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	<title>veneto acque &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Acquedotti, arriva la risposta di Bottacin a Bolis: &#8220;Procedura regolare&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/19/acquedotti-arriva-la-risposta-bottaccin-bolis-procedura-regolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 17:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Carmignano di Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[derivazione dalle falde del medio Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l’esito della prima vertenza, instaurata dal Comune di Carmignano di Brenta, ne abbiamo parlato due giorni fa,  contro la Regione Veneto e Veneto Acque relativamente al contestato progetto di derivazione dalle falde del medio Brenta, arriva puntuale la risposta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’esito della prima vertenza, instaurata dal Comune di Carmignano di Brenta, <a href="https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/17/derivazione-dalla-falde-del-medio-brenta-manca-lok-dellautorita-bacino-lavori-gia-corso/">ne abbiamo parlato due giorni fa</a>,  contro la Regione Veneto e Veneto Acque relativamente al contestato progetto di derivazione dalle falde del medio Brenta, arriva puntuale la risposta della Regione che, non solo, contesta l&#8217;esito ma, addirittura attacca il sindaco Bolis per voce dell&#8217;assessore Bottacin che non usa mezze misure, ma parole pesanti.<span id="more-3783"></span></p>
<p>&#8220;Quanta confusione nelle parole del <strong>sindaco Bolis</strong> e del <strong>sen. De Poli</strong>! Innanzitutto si confonde una normale procedura, che prevede l&#8217;approvazione del progetto da parte dell&#8217;autorità competente, cioè la Regione,  con il parere finale dell&#8217;Autorità di bacino, che a rigore, peraltro, avrebbe potuto essere stato espresso nel merito già in commissione VIA, dove però l&#8217;Autorità di bacino non aveva ritenuto di dire nulla, pur essendo stata invitata ad esprimersi&#8221;. Così l&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente <strong>Gianpaolo Bottacin</strong> replica alle accuse di erronea procedura nel decreto regionale per l&#8217;autorizzazione a Veneto Acque per la realizzazione degli interventi dal piano <strong>Mosav</strong>, avanzate dal sindaco di <strong>Carmignano di Brenta</strong> e dal suo predecessore negli anni Novanta, ora senatore della Repubblica.<br />
&#8220;Se effettivamente ci fosse stata illegittimità &#8211; <strong>spiega l&#8217;assessore</strong> &#8211; la stessa Autorità di bacino, che più volte ha avuto in mano il progetto ed alla quale la Regione e Veneto Acque  hanno regolarmente fornito informazioni e relazioni sullo stato dei lavori dei pozzi, avrebbe dovuto attivarsi immediatamente. Invece non lo ha fatto, perché evidentemente non era necessario lo facesse&#8221;.</p>
<p>&#8220;Forse <strong>al sindaco</strong> <strong>non è  ancora bastata la figuraccia</strong> appena fatta di fronte al Tribunale Superiore delle Acque – polemizza l’assessore &#8211; che, a seguito del suo ricorso, ha archiviato il fascicolo poiché non esisteva luogo del contendere. Un ricorso tuttavia costato peraltro al Comune soldi pubblici spesi per nulla, con buona pace della <strong>Corte dei Conti</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Non vorrei &#8211; pone il dubbio Bottacin &#8211; che qualcuno abbia fretta di mettere in crisi l&#8217;acquedotto regionale proprio quando, grazie alla nostra azione, sono stati rimossi gli ostacoli per l&#8217;arrivo in Regione di <strong>80 milioni di euro</strong> da investire in nuovi acquedotti per risolvere il problema della fornitura di acqua potabile che non abbia la necessità di essere filtrata nelle aree inquinate da <strong>Pfas</strong>. Da tempo infatti registriamo la continua opposizione di taluni all&#8217;acquedotto regionale, che fornirà acqua a tutti i territori che ne avranno bisogno a prezzo di costo, togliendo quindi a qualche privato la possibilità di giocare sui costi di approvvigionamento dell&#8217;acqua&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma tutto ciò non mi stupisce più di tanto &#8211; conclude Bottacin &#8211; visto che meno di un anno fa il PD ha fatto approvare in parlamento una norma che punta alla privatizzazione dell&#8217;acqua. E questo andando contro quanto avevano espresso gli italiani in occasione del referendum acqua bene comune&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Derivazione dalla falde del Medio Brenta, manca l&#8217;ok dell’Autorità di Bacino, ma i lavori sono già in corso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 18:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carmignano Di Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro bolis]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Bacino]]></category>
		<category><![CDATA[Carmignano di Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[Derivazione dalla falde del Medio Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[MOSAV]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una polemica in corso da mesi, avviata dal Comune di Carmignano di Brenta e dal suo Primo cittadino Alessandro Bolis. E&#8217; arrivato il primo verdetto, la Regione Veneto ha agito senza il permesso della&#8217;Autorità di Bacino. Ma come può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una polemica in corso da mesi, avviata dal Comune di Carmignano di Brenta e dal suo Primo cittadino Alessandro Bolis. E&#8217; arrivato il primo verdetto, la Regione Veneto ha agito senza il permesso della&#8217;Autorità di Bacino. Ma come può il primo ente istituzionale regionale procedere con un&#8217;opera di queste dimensioni senza rispettare la legislazione che dovrebbe essere controllata dalla stessa? <span id="more-3748"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/Bolis.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3750" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/Bolis-300x209.png" alt="" width="300" height="209" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/Bolis-300x209.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/Bolis.png 622w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dopo l&#8217;esito della prima vertenza, instaurata dal Comune di Carmignano di Brenta contro la Regione Veneto e Veneto Acque relativamente al contestato progetto di derivazione dalle falde del medio Brenta (ove Veneto Acque, a seguito del primo ricorso proposto dal Comune al Tribunale Superiore delle Acque, ha ritirato il progetto stralcio “Derivazione dalle falde del Medio Brenta” per il prelievo del materiale ghiaioso in alveo), l’Amministrazione guidata da Alessandro Bolis intende proseguire nel suo obiettivo di garantire la massima tutela e salvaguardia ambientale del proprio territorio.</p>
<p>L’8 febbraio scorso, infatti, il Tribunale Superiore delle Acque in Roma è stato nuovamente adito dal Comune di <strong>Carmignano di Brenta</strong> che ha proposto un secondo ricorso contro il decreto 18/2/2016 rilasciato dalla Regione a Veneto Acque, con il quale è stata accordata, alla stessa Veneto Acque, l’autorizzazione/concessione idraulica per la realizzazione delle opere previste nel sistema acquedottistico regionale (MOSAV).</p>
<p>In quella sede l’Amministrazione Bolis, con gli Avv.ti Michele Greggio e Carlo Zampieri, dello Studio Legale Associato Pegoraro-Greggio, ha contestato fermamente lo stesso decreto regionale poiché quest’ultimo &#8211; sia che valga come autorizzazione all’installazione degli impianti di prelievo (e, in particolare, dei pozzi in progetto) sia che valga come autorizzazione alla derivazione dell’acqua da falda &#8211; è radicalmente illegittimo, non essendo mai stato previamente acquisito il necessario e obbligatorio parere, previsto per legge, dell’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piovego, Brenta-Bacchiglione.</p>
<p>Parere, quello dell’Autorità di Bacino, fondamentale per verificare proprio la sostenibilità dell’intervento sotto il profilo dell’equilibrio idrico, così da evitare potenziali pericoli e pregiudizi per il territorio, per i cittadini ivi residenti e per tutte le attività che in esso si svolgono.</p>
<p>Proprio l’importanza di questo imprescindibile parere dell’Autorità di Bacino per il progetto di derivazione dalle falde aveva spinto il Comune a chiedere formalmente, alla stessa Autorità, se avesse già rilasciato il proprio nulla osta obbligatorio prima del rilascio di ogni autorizzazione regionale e della realizzazione di ogni intervento previsto dal sistema acquedottistico del Veneto Centrale (S.A.VE.C.): ma, proprio la medesima Autorità, aveva evidenziato che <strong>mai alcun parere era stato previamente rilasciato in relazione al S.A.VE.C.-</strong></p>
<p>Il <strong>Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche</strong> ha rinviato l’udienza al 22 marzo p.v. per la trattazione congiunta della causa unitamente a quelle promosse dal <strong>Comune di Pozzoleone e dal Comune di Fontaniva</strong> che hanno rilevato, nei confronti della<strong> Regione e Veneto Acque</strong>, le medesime criticità e irregolarità attinenti la mancanza di parere dell’<strong>Autorità di Bacino</strong>.</p>
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		<title>Creazione di nuovi acquedotti sulle sponde del Brenta, si inizia&#8230;con le polemiche!</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/04/08/creazione-nuovi-acquedotti-sulle-sponde-del-brenta-si-inizia-le-polemiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 14:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[VideoGallery]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro bolis]]></category>
		<category><![CDATA[Carmignano di Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[lavori brenta]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista al Sindaco di Carmignano di Brenta Alessandro Bolis che lamenta una serie di perplessità in merito al progetto per la realizzazione del MO.S.A.V. (Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto) dichiarando che non è in discussione l&#8217;obiettivo, in quanto l&#8217;acqua [&#8230;]]]></description>
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<p>Intervista al Sindaco di Carmignano di Brenta Alessandro Bolis che lamenta una serie di perplessità in merito al progetto per la realizzazione del MO.S.A.V. (Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto) dichiarando che non è in discussione l&#8217;obiettivo, in quanto l&#8217;acqua rimane il bene principale per ogni cittadino, ma teme conseguenze per un territorio già devastato in passato.<span id="more-1645"></span><br />
Nello specifico le opere che sono state iniziate in questi giorni nell’area golenale del fiume Brenta rientrano nel progetto di attuazione nello Schema Acquedottistico del Veneto Centrale (S.A.VE.C.), mediante il quale è prevista l’interconnessione degli acquedotti alimentati dalle falde del Medio Brenta, del Sile dell’Adige e del Po, la cui progettazione, unitamente alla costruzione, è affidata in concessione alla Società Veneto Acque S.p.A. In particolare, il S.A.VE.C. prevede la realizzazione di due anelli acquedottistici alimentati per l’80% da nuovi prelievi nell’area del Medio Brenta.</p>
<p>La società Veneto Acque S.p.A., società il cui unico socio è la Regione Veneto, ha prodotto nelle varie fasi progettuali il “Progetto di derivazione delle falde del Medio Brenta”   per l’attivazione di un prelievo complessivo di 1.950 l/s ( 950 + 200 l/s prelevati da Veneto Acque S.p.A. e 800 l/s, attualmente in essere, prelevati da ETRA e CVS ).</p>
<p>Il prelievo è effettuato interamente lungo la sponda destra della ex cava Giaretta, interessando territorialmente i Comuni di Carmignano di Brenta, Fontaniva e Cittadella.<br />
Vista l’estensione territoriale dell’intervento di rinnovamento della rete idrica in questione, e in ragione del fatto che lo stesso comporta il coinvolgimento di molti Enti Pubblici, tra cui tredici Comuni, le Provincie di Padova e Vicenza oltre che A.A.T.O. Brenta, Etra S.p.a., il Consorzio di Bonifica Brenta, l’A.R.P.A.V. e, ovviamente, la Regione Veneto e Veneto Acque S.p.A., è stato all’uopo elaborato, tra tali Enti, un Accordo di Programma e deliberato di rispettivi organi preposti.</p>
<p>L’Accordo di Programma doveva essere quello strumento ideato per il conseguimento di obiettivi di qualità ambientali a fronte di un progetto che inevitabilmente avrà un forte impatto in un territorio già pesantemente violentato in un recente passato. E’ evidente che la zona interessata deve essere oggetto della massima attenzione e tutela innanzitutto dal punto di vista ambientale, visto che è sottoposta a tutela quale sito S.I.C./Z.P.S. IT3260018 “Grave e zone umide del Brenta”.</p>
<p>Per questo con l’Accordo di Programma si dovevano mettere in atto tutta una serie di strategie di lungo periodo che impegnasse gli Enti firmatari ad intraprendere, in relazione alle proprie specifiche responsabilità e competenze, azioni incisive al fine di tutelare i territori in cui l’intervento di captazione delle falde ricade.</p>
<p>Alle già importanti perplessità per un progetto di derivazione delle falde che per utilità pubblica vede coinvolti questi territori, si sono aggiunte poi, nel 2014, quelle relative al “ Progetto stralcio per il recupero dei rilevati in alveo” con il quale si ipotizzava di intervenire sul letto del fiume Brenta asportando un quantitativo di ghiaia pari a 70.000 mc, prevedendo una movimentazione di almeno 6000 camion all’interno dell’area naturalistica, al fine di utilizzare il materiale prelevato per costituire le arginature a protezione dei pozzi di prelievo.</p>
<p>I comuni interessati, dopo aver letto l&#8217;intera documentazione depositata hanno inviato alla Commissione esaminatrice e alla Regione Veneto una serie di dubbi e perplessità, senza però ricevere risposta alcuna.</p>
<p>La Regione purtroppo- urlano in coro i sindaci- non sembra aver colto la gravità delle problematiche fatte da chi vive e conosce il territorio, problematiche supportate da studi approfonditi, ed ha concluso con decreto la procedura di verifica di assoggetabilità ritenendo che, il progetto di derivazione dalle falde del Medio Brenta – Stralcio per il recupero del materiale e formazione dei derivati in alveo” presentato dalla Società Veneto Acque (si ricorda: il cui socio unico è la Regione medesima), andasse escluso dalla doverosa sottoposizione alla Valutazione di Impatto Ambientale.</p>
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