ma anche per tali operatori è applicabile la moratoria di 6 mesi che sposta al 30 giugno eventuali sanzioni per chi non si è adeguato in tempo. Quanti si siano già oggi adeguati non è noto, anche se <strong>Confcommercio Vicenza</strong> stima, prendendo a campione le imprese che usufruiscono del proprio servizio contabilità, che <strong>3 attività su 5 siano già passate al “telematico</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“I nostri incontri informativi sul territorio, ai quali hanno partecipato centinaia di imprese, hanno sempre registrato il tutto esaurito, mentre i nostri servizi fiscali sono stati in prima linea per dare un supporto efficace per questo nuovo adempimento – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza –. Ciò che abbiamo riscontrato, in ogni confronto con gli imprenditori, è il loro scoramento per questo ennesimo carico burocratico e non possiamo nascondere che per qualcuno, soprattutto più anziano e a volte con attività situata in zone più marginali, questa potrà essere la goccia che fa traboccare il vaso, portando alla decisione di chiudere il negozio o il pubblico esercizio: il tutto in un momento già critico per il settore, con un’incertezza politica che frena i consumi e una Manovra di Bilancio che non contiene misure orientate alla crescita”. Va detto, tra l’altro, che l’obbligo non tiene conto, ad esempio, dell’arretratezza digitale del Paese, con zone, anche della nostra provincia, dove il trasferimento telematico dei dati è problematico per mancanza di una connessione valida: “Penso a certe aree montane e collinari dove comunque i negozi, o i pubblici esercizi, o gli operatori del commercio ambulante, fortunatamente, ci sono. Cosa devono fare: assumersi ulteriori oneri per dotarsi di connessioni alternative o “migrare” alla ricerca di una rete decente?” si chiede il presidente di Confcommercio Vicenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">All’orizzonte, poi, si profila quest’anno un&#8217;altra rivoluzione per le stesse attività, vale a dire l’avvio della <strong>lotteria degli scontrini</strong> dal 1° luglio 2020, con i clienti che si presenteranno a fine acquisto con il loro codice lotteria da riportare sullo scontrino: <strong>16 caratteri da digitare sulla cassa</strong> (a meno di dotarsi di un lettore ottico con ulteriori costi) per ogni scontrino, anche per un caffè. E poi, anche qui, il trasferimento telematico dei dati ad un portale lotteria. “Una follia che farà perdere tempo e pazienza a tutti – conclude il presidente Sergio Rebecca – e che cercheremo di contrastare in ogni modo dopo averne ottenuto il rinvio. Serve un cambio di mentalità da parte di chi sta al Governo: il commercio è una ricchezza, in tutti i sensi, per l’economia, l’occupazione, la qualità di vita e la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi. E lo è, una ricchezza, anche per il Fisco, visto che le nostre attività pagano le tasse, e tante, in Italia, a differenza di certi portali dell’e-commerce. E allora è chiaro che non c’è logica per questo aggravio di costi e burocrazia che rischia di spegnere il commercio in tante vie e piazze di città, quartieri e paesi”.</span></p>
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		<title>Crescita record dei Pos nei negozi italiani. Negli ultimi cinque anni +72 per cento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/04/crescita-record-dei-pos-nei-negozi-italiani-negli-ultimi-cinque-anni-72-per-cento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una crescita record del 72% dei POS in cinque anni i negozi italiani sono pronti ad affrontare l’assalto dei consumatori ai primi saldi del 2020 schierando alle casse oltre 3 milioni di terminali per pagamenti con bancomat e carte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una <strong>crescita record del 72%</strong> dei <strong>POS</strong> in cinque anni i negozi italiani sono pronti ad affrontare l’assalto dei consumatori ai primi saldi del 2020 schierando alle casse oltre 3 milioni di terminali per pagamenti con bancomat e carte di credito.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Bankitalia in vista della sfida all’ultimo sconto con gli italiani pronti a sfoderare oltre <strong>98 milioni di tessere</strong> fra bancomat, carte di credito e prepagate multiuso. Numeri che segnalano un sempre più diffuso utilizzo della moneta elettronica usata in modo trasversale – evidenzia Uecoop &#8211; per tutte le tipologie di acquisto: dai vestiti alle gomme dell’auto, dai trattamenti estetici alle palestre, dalle piastrelle ai gioielli, dai giocattoli agli alimentari in supermercati e panetterie, dall’assicurazione auto agli abbonamenti ai mezzi di trasporto. Un sistema di pagamento spinto anche dall’on line con quasi 39 milioni di italiani che nell’ultimo trimestre hanno navigato su Internet almeno una volta, spiega Uecoop su dati Istat. In Italia in un anno vengono spesi sulla rete quasi 28 miliardi di euro per acquisti su moda, elettronica, cura della persona, cibo, arredamento, elettrodomestici, giocattoli, musica e videogiochi oltre a viaggi e sistemazioni alberghiere, evidenzia Uecoop su dati Digital. La diffusione degli acquisti sul web con pagamenti elettronici aumenta però anche il rischio di frodi – conclude Uecoop – con i criminali del web che sempre più spesso puntano a carpire i codici delle carte di credito o bancomat per svuotare il più possibile il conto corrente della vittima con acquisti in giro per il mondo.</p>
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		<item>
		<title>Saldi al via con previsioni stabili per i commercianti di Vicenza. Ecco il vandemecum per un corretto acquisto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/02/saldi-al-via-con-previsioni-stabili-per-i-commercianti-di-vicenza-ecco-il-vandemecum-per-un-corretto-acquisto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 17:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nemmeno il tempo di fare un bilancio delle vendite natalizie &#8211; che quest’anno non sembrano essere state particolarmente brillanti anche nel Vicentino, in particolare per i negozi dei centri storici &#8211; e i dettaglianti dell’abbigliamento-calzature sono già alle prese con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nemmeno il tempo di fare un bilancio delle vendite natalizie &#8211; che quest’anno non sembrano essere state particolarmente brillanti anche nel Vicentino, in particolare per i negozi dei centri storici &#8211; e i dettaglianti dell’abbigliamento-calzature sono già alle prese con il cambio dei prezzi dei cartellini. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Sì perché il 4 gennaio <strong>iniziano i saldi</strong> e tanta parte della merce rimasta sugli scaffali dei negozi sarà posta in vendita con sconti che, presumibilmente, inizieranno già con una forbice del 30-50%. “I ribassi dovrebbero spingere in particolare la vendita dei capispalla più pesanti, che spesso sono anche gli articoli più impegnativi sul fronte del prezzo e più influenzati anche dall’andamento meteo, piuttosto clemente nelle settimane scorse – è il commento di Marisa Lunardon, consigliere di Federmoda-Confcommercio Vicenza, l’associazione dei dettaglianti del settore tessile e abbigliamento-. Per i clienti i saldi rappresenteranno sempre un buon affare, anche perché, come segnaliamo oramai da anni, arrivano molto presto, permettendo ai consumatori di rinnovare il guardaroba in piena stagione. Una situazione che influenza però negativamente le politiche commerciali dei negozi e che snatura questo genere di vendite, chiamate, a questo punto impropriamente, “di fine stagione”. In questo senso – aggiunge Marisa Lunardon &#8211; l’auspicio della maggioranza degli operatori è che si trovi un accordo tra le Regioni e che nel 2020 si arrivi ad un posticipo delle date, riportando i saldi alla loro vera natura”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nel frattempo, anche per questo inverno, i consumatori vicentini metteranno mano al portafogli per accaparrarsi abiti, intimo, calzature, accessori e quant’altro a prezzi scontati. L’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale calcola che l’acquisto medio a persona nei saldi invernali 2020 sarà di 140 euro a persona, mentre quello familiare sarà di 324 euro. “Praticamente gli stessi importi previsti nel 2019, che possiamo tranquillamente sottoscrivere anche per il Vicentino &#8211; sottolinea la rappresentante provinciale di Federmoda Confcommercio -, a dimostrazione che gli acquisti in questo periodo si sono abbastanza stabilizzati, anche se non possiamo ignorare l’impatto di certe “fughe in avanti” di alcuni operatori con i messaggini ai clienti fidelizzati e soprattutto la crescita della pressione concorrenziale dell’on line”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">L’invito di Federmoda-Confcommercio Vicenza ai consumatori è in questo senso di privilegiare il dettaglio tradizionale: “Tutti amiamo vivere in città con un tessuto commerciale ricco e vivace – afferma Marisa Lunardon &#8211; e apprezziamo la comodità di trovare quel che cerchiamo vicino a noi, con la possibilità, ad esempio, di provare i capi e di non avere incombenze in caso di resi o disguidi. Senza contare la sensazione di sicurezza quando camminiamo nelle vie dove si affacciano le vetrine dei negozi. Spero che i consumatori vicentini si rendano conto che tutto ciò è garantito dai negozi, che offrono un essenziale servizio di prossimità e che vanno dunque, anche per questo loro essenziale ruolo, privilegiati quando ci apprestiamo a fare acquisti. Compriamo quindi nei nostri negozi, che sono il cuore pulsante delle nostre città e dei nostri paesi”. Per dire che “scegliere bene”, durante i saldi e non solo, non riguarda solo ciò che compriamo, ma anche come e dove lo facciamo.<b></b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Vicenza ricorda alcuni principi di base:</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>1</b>. <b>Cambi</b>: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.Lgs n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>2</b>. <b>Prova dei capi</b>: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>3</b>. <b>Pagamenti</b>: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>4</b>. <b>Prodotti in vendita</b>: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>5.</b> <b>Indicazione del prezzo</b>: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Saldi, buona l’affluenza nei negozi di Vicenza. Trend delle vendite in linea con l’anno scorso.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/08/saldi-buona-laffluenza-nei-negozi-di-vicenza-trend-delle-vendite-in-linea-con-lanno-scorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 09:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
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		<category><![CDATA[Provincia di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I saldi mantengono il loro appeal per i consumatori, che non si lasciano sfuggire l’opportunità di fare acquisti con sconti fin da subito piuttosto elevati, anche del 50%. E’ questa la “lettura” dei commercianti vicentini dopo il primo weekend di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I saldi mantengono il loro appeal per i consumatori, che non si lasciano sfuggire l’opportunità di fare acquisti con sconti fin da subito piuttosto elevati, anche del 50%.<br />
E’ questa la “lettura” dei commercianti vicentini dopo il primo weekend di vendite di fine stagione, che sono entrate nel vivo il sabato pomeriggio e sono continuate per tutta la domenica a buon ritmo.</p>
<p>“L’impressione di molti colleghi è che l’andamento confermi quello dello scorso anno e che dunque i saldi oramai si siano stabilizzati, nonostante le solite fughe in avanti a colpi di messaggini e promozioni, anche on line. E’ un segnale particolarmente positivo, perché accompagnato da un’attenzione particolare della clientela all’acquisto mirato, favorito da un servizio di qualità”.</p>
<p>Questo il primo commento di<strong> Marisa Lunardon</strong>, consigliere di Federmoda Confcommercio Vicenza, l’associazione provinciale dei dettaglianti del tessile abbigliamento.<br />
Un parere confermato anche da <strong>Nicola Piccolo</strong>, presidente della delegazione Confcommercio di Vicenza: “Ho avuto modo di confrontarmi con i colleghi già domenica sera – afferma – e anche se le somme si fanno sempre alla fine devo dire che ho trovato generalmente pareri positivi su questo inizio di saldi: c’è stato un buon afflusso di clientela, sia in centro storico che in generale in città, con acquisti<br />
sostanzialmente in linea con i saldi invernali dell’anno scorso. C’è dunque fiducia che le vendite si mantengano buone anche nei prossimi giorni con significativi incrementi nei fine settimana”.</p>
<p>Anche se i risultati dei saldi si possono differenziare da negozio a negozio, a seconda delle politiche commerciali di ciascuno, c’è però una sensazione che accomuna i pareri raccolti dai dirigenti di Confcommercio Vicenza: che si tratti di clienti fidelizzati o meno, l’acquisto è sempre più selezionato e mirato e l’attenzione si sta spostando anche al servizio: “Si cerca sempre più l’esperienza di acquisto – conferma Marisa Lunardon – e dunque conta, anche nel caso dei saldi, la professionalità con cui si segue il cliente, che spesso differenzia il negozio più evoluto rispetto alle grandi catene monomarca. Nessuno, nemmeno durante i saldi, “compra per comprare” e quindi, soprattutto per i capi più importanti, conta la ricerca del prodotto e la sintonia che si riesce ad instaurare con il cliente”.</p>
<p>Per dire che i saldi non rappresentano più solo un momento per “fare cassa”, da parte dei negozianti, ma anche un’opportunità di marketing per stringere legami ancor più forti con la clientela abituale e conquistarne di nuova attirata dai ribassi di fine stagione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il negozio può ancora vincere sullo Shopping on line, ecco come secondo Confcommercio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/13/il-negozio-puo-ancora-vincere-sullo-shopping-on-line-ecco-come-secondo-confcommercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 14:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio al dettaglio]]></category>
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		<category><![CDATA[shopping on line]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono circa 623mila gli esercizi di commercio al dettaglio oggi esistenti in Italia (510mila in sede fissa e circa 110mila di commercio ambulante e fuori negozio) e proprio al ruolo che oggi giocano queste imprese e sulla loro evoluzione nell’era dell’on line [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono circa <strong>623mila gli esercizi di commercio al dettaglio oggi esistenti in Italia</strong> (510mila in sede fissa e circa 110mila di commercio ambulante e fuori negozio) e proprio al ruolo che oggi giocano queste imprese e sulla loro evoluzione nell’era dell’on line si è discusso in occasione del convegno <strong>&#8220;La distribuzione tra intelligenza artificiale, e-commerce ed abitudini di consumo&#8221;</strong>, tenutosi nei giorni scorsi nella sede della Confcommercio nazionale.</p>
<p>Guardando all’<strong>e-commerce</strong>, questo canale di vendita<strong> vale attualmente in Italia</strong> poco meno di <strong>24 miliardi di euro</strong>, contro i circa <strong>3 miliardi del 2005</strong>, con crescite medie annue a due cifre negli ultimi 12 anni e di oltre il 50%  nei quattro anni scorsi.  Non sorprende allora che il 6% delle vendite avvenga ormai online,  con punte del 31% nel turismo. Ma questo dato, se letto &#8220;in controluce&#8221;, fa capire ancora la <strong>grande forza del negozio fisico</strong> perchè <strong>è proprio qui che si vendono il 94% delle merci in Italia</strong>. Dunque questo canale di vendita, oltre ad essere essenziale, ha tutte le potenzialità per rimanere leader.</p>
<p>Il maggior numero di acquirenti si trova nella <strong>fascia di età tra i 35 e i 44 anni</strong>, ma il fenomeno è ormai pervasivo, visto che anche un buon <strong>11% degli over 65</strong> non si priva di fare acquisti con un clic su Internet. <strong>Cosa può fare allora un negozio fisico per restare un punto di riferimento dello shopping?</strong> Tre le strade da percorrere secondo gli esperti: imparare a misurare la performance, sviluppare una strategia offline e puntare anche su una strategia online. Tutte hanno in comune la necessità di non poter prescindere dal personale: servono addetti appassionati e con competenza del prodotto, capaci di coinvolgere i clienti nella personalizzazione, o addirittura co-creazione del prodotto stesso. Questi aspetti sono stati approfonditi anche nel volume <strong>&#8220;Il negozio nell&#8217;era di Internet&#8221;</strong>, che fa parte della collana  &#8220;Le Bussole&#8221;, presentato in occasione del convegno. Riportiamo di seguito proprio i passaggi introduttivi riferiti alle tre strategie che un negozio fisico può mettere in campo nell’era di internet.</p>
<p>Per competere con concorrenti online che sanno tutto dei loro clienti, l’analisi degli incassi giornalieri (spesso l’unico dato monitorato da un piccolo negozio per capire come sta andando il business) è troppo poco, soprattutto per<strong> valutare i risultati di</strong> <strong>tante iniziative online e offline</strong> che è necessario mettere in pratica. Nella guida sono illustrati e spiegati nel dettaglio diversi indicatori relativi ai clienti, al magazzino, ai margini, ecc., per accompagnare il negoziante in una gestione più analitica della propria impresa.</p>
<p><strong>Rendere il proprio negozio fisico un posto interessante e piacevole da visitare</strong>, perché è un elemento che i concorrenti del web non potranno mai replicare. Il primo passo è un corretto posizionamento di marketing che identifichi correttamente le caratteristiche della propria offerta e il target di clientela a cui rivolgersi (non è possibile essere interessanti per tutti, si finisce per non essere rilevanti per nessuno); successivamente vanno poste in essere attività di miglioramento dello spazio fisico (vetrine, layout, visual merchandising, ecc.) e di coinvolgimento attivo dei clienti (personalizzazione di prodotti e servizi, offerta di servizi aggiuntivi rilevanti per il target, ecc.) per costruire una shopping experience che conquisti il cliente.</p>
<p><strong>Utilizzare tutti gli strumenti offerti dal web</strong> (sito, social network, e-commerce) per raggiungere, farsi conoscere, coinvolgere e servire i propri clienti attuali e potenziali. I dati rilevati dalla ricerca Confcommercio-Format indicano che, su questa strada, i negozi 5 italiani hanno ancora margini di miglioramento, perché, indicativamente,<strong> solo un negozio su 10 padroneggia</strong> questi strumenti.</p>
<p>Tutte le strategie indicate non possono prescindere dal personale, che un imprenditore deve saper selezionare, gestire, motivare, sia perché le persone sono l’altro elemento (oltre agli spazi fisici) che un concorrente online non potrà mai replicare, sia perché sono cruciali nel successo di ogni altra azione… Se i negozi del futuro sono i teatri della shopping experience, gli spazi dove il consumatore vive esperienze di acquisto multisensoriali e coinvolgenti, questi addetti sono gli artisti”.</p>
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		<title>Industria vicentina, dati confortanti con l&#8217;aumento delle vendite. Vola l&#8217;export</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/09/06/industria-vicentina-dati-confortanti-laumento-delle-vendite-vola-lexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 20:44:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[industria vicentina]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[Segno positivo per l’industria vicentina nel secondo trimestre 2017. Il mercato interno cresce di quasi il 3%, l’export vola oltre il +3,7%. I valori rilevati nel corso dell&#8217;ultima indagine congiunturale di Confindustria Vicenza confermano ancora una volta il generale miglioramento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Segno positivo per l’industria vicentina nel secondo trimestre 2017. Il <strong>mercato interno</strong> cresce di quasi il <strong>3%</strong>, l’<strong>export vola oltre il +3,7%</strong>. I valori rilevati nel corso dell&#8217;ultima indagine congiunturale di <strong>Confindustria Vicenza</strong> confermano ancora una volta il generale miglioramento dell’economia del territorio.</p>
<p>Il bilancio del <strong>secondo trimestre 2017</strong> si chiude nuovamente in positivo per l’industria vicentina. Il risultato del <strong>+1,58%</strong> segnato dalla <strong>produzione industriale</strong>, rispetto allo <strong>stesso trimestre del 2016,</strong> è una conferma del trend di crescita che caratterizza l’anno in corso.<br />
La 136° indagine congiunturale di <strong>Confindustria Vicenza</strong> evidenzia un aumento delle vendite su tutti i fronti: <strong>+2,95% sul mercato interno</strong>, <strong>+3,77% nell’Unione Europea</strong>, e un significativo <strong>+3,78% sul mercato extra UE</strong>, che supera di un punto percentuale anche il risultato del primo trimestre 2017.<br />
Molto buono il saldo di opinione sulla produzione (+18 rispetto al +13 dello stesso periodo dell’anno precedente), con ben il 43% delle imprese che confermano un aumento di produzione, a fronte di cali per il 25%.<br />
Il portafoglio ordini rimane stabile per il 36% del campione mentre aumentano del 9%, rispetto al precedente trimestre, le imprese il cui periodo di lavoro assicurato supera i tre mesi.<br />
I dati confermano anche la ripresa dell&#8217;occupazione con un incremento del numero di addetti pari a +1,11% e la volontà,espressa da quasi il 90% di aziende, di mantenere o aumentare la propria forza lavoro.<br />
Pur rimanendo stabile, rispetto al primo trimestre, la percentuale di aziende con tensioni di liquidità (15%), scende di due punti la segnalazione di ritardi negli incassi (17%).<br />
Rimane in linea a quello del periodo gennaio-marzo l’andamento medio dei prezzi delle materie prime (+3,02%) e prodotti finiti(+0,92%).<br />
Nel dettaglio, per i principali settori produttivi gli indici di produzione, export e occupazione sono tutti in positivo o stabili per meccanica, chimica, orafo, sistema moda e alimentare. Ad avvertire un calo nella produzione è il settore delle materie plastiche, mentre la concia scende anche nell’export. Carta e grafica oltre che legno e mobile fanno segnare il segno meno alle voci produzione e occupazione, ma crescono nell’export. Da ultimo, il settore cemento,<br />
calce, vetro e marmo rimane in terreno negativo per tutte le voci prese in considerazione.</p>
<p><strong>Le previsioni secondo l&#8217;indice LIV</strong></p>
<p>La rilevazione di luglio conferma il tendenziale miglioramento del sentiment dell’industria vicentina.</p>
<p>“<em>Le previsioni delle imprese su portafoglio ordini, occupazione e investimenti risultano saldamente positive, prospettando già per i prossimi mesi l’auspicata accelerazione della congiuntura economica del territorio”,</em> ha dichiarato il prof. Andrea Beretta Zanoni, professore ordinario di strategia aziendale all&#8217;Università di Verona, che con la propria équipe ha messo a punto l&#8217;indice di previsione LIV (leading indicator Vicenza).</p>
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		<title>Saldi al via dal 1° luglio, opportunità importante per clienti e commercianti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/06/28/saldi-al-via-dal-1-luglio-opportunita-importante-clienti-commercianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 16:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[commercianti]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[federmoda]]></category>
		<category><![CDATA[matteo garzaro]]></category>
		<category><![CDATA[saldi]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[Per Federmoda Confcommercio Vicenza i clienti potranno fare buoni affari, ma per i negozi le svendite non risollevano i bilanci. “Comunque vada sarà un successo, ma solo per chi compra. Per i negozianti, invece, questi saldi non risolleveranno i bilanci”. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Per Federmoda Confcommercio Vicenza i clienti potranno fare buoni affari, ma per i negozi le svendite non risollevano i bilanci.</span></p>
<div id="attachment_6114" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Garzato.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6114" class="wp-image-6114 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Garzato-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Garzato-225x300.jpg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Garzato-169x225.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Garzato.jpg 496w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-6114" class="wp-caption-text"><em>Matteo Garzaro, presidente di Federmoda Confcommercio Vicenza </em></p></div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“Comunque vada sarà un successo, ma solo per chi compra. Per i negozianti, invece, questi saldi non risolleveranno i bilanci”. Matteo Garzaro, presidente di <strong>Federmoda Confcommercio Vicenza</strong> sintetizza così l’arrivo delle vendite di fine stagione che inizieranno sabato 1 luglio per concludersi il 31 agosto.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Come sempre, pochi giorni prima dell’inizio di quello che rimane comunque un evento significativo per il mondo del commercio, non mancano le previsioni sull’andamento dei prossimi saldi che, per l’Associazione provinciale dei dettaglianti di abbigliamento e calzature non presenterà particolari sorprese: l’attesa è quella di una stabilità sugli stessi livelli dello scorso anno: vale a dire una spesa media per <strong>famiglia</strong> che si attesta sui <strong>340 euro</strong> e un atteggiamento, da parte dei consumatori, molto selettivo, alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo. Chi sa sfruttare al meglio le vendite di fine stagione, dunque, l’affare lo farà di certo, perché la scelta di capi scontati sarà, come oramai da qualche anno, molto ampia e gli sconti saranno fin da subito significativi, tra il <strong>30 e il 50%</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Per i negozianti, invece, la “musica è diversa”: la stagione iniziata subito col piede giusto con temperature elevate non ha comunque alzato il termometro delle vendite e il motivo, per il presidente Matteo Garzaro, è evidente: “Con i saldi che arrivano così presto è logico che il consumatore tenda a rinviare gli acquisti quando sa di avere uno sconto. Se vogliamo davvero che queste vendite tornino ad avere il significato di un tempo non c’è alternativa: bisogna spostarle più in là, davvero a fine stagione, come chiediamo da tempo”.  I saldi rimangono comunque un momento in cui i consumatori tornano ad “aprire il portafogli”, ma il clima generale di scarsa propensione alla spesa ne abbatte gli effetti positivi: “Noi aspettiamo da tempo l’aumento dei consumi, in verità per ora vediamo solo l’aumento dell’incertezza, con un sistema Paese che tra crisi delle banche e debolezza dell’azione di Governo non lavora certo a favore della ripresa. Da anni Confcommercio indica le strade per invertire la rotta, ma di segnali in tal senso non ne vediamo. Vien da dire : non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.</span></p>
<div align="center">
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>LE REGOLE DEI SALDI</b></span></div>
<div>
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Nulla cambia sul fronte delle modalità di svolgimento. Restano, infatti, confermate le regole per l’informazione e la tutela del consumatore, che Confcommercio Vicenza intende ricordare al fine di garantire la massima trasparenza in tempo di vendite di fine stagione.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Merce in saldo</b>. I capi<i> </i>proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Gli articoli in saldo devono inoltre essere fisicamente ben distinti e quindi separati in modo chiaro ed inequivocabile da quelli eventualmente posti in vendita a condizioni ordinarie.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Indicazione dei prezzi</b>. E’ obbligatorio esporre la merce in saldo &#8211; sia in vetrina che all&#8217;interno del negozio &#8211; con l&#8217;indicazione della percentuale di sconto applicata, prezzo normale di vendita e il prezzo scontato.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Pubblicità</b>. I messaggi pubblicitari relativi alle vendite straordinarie devono essere presentati graficamente in modo non ingannevole per il consumatore.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Cambi</b>: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso in cui ciò risulti impossibile o eccessivamente oneroso, la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo pagato.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Prova dei capi</b>: è rimessa alla discrezionalità del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Pagamenti</b>: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. </span></p>
<div align="center"></div>
<div align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>IL “GLOSSARIO” DELLE VENDITE STRAORDINARIE</b></span></div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>VENDITE DI FINE STAGIONE</b> (così detti Saldi)</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda suscettibili di notevole deprezzamento, se non venduti entro un certo periodo di tempo.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"> </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>VENDITE PROMOZIONALI</b></span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Sono effettuate dall’esercente al fine promuovere la vendita alcuni o tutti i prodotti della gamma merceologica, applicando sconti e ribassi sul prezzo ordinario di vendita. Ogni anno si possono svolgere un numero indefinito di vendite promozionali.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Possono essere svolte in qualsiasi periodo dell’anno, ad eccezione del periodo antecedente all’inizio delle vendite di fine stagione, individuato in 30 giorni. Tale divieto non si applica ai prodotti non aventi carattere di stagionalità.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">  </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>VENDITE DI LIQUIDAZIONE</b></span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Sono effettuate dall’esercente al fine di esaurire tutte le proprie merci, in particolari momenti di vita della propria impresa:</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">•        cessazione dell’attività;</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">•        trasferimento in gestione o cessione in proprietà d’azienda;</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">•        trasferimento dell’azienda in altro locale;</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">•        trasformazione o rinnovo locali.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Possono essere realizzate in qualsiasi periodo dell’anno, per la durata massima di ciascun periodo di 6 settimane.</span></div>
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		<item>
		<title>Asiago D.O.P. volano i consumi, nel 2016 vendute 1,6 milioni di forme</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asiago/2017/05/13/asiago-d-p-volano-consumi-nel-2016-vendute-16-milioni-forme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 14:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio tutela asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio asiago]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[Un bilancio 2016 positivo quello che i soci del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago hanno approvato nell’assemblea svoltasi venerdì 12 maggio ad Asiago. Grazie al piano di crescita programmata, ha visto un controllo delle produzioni, ridotte del 3,35% rispetto all’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bilancio 2016 positivo quello che i soci del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago hanno approvato nell’assemblea svoltasi venerdì 12 maggio ad Asiago.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5310" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea.jpg 816w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Grazie al piano di crescita programmata, ha visto un controllo delle produzioni, ridotte del 3,35% rispetto all’anno precedente e un <strong>aumento del 2,1% dei consumi,</strong> in netta controtendenza rispetto al comparto dei formaggi semiduri che, nello stesso anno, ha segnato un doppio calo dei volumi del 1,3% e del valore del 1,7% (dati GFK-Eurisko). Un segnale positivo arriva anche dal calo, a fine 2016, dello stock aggregato di prodotto, rispetto a fine 2015; aspetto che ha consentito di iniziare il 2017 con premesse migliori rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Nel 2016, sono state prodotte 1.365.597 forme di Asiago Fresco e 221.772 di Asiago Stagionato, per <strong>un totale di 1.587.369 forme. </strong>Produzioni che, nel contesto del piano di regolazione 2017- 2019, continueranno a garantire un equilibrio tra domanda ed offerta, proseguendo nella valorizzazione della denominazione e puntando a rafforzare l’orientamento al mercato a fianco dei produttori impegnati ad esportare Asiago DOP nel mondo.</p>
<p>In Italia, <strong>Asiago DOP è la quarta specialità casearia</strong> a latte vaccino più diffusa. Nel 2016, il formaggio Asiago ha aumentato le vendite in valore dello 1,3% rispetto al 2015, a fronte di una diminuzione degli atti d’acquisto e del calo della spesa media, in linea con il trend generale dei prodotti alimentari. Significativo l’aumento del 10,5% delle famiglie acquirenti e del 3,5% dell’indice di penetrazione che raggiunge il 56,6% (dati GFK-Eurisko). Il Nord Est, con una percentuale del 31,3% di consumi, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente, si conferma come l’area di forza sia per penetrazione che per acquisto medio mentre al Sud i consumi rallentano passando dal 32,3% nel 2015, al 29,2% del 2016. Anche a Nord Ovest aumentano i consumi dell’1,5% portando da 24,5% a 26% il peso della specialità veneto-trentina in quest’area geografica relativamente al totale Italia. (dati GFK-Eurisko).</p>
<p>Il 2016 è stato anche l’anno nel quale si è proseguito nel <strong>rafforzamento del mercato estero</strong> con un +6,5% di export rispetto al 2014 ed una performance pari a +66% negli ultimi sei anni. Le esportazioni di formaggio Asiago hanno superato per la prima volta le 1700 tonnellate, raggiungendo il massimo volume storico. Tra i principali acquirenti della specialità veneto-trentina, Svizzera (+12%) e Australia (+16%) risultano in testa, entrambi in aumento per il terzo anno consecutivo. L&#8217;Australia, in particolare, si impone per la prima volta come terzo mercato di destinazione delle esportazioni, dopo USA e Svizzera, superando la Germania, che, nel 2016, ha realizzato un positivo +4% di crescita.</p>
<p>A riprova dell’impegno profuso, il Consorzio di Tutela, nel 2016, ha rafforzato l’attività di promozione avviando due progetti cofinanziati dall&#8217;Unione Europea, per un valore complessivo pari a 5,5 milioni di euro: il primo negli Stati Uniti e in Canada, in partnership con i consorzi del Pecorino Romano e dello speck Alto-Adige; il secondo “Cheese It’s Europe”, insieme ai Consorzi di Tutela Parmigiano Reggiano e Gorgonzola, mirato al rafforzamento e al consolidamento delle esportazioni in Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.</p>
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