<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Veneto Agricoltura &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/veneto-agricoltura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Mar 2024 09:19:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>La Regione Veneto promuove il progetto &#8220;Ridiamo il Sorriso alla Pianura Piadana&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2020/10/07/la-regione-veneto-promuove-il-progetto-ridiamo-il-sorriso-alla-pianura-piadana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 21:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Noventa Vicentina]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pianura padana]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=17278</guid>

					<description><![CDATA[Nel corso del 2016 e del 2017, un gruppo di comuni della pianura veneta meridionale (Carceri, Casale di Scodosia, Merlara, Urbana e Cartura in provincia di Padova; San Bellino, Villanova del Ghebbo, Arquà Polesine in provincia di Rovigo; Noventa in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del 2016 e del 2017, un gruppo di comuni della pianura veneta meridionale <strong>(Carceri, Casale di Scodosia, Merlara, Urbana e Cartura in provincia di Padova; San Bellino, Villanova del Ghebbo, Arquà Polesine in provincia di Rovigo; Noventa in provincia di Vicenza) </strong>promosse l&#8217;iniziativa <strong>&#8220;Ridiamo il Sorriso alla Pianura Padana&#8221;</strong>. Ciascun comune stanziò una cifra nel proprio bilancio per l’acquisto di giovanissimi alberi destinati a chi, tra i propri cittadini, intendesse piantarli nel proprio campo o giardino. Un dépliant molto semplice aiutò i cittadini nella scelta delle specie e spiegò loro come “prenotarsi”. L’iniziativa, ideata dal vulcanico sindaco di Carceri e in collaborazione con <strong>Veneto Agricoltura</strong>, ebbe un grande successo e consentì l’impianto di ben 20.000 alberi.</p>
<div style="height: 10px;overflow: hidden"><a href="http://pennstateproshops.com/"><strong>penn state jersey</strong></a><br />
<a href="http://floridastateproshops.com/"><strong>fsu jersey</strong></a><br />
<a href="https://viewcollegeteams.net/"><strong>college football jerseys</strong></a><br />
<a href="http://asufootballjersey.com/"><strong>brandon aiyuk jersey</strong></a><br />
<a href="https://iowastatecyclonesjerseys.com/"><strong>purdy jersey</strong></a><br />
<a href="https://oregonducksfootballjerseys.net/"><strong>oregon football jerseys</strong></a><br />
<a href="https://nittanylionsjerseys.net/"><strong>drew allar jersey</strong></a><br />
<a href="https://viewcollegeteams.net/"><strong>college football jerseys</strong></a><br />
<a href="http://floridastateproshops.com/"><strong>fsu jersey</strong></a><br />
<a href="https://ksujerseysstore.com/"><strong>kansas state football uniforms</strong></a><br />
<a href="http://asujersey.net/"><strong>aiyuk jersey</strong></a><br />
<a href="http://collegebeststores.com/"><strong>johnny manziel jersey</strong></a><br />
<a href="http://collegebeststores.com/"><strong>johnny manziel jersey</strong></a><br />
<a href="https://oregonducksfootballjerseys.net/"><strong>oregon football jerseys</strong></a><br />
<a href="http://pennstateproshops.com/"><strong>penn state jersey</strong></a>
</div>
<p>Oggi, nel 2020, è la stessa Regione Veneto a promuovere la continuità del progetto: cittadini possono <strong>ricevere gratuitamente un massimo di dieci piante di specie autoctone</strong>, da impiantare nel proprio giardino, allo scopo di ridare un <strong>&#8220;vigore verde&#8221;</strong> ai comuni di residenza e di riflesso alla pianura padana.</p>
<p>I cittadini interessati possono scegliere fra dodici diverse tipologie di alberi e arbusti (quercia, frassino, bagolaro, tiglio, acero campestre, carpino bianco, sorbo, melo selvatico, biancospino, prugnolo, sanguinella, lantana).</p>
<p><strong>Le richieste per le piante vanno inoltrate entro il 15 ottobre</strong>, utilizzando il sito internet: <a href="https://www.ridiamoilsorrisoallapianurapadana.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.ridiamoilsorrisoallapianurapadana.eu</a>.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/sorriso.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17280" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/sorriso.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17278</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vino, cresce l&#8217;export veneto. Vendemmia tra le più scarse degli ultimi decenni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2018/01/11/vino-cresce-lexport-veneto-vendemmia-le-piu-scarse-degli-ultimi-decenni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 19:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=9104</guid>

					<description><![CDATA[Si è svolto oggi a Lonigo presso la Cantina del Gruppo Collis il convegno vitivinicolo , che ha visto riunito il mondo del vino veneto, di fatto gli Stati Generali, accorso per conoscere tutti i numeri della vendemmia 2017. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi a Lonigo presso la Cantina del Gruppo Collis il convegno vitivinicolo  , che ha visto riunito il mondo del vino veneto, di fatto gli Stati Generali, accorso per conoscere tutti i numeri della <strong>vendemmia 2017</strong>.</p>
<p>Una raccolta che ha prodotto <strong>11.023.000 q di uva</strong>, confermandosi in vetta tra le regioni italiane, segnando però un <strong>calo </strong>del <strong>-15,46% </strong>rispetto al 2016. Di questi, ben <strong>8.815.000</strong> q (+9,31%) sono costituiti da uve a Denominazione d’Origine (DO), a conferma dell’altissima qualità ormai raggiunta dal vigneto veneto. La riduzione delle rese, dovuta principalmente alle gelate tardive di aprile e alla prolungata siccità estiva, non ha interessato solo il Veneto ma tutti i principali Paesi produttori dell’Unione Europea, a cominciare dalla Francia (-17%), la Spagna (-22%) e la stessa Italia (-26%). Quella del 2017 sarà dunque ricordata come una tra le vendemmie più scarse degli ultimi decenni, ma di buona qualità, e il vino prodotto farà volare ancora più in alto le nostre esportazioni.</p>
<p>L’evento, al quale hanno partecipato circa 150 operatori, promosso da Veneto Agricoltura, Regione e Avepa, è servito per mettere sotto la lente l’ultima vendemmia e approfondire altre importanti tematiche quali l’export e il vino biologico.</p>
<p>Come hanno ricordato i tecnici regionali intervenuti, il Veneto vitivinicolo inteso per <strong>macrosistemi</strong> vede spadroneggiare il <strong>“Mondo Prosecco”</strong>, che da solo vale oltre <strong>4,5 milioni di q. di uva</strong>, pari al 51,33% delle DO; e il <strong>“Sistema Verona”</strong> con quasi <strong>2 mln di q</strong>. di uva (22,44% delle DO) suddiviso tra Valpolicella con 908 q. di uva (10,3%), Soave (677 q.; 7,67%), Bardolino (235 q.; 2,66%) e Bianco di Custoza (159 q.; 1,81%). Bene anche la Denominazione “Delle Venezie”, new entry nella vendemmia 2017, che ha esordito con ben 1.356 q di uva.</p>
<p>Se consideriamo i <strong>volumi imbottigliati</strong>, per quanto riguarda le <strong>DOCG,</strong> il Conegliano Valdobbiadene <strong>Prosecco</strong> ha superato i 655.211 ettolitri, attestandosi saldamente in cima alla graduatoria; seguono a distanza l’<strong>Amarone</strong> (111.699 hl; +4,3%), l’<strong>Asolo</strong> (80.064 hl; +42%), il Colli Euganeo <strong>Fior d’Arancio</strong> (7.228; +4,9%), e via via tutti gli altri. Per quanto riguarda invece le <strong>DOC</strong>, è ancora il <strong>Prosecco</strong> a farla da padrone con 3.297.718 hl (+7%), seguito dal <strong>Soave</strong> (401.203 hl; +9,1%), Valpolicella <strong>Ripasso</strong> (207.945 hl; -0,1), <strong>Bardolino</strong>, <strong>Valpolicella</strong>, <strong>Lugana</strong>, <strong>Valdadige.</strong></p>
<p>Nel 2017, la superficie destinata a vigneto nel Veneto ha superato i 91.349 ettari, segnando un <strong>+4,7%</strong> rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, a dettar legge sono le province di <strong>Treviso</strong> con 38.625 ha e <strong>Verona</strong> (28.887 ha), a seguire <strong>Venezia</strong> (8.703 ha), <strong>Vicenza</strong> (7.712 ha), <strong>Padova</strong> (7.030 ha), <strong>Rovigo</strong> (242 ha) e <strong>Belluno</strong> ( 147 ha). Le uve a bacca bianca (72%) hanno ormai surclassato quelle a bacca nera. Il <strong>numero di aziende</strong> vitivinicole nel Veneto è leggermente calato, attestandosi sui 29.670, ma il “miracolo vinicolo” continua ad essere sotto gli occhi del mondo intero. Gli esperti regionali hanno ricordato, infatti, cha la nostra regione si conferma la quarta potenza mondiale in fatto di esportazioni: nei primi 9 mesi del 2017 ha segnato un +6,4% rispetto al corrispettivo periodo dell’anno precedente, quando aveva superato i 2 miliardi di euro in valore (pari al 35,6% del totale nazionale); solo il Prosecco vale 549 milioni di euro (Regno Unito 38,6%; Stati Uniti 23,7%, Germania 5,3%).</p>
<p>Per quanto riguarda invece l’affermazione del <strong>vino biologico</strong>, un fenomeno in crescita costante, gli esperti di <strong>Veneto Agricoltura</strong> hanno ricordato che nella nostra regione la <strong>superficie</strong> bio ha segnato un <strong>+192%</strong> dal 2009 al 2016.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9104</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Agroalimentare di qualità, i giovani tornano a coltivare Quinoa, Amaranto e cereali minori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/10/28/agroalimentare-qualita-giovani-tornano-coltivare-quinoa-amaranto-cereali-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 13:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[amaranto]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[quinoa]]></category>
		<category><![CDATA[sementi autoctone]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=8037</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la quinoa, l’amaranto o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la biodiversità italiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la <strong>quinoa</strong>, l’<strong>amaranto</strong> o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la <strong>biodiversità</strong> italiana oltre che una terra fertile e accogliente.</p>
<p>Il tema è stato al centro di un <strong>work shop</strong> organizzato a Mestre nell’ambito del progetto Genius Loci promosso dalla <strong>Fondazione Cuoa</strong> di Altavilla Vicentina per la promozione dell’<strong>agroalimentare di qualità</strong>. L’incontro aperto dai saluti istituzionali di Pietro Piccioni direttore di <strong>Coldiretti Veneto</strong>, ha introdotto i numerosi presenti ad un approccio di filiera: “<em>Quelle che sembrano produzioni di nicchia, possono evolversi, grazie anche all’ottenimento dell’etichettatura di origine sulla pasta, fortemente sostenuto da Coldiretti, oltreché dall’azione svolta contro il CETA, trattato internazionale che prevede l’ingresso nel nostro Paese di una quantità enorme di frumento. Il pericolo per la cerealicoltura nostrana e tutto il Made in Italy non è ancora scampato nonostante la presa di posizione di oltre tremila comuni di cui più di trecento in Veneto</em>”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8038" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg 692w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I neo imprenditori hanno manifestato una certa curiosità verso il comparto, frutto anche delle nuove <strong>tendenze alimentari</strong> e di una ricerca spinta verso le <strong>sementi autoctone,</strong> inoltre, le variazioni climatiche impongono una riflessione sul potenziale alternativo di alcune colture meno esigenti dal punto di vista idrico. Ad incoraggiare questa scelta i contributi tecnici dei relatori: il <strong>professor Paolo Casini</strong> dell’Università di Firenze che dal 1999 ha sperimentato l’introduzione dei pseudo cereali in Italia evitando cosi le importazioni dall’America Latina e dai Paesi dell’Est: particolare rilevante visto che proprio il Bel Paese è il secondo mercato al mondo per la domanda. Alcuni suggerimenti per la coltivazione sono stati spiegati dal docente <strong>Giuliano Mosca</strong> del DAFNAE dipartimento specializzato dell’Ateneo di Padova che ha già verificato i risultati del trattamento delle piante con azoto organico che garantisce un notevole apporto proteico. <strong>Veneto Agricoltura</strong> rappresentata dal dr. Maurizio Arduin ha presentato il <strong>progetto Bionet</strong>, finalizzato a coordinare tutti coloro che fanno conservazione, tutela e ricerca. “Puntiamo a valorizzare una parte, costituita da 23 varietà storiche presenti nella banca del germoplasma conservata dall’Istituto Strampelli di Lonigo, in collaborazione con le scuole agrarie”. Chiamato in causa il prof. Maurizio Bressan del centro vicentino ha sottolineato il tesoretto conservato quale patrimonio genetico delle varietà storiche locali, un’ attività, tra l’altro, sostenuta da una legge ad hoc. All’incontro non potevano mancare i trasformatori: Pierantonio Sgambaro del pastificio omonimo, che ha parlato del grande lavoro fatto nel caso del Senatore Cappelli in collaborazione con Sis (Società Italiana Sementi) . La pasta più buona, profumata, digeribile e stata accolta con un ampio consenso di pubblico ed è già in distribuzione nei supermercati e negli scaffali dei grandi gruppi commerciali. All’incontro è intervenuto anche uno dei titolari del Molino Rachello di Roncade (TV) che sta effettuando iniziative conoscitive, con aperture aziendali anche nel fine settimana, per far conoscere le diverse farine, puntando alla crescente valorizzazione del kmzero. Il Dott. Calogero Mirabile, Ispettore ICQRF NordEst con sede a Susegana (TV) ha concluso ricordando gli obblighi burocratici e le norme da rispettare per operare nella trasparenza e legalità.</p>
<p>“<em>L’importanza di questa giornata</em> &#8211; ha commentato Alex Vantini, Delegato Veneto dei Giovani di Coldiretti &#8211;<strong> </strong> <em>sta nel confronto voluto dagli agricoltori under 30 di Coldiretti con la parte scientifica e tutti gli attori coinvolti. Trovando appezzamenti è fattibile introdurre queste realtà produttive che risolvono anche l’insorgenza di problemi di intolleranza al glutine, disturbo sempre più diffuso tra la popolazione. In questo senso proprio in centro a Verona c’è una disponibilità di campi da poter attrezzare</em> – ha ricordato Vantini <em>che ha dichiarato ufficialmente che i coltivatori di nuova generazione sono pronti con i propri fondi o con i terreni messi a disposizione dalle amministrazioni comunali (Banca della Terra) a cogliere questa sfida nell’intento di soddisfare la richiesta dei cittadini di aree verdi e di cibo sano e buono”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8037</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vendemmia, le previsioni sono ok (meteo permettendo)</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/10/vendemmia-le-previsioni-ok-meteo-permettendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 15:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Negro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6691</guid>

					<description><![CDATA[&#8220;La strada maestra che i viticoltori veneti devono perseguire è quella della sostenibilità e dell’innovazione. Solo così sarà possibile rimanere in cima alla classifica mondiale del vino, che vede il Veneto quarto esportatore assoluto, con 2 mld/€ nel 2016”. È [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>&#8220;La strada maestra che i viticoltori veneti devono perseguire è quella della sostenibilità e dell’innovazione. Solo così sarà possibile rimanere in cima alla classifica mondiale del vino, che vede il Veneto quarto esportatore assoluto, con 2 mld/€ nel 2016”. È questa l’indicazione dell’Assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan giunta stamattina dall&#8217;incontro di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD), sulle Previsioni della prossima vendemmia. Un concreto contributo proprio alla sostenibilità ambientale vitivinicola è stato poi offerto da Alberto Negro, padrone di casa, Direttore dell’Agenzia regionale, il quale ha illustrato il lavoro che i tecnici di Veneto Agricoltura stanno da alcuni anni svolgendo, presso il proprio Centro di Conegliano, per lo sviluppo di alcune varietà di vitigno resistenti alle malattie fungine.</div>
<div></div>
<div>Ma il cuore dell’incontro, per il quale sono giunti nella sede di Veneto Agricoltura oltre un centinaio tra operatori, tecnici, presidenti di Consorzio, professori universitari e produttori, erano i dati previsionali della vendemmia 2017. Non solo quelli del NordEst, com’é tradizione (questo era la 43^ edizione del Focus), ma anche quelli delle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), e di Francia e Spagna: per l’occasione sono stati attivati collegamenti in diretta via Skype con esperti locali.</div>
<div></div>
<div>In sintesi, il quadro europeo vede un generalizzato calo produttivo tra il -10/15% (le ipotesi sono per un computo finale di 42-43 mio/hl per Italia, 40 per Spagna, 38 per Francia). Per l’Italia il calo più marcato sembra provenire dalla Sicilia, con punte di -50%, e dalla Toscana. Principali cause, l’andamento siccitoso consociato alle alte temperature estive e alle gelate tardive di aprile. Anche il Triveneto ha subìto le medesime condizioni negative. Il bicchiere mezzo pieno, è proprio il caso di dirlo, è dato però dall’ottima sanità e quindi qualità delle uve, dovuta alla difficoltà di sviluppo degli agenti fungini, che giungono con climi piovosi.</div>
<div></div>
<div>Quindi i viticoltori veneti (e non solo) sono tutti concordi: se da qui in avanti il meteo non farà le bizze, la vendemmia 2017 potrebbe riservare grandi soddisfazioni. Tradotto: il vigneto sta entrando nella fase cruciale e a pochi giorni dall&#8217;avvio della vendemmia (a cavallo di Ferragosto saranno vendemmiate le uve Pinot e Chardonnay per base spumante) i “vigneron” incrociano le dita per avere giornate di sole, notti fresche e qualche leggera pioggia ristoratrice.</div>
<div></div>
<div>Come accennato, i patimenti in vigna quest’anno non sono certo mancati: basti pensare alle gelate di aprile, che hanno causato importanti cali di produzione a macchia di leopardo in gran parte del Veneto, e all&#8217; ondata di calore di fine luglio-inizio agosto che ha posto le piante in un pesante stato di stress termico pur in presenza di disponibilità idriche sufficienti.</div>
<div></div>
<div>Ciononostante, le attese sono molto positive e questo grazie alla buona sanità delle uve segnalata al momento in tutto il Veneto. Anzi, per quanto riguarda le principali malattie, ad oggi lo stato sanitario risulta essere ottimo, anche nei vitigni maggiormente sensibili alla botrite. Episodi di Mal dell’esca si sono manifestati, invece, nei vigneti di Glera, Corvina e Cabernet, mentre meno preoccupanti sono i danni dovuti al virus del Pinot Grigio.</div>
<div></div>
<div>Ecco nel dettaglio le prime stime produttive per provincia del Veneto:</div>
<div></div>
<div>Verona</div>
<div>La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli del 2016 per l’area Valpolicella, mentre nei comprensori di pianura sono possibili cali dovuti alle gelate di aprile. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà con un aumento della resa complessiva del +3%.</div>
<div></div>
<div>Vicenza</div>
<div>In collina si presume una produzione in linea se non superiore a quella del 2016. Nelle zone di Breganze la produzione potrebbe essere superiore a quella degli ultimi anni a condizione che non si verifichino eventi grandinigeni significativi. Per le zone del medio basso vicentino e quelle di pianura, considerati i danni avuti dalla gelata di aprile e la minor produzione dei vigneti privi di irrigazione di soccorso, si stimano le seguenti rese: Pinot Grigio, Glera, Chardonnay &#8211; 20-25% a causa della minor fertilità e danni da brinata; Merlot -15% a causa dei danni da brinata; Garganega -10% a causa dei danni da brinata; Pinot Bianco, Sauvignon, Cabernet e Carmenere, Manzoni Bianco, Tocai Rosso: rese invariate. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà sulla resa complessiva per un +3/4%.</div>
<div></div>
<div>Belluno</div>
<div>Salvo imprevisti, le stime produttive prevedono in generale una produzione equivalente a quella registrata nel 2016. Si stima un aumento del +10/15% di resa per l’entrata in produzione di nuove superfici che riguardano in particolare Glera, Pinot Grigio e Pinot Nero.</div>
<div></div>
<div>Padova e Rovigo</div>
<div>In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione in linea con quella del 2016 sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà con un aumento della resa complessiva del +4-5% per la provincia di Padova e del +2% circa per quella di Rovigo.</div>
<div></div>
<div>Treviso</div>
<div>Rispetto al 2016 si stima una produzione inferiore del -10% malgrado l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Le cause sono soprattutto la minore fertilità per il Glera, le gelate del 19-21 aprile e le grandinate che hanno colpito parte del territorio provinciale. Con riferimento ai principali vitigni: Pinot grigio -5%, la maggiore fertilità è controbilanciata dall’effetto della gelata; Glera -10/20% per minore fertilità e rare conseguenze della gelata (si tratta del vitigno dal germogliamento più precoce) tenuto conto della capacità di recupero che caratterizza la varietà. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale si stima intorno al +2-3%.</div>
<div></div>
<div>Venezia</div>
<div>La produzione totale è prevista con una diminuzione di circa il -10% a causa delle gelate primaverili e di una minor fertilità delle gemme, tuttavia per il Pinot Grigio e il Glera si stima un aumento del +10% dovuto all’entrata in produzione dei nuovi impianti. Per le uve a bacca nera è previsto un calo produttivo del -15% dovuto alla riduzione delle superfici vitate.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6691</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Parco della Pace di Vicenza, Veneto Agricoltura fornirà piante e sementi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/07/18/parco-della-pace-vicenza-veneto-agricoltura-fornira-piante-sementi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 16:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[antonio dalla pozza]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6402</guid>

					<description><![CDATA[Il Comune di Vicenza ha annunciato un accordo con “Veneto Agricoltura – agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” la quale fornirà piante e sementi per l’allestimento del Parco della Pace. “Si tratta di un accordo importante per il Parco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Vicenza ha annunciato un accordo con “Veneto Agricoltura – agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” la quale fornirà piante e sementi per l’allestimento del Parco della Pace.</p>
<p>“Si tratta di un accordo importante per il Parco della Pace che vede “Veneto Agricoltura”, vera e propria “banca verde” della nostra regione, fornire materiale vivaistico e sementi autoctoni per il nuovo allestimento – ha spiegato l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza -. Tutto ciò che verrà piantumato, infatti, sarà certificato per la rintracciabilità evitando così l’innesco di fenomeni di inquinamento genetico. Pertanto possiamo garantire che nel Parco della Pace l’area verde sarà costituita esclusivamente da specie autoctone con una filiera garantita nel tempo. La collaborazione con Veneto Agricoltura rappresenta un passo in avanti per realizzare il progetto infrastrutturale dedicato al verde più grande tra tutti quelli che il Comune sta seguendo, oltre che dell’intera Regione”.</p>
<p>“Veneto Agricoltura – agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” gestisce il Centro di biodiversità vegetale e fuori foresta di Montecchio Precalcino con la finalità istituzionale di conservare la flora indigena del Veneto tramite la produzione e diffusione di giovani piante e semi nativi del territorio veneto e di garantita provenienza locale.</p>
<p>Veneto Agricoltura ha una consolidata esperienza nel settore della forestazione di pianura, nella gestione ed evoluzione controllata dei giovani rimboschimenti e nella definizione di interventi finalizzati al ripristino e alla conservazione della biodiversità. Il Comune di Vicenza ha già collaborato con Veneto Agricoltura per la fornitura di piante e per l’assistenza tecnico-operativa per piste ciclabili, aree verdi oltre che per la forestazione di nuovi ambiti del territorio comunale.</p>
<p>Il materiale vegetale fornito al Comune sarà certificato per la rintracciabilità ai sensi della norma ISO 22005.</p>
<p>La spesa complessiva per l’acquisto di piante e sementi necessari ammonta a 78.448 euro, calcolata sulla base di uno sconto del 30% sul prezzo di vendita delle piante forestali.</p>
<p>Lo schema di convenzione approvato dalla giunta con la delibera odierna prevede, oltre alla fornitura di piante e sementi, anche il supporto, con tecnici specializzati, per la direzione dei lavori, con indicazioni relative alle modalità ottimali di utilizzo di piante e semi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6402</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Veneto Agricoltura, presidio dei lavoratori a Palazzo Balbi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/03/veneto-agricoltura-presidio-dei-lavoratori-palazzo-balbi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 10:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanin]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Fai Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Flai Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=3919</guid>

					<description><![CDATA[Nonostante i ripetuti incontri con la Regione, i 90 lavoratori dipendenti di Veneto Agricoltura (l’ente di diritto pubblico strumentale della Regione, da inizio anno diventata Agenzia Veneta per l’Innovazione del Settore Primario – AVISP) non hanno avuto garanzie sulle 138 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i ripetuti incontri con la Regione, i 90 lavoratori dipendenti di Veneto Agricoltura (l’ente di diritto pubblico strumentale della Regione, da inizio anno diventata Agenzia Veneta per l’Innovazione del Settore Primario – AVISP) non hanno avuto garanzie sulle 138 giornate lavorative pagate con risorse regionali. Non solo, ma negli anni i lavoratori hanno subito il blocco degli aumenti contrattuali (ad oggi siamo a poco più di 1.000 euro mensili), il mancato riconoscimento delle professionalità e dei premi produttività e l’azzeramento di nuove assunzioni a fronte dei pensionamenti. «Negli incontri di questi mesi la Regione ha dichiarato che le risorse economiche e i progetti ci sono. Allora perché le assunzioni stagionali dei dipendenti a tempo determinato non vengono garantite?» si chiede Andrea Zanin della Fai Cisl. A fronte di tutto questo, e di una situazione precaria per i lavoratori dell’ex Veneto Agricoltura che si trascina da anni, Fai Cisl, Flai Cgil e UIla Uil del Veneto hanno proclamato lo stato di agitazione con presidio davanti a Palazzo Balbi il prossimo martedì 7 marzo alle ore 10. «Non crediamo che sia vero risparmio quello operato ai danni dei lavoratori meno pagati e più precari – affermano i sindacati dell’agroalimentare &#8211; chiediamo pertanto l’intervento dell’assessore competente quale segno concreto di una reale volontà di ripresa di un dialogo costruttivo e volto tanto alla salvaguardia dell’occupazione e delle tante professionalità, quanto a creare le condizioni per un reale e concreto sviluppo della nuova agenzia».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3919</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vino, il Veneto quarta potenza mondiale per produzione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2016/12/22/vino-veneto-quarta-potenza-mondiale-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 18:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Negro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=3034</guid>

					<description><![CDATA[Con una produzione di 13.040.000 quintali di uva il Veneto si conferma, anche quest’anno, prima regione italiana per produzione di uva da vino, segnando un +4% rispetto al 2015. Di questi, ben 8.064.000 quintali, i due terzi, diventano vino a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una produzione di 13.040.000 quintali di uva il Veneto si conferma, anche quest’anno, prima regione italiana per produzione di uva da vino, segnando un +4% rispetto al 2015. Di questi, ben 8.064.000 quintali, i due terzi, diventano vino a Denominazione di Origine (DOC e DOCG), mentre 3.869.000 quintali sono trasformati in vini a Indicazione Geografica Tipica (IGT). Dati alla mano, ciò significa che la nostra regione si posiziona addirittura al 4° posto nella classifica mondiale dei maggiori esportatori di vino in termini di valore e al 6° per quantità. Davanti solo le tre corrazzate vitivinicole mondiali, ovvero Francia, Italia (Veneto incluso) e Spagna; dietro tutti gli altri Paesi della top ten: Cile, Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Argentina, Portogallo e Sudafrica.</p>
<p>Il quadro con i dati definitivi ufficiali della vendemmia 2016 e l’analisi dei mercati internazionali del vino è stato presentato oggi a Lonigo, presso la Cantina dei Colli Berici-Collis Group, in occasione dell’ormai “storico” terzo appuntamento del Trittico Vitivinicolo voluto da Regione, Avepa e Veneto Agricoltura-Europe Direct.</p>
<p>“Quello raggiunto dal Veneto vitivinicolo – ha sottolineato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan – è un risultato straordinario che premia i nostri viticoltori e l’intera filiera. Quindi, bene la produzione, bene il sistema che è stato creato e che è diventato modello non solo per altre regioni ma anche per altri paesi. La strada intrapresa è quella giusta. Continuiamo a spingere. La Regione sarà sempre vicina ai produttori”. Parole che hanno soddisfatto i tanti produttori e operatori del comparto presenti. Del resto, i numeri illustrati oggi a Lonigo parlano da soli e sono cifre in costante crescita. “Tra i tanti aspetti interessanti e che meritano di essere sottolineati – ha ricordato Alberto Negro, direttore della Agenzia regionale Veneto Agricoltura &#8211; vi è quello della qualità: ormai il 90% del vino veneto è riconosciuto dai marchi DOC, DOCG e IGT, una situazione, questa, che si è capovolta nell’arco degli ultimi quindici anni”.</p>
<p>Più in dettaglio, i tecnici regionali hanno delineato un comparto non solo in piena salute ma anche in costante crescita. Grazie all’acquisizione dei diritti d’impianto da altre regioni è aumentata la superficie vitata, che complessivamente nel Veneto supera gli 87mila ettari, con Treviso (36.583) e Verona (28.502) che fanno la parte del leone. Per quanto riguarda la produzione, la vendemmia 2016 ha superato i 13 milioni di quintali, dei quali oltre 5.394 milioni prodotti in provincia di Treviso e 4.633 in provincia di Verona. A seguire Vicenza (1.237 mln di quintali), Venezia (oltre 936.000), Padova (oltre 811.000), Rovigo (15.000) e Belluno (11.600). Di conseguenza, dall’ultima vendemmia sono stati ottenuti ben 10.208.920,51 milioni di ettolitri di vino di cui, come si è detto, costituiti per il 90% da vino a Denominazione di Origine, con il Prosecco imperatore assoluto del Veneto, seguito da Conegliamo-Valdobbiadene Prosecco, Valpolicella, Soave, Bardolino, Venezia, Bianco di Custoza, Asolo-Prosecco, Colli Berici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3034</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
