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	<title>vignaioli &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Nella tre giorni &#8220;Vignaioli di montagna&#8221; 40 produttori del Trentino tra vino, cinema ed enogastronomia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/01/27/nella-tre-giorni-vignaioli-di-montagna-40-produttori-del-trentino-tra-vino-cinema-ed-enogastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad affiancare i 40 vignaioli di Trentino e Alto Adige nella tre giorni di Vignaioli di montagna, in programma alla Fondazione Cineteca di Bologna dall’1 al 3 febbraio 2020, saranno le specialità gastronomiche di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad affiancare i <strong>40 vignaioli</strong> di <strong>Trentino</strong> e <strong>Alto Adige</strong> nella tre giorni di <strong><em>Vignaioli di montagna</em></strong>, in programma alla <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong> <strong>dall’1 al 3 febbraio</strong> 2020, saranno le <strong>specialità gastronomiche</strong> di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del territorio di montagna, realizzato grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.</p>
<p>In particolare, il pubblico potrà conoscere il progetto <em><strong>Trentino di malga</strong></em>, marchio collettivo frutto dell’iniziativa della Camera di Commercio di Trento, dedicato alla promozione di specialità casearie d&#8217;alpeggio ottenute con metodi tradizionali. Ciascuna delle varietà riconosciute dal marchio si distingue per qualità organolettiche e sensoriali, che variano con la vegetazione, la flora microbica locale, le razze bovine e le tecniche di lavorazione del latte. Oltre ai formaggi, i presenti potranno assaggiare anche una selezione di <strong>Speck artigianale südtirolese</strong> della macelleria <em><strong>Stampfl</strong> </em>di Bolzano. Si tratta di una ricetta tradizionale che prevede, tra il resto, l’affumicatura per tre settimane con legno di faggio e sei mesi di stagionatura. Ne risulta uno speck di alta qualità con una bassa concentrazione di sale e un’importante aromaticità. Ottimi per accompagnare formaggi, speck o da gustare da soli, gli <strong>Schüttelbrot</strong> dell’Azienda <em><strong>Fritz e Felix Brot</strong></em>, piccoli panini croccanti a base di farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie, e il <strong>pane artigianale</strong> fatto con lievito madre del <em><strong>Panificio Moderno</strong></em> di Rovereto (TN), una realtà che ha puntato molto sul recupero delle varietà cerealicole territoriali e sui processi di lievitazione naturale.</p>
<p>Con l’evento alle porte, gli organizzatori hanno rivelato i produttori e i <strong>vini</strong> in degustazione nelle <strong>tre masterclass</strong> in programma lunedì 3 febbraio alla Biblioteca Renzo Renzi. Ogni degustazione proporrà quattro vini di vignaioli altoatesini e quattro di vignaioli trentini, spaziando da varietà autoctone quali Teroldego, Nosiola e Lagrein a vitigni internazionali come il Pinot Nero e il Pinot Bianco, che nella regione hanno trovato un’espressione unica.<br />
<em>Vignaioli di montagna</em> si svolgerà in tre giorni.</p>
<p><strong>Sabato primo febbraio</strong> la Biblioteca Renzo Renzi ospiterà la mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, un grande <strong>banco d’assaggio</strong> che vedrà la partecipazione di 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini.</p>
<p><strong>Domenica 2 febbraio</strong> sarà dedicata all’<strong>anteprima</strong> della 68ª edizione del <strong><em>Trento Film Festival</em></strong> (25 aprile – 3 maggio 2020), con il doppio appuntamento pomeridiano con <em><strong>Persorsi</strong></em>. Si tratta di una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dalle Dolomiti al Lago di Garda. In <strong>serata</strong> la proiezione di <em><strong>Our Blood Is Wine</strong></em> (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), un documentario nato da un&#8217;idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn.</p>
<p>Infine <strong>lunedì 3 febbraio</strong> tre <strong>masterclass</strong> sulla vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle <strong>11.00</strong> con <strong><em>Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota</em></strong>, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol.</p>
<p>Alle <strong>13.00</strong> <em><strong>Sostenibilità: una meta, tante strade</strong> </em>con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle <strong>15.00</strong> con <strong><em>Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo</em></strong> guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre. Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo forms.gle/Wsr6NDeuKdC6HpaU9<br />
Il programma e i costi su <a href="http://www.trentofilmfestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.trentofilmfestival.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHteTpa8AGEgvMCMP35FiSE9dAxPg">www.trentofilmfestival.it</a>, <a href="http://www.vignaiolideltrentino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.vignaiolideltrentino.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHdQC0NfPA38dQCxczwgAyPuQN3bw">www.vignaiolideltrentino.it</a> e <a href="http://www.fws.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.fws.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNG26yZEc4zDHK7z_mWn1uPVAhJ5tw">www.fws.it</a></p>
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		<title>Viticoltura biologica a rischio, Federazione Vignaioli contraria alla riduzione del rame</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2018/05/23/viticoltura-biologica-a-rischio-federazione-vignaioli-contraria-alla-riduzione-del-rame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 16:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>FIVI</strong> torna a scrivere al Ministero. Questa volta lo fa per chiedere il <strong>parere contrario</strong> dell’Italia alla nuova ipotesi di riduzione delle dosi di rame utilizzabili in vigna.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10894" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La Commissione Europea sta infatti valutando in questi giorni il rinnovo della concessione, che scade il primo gennaio 2019, all’utilizzo del rame in agricoltura. La <strong>commissione PAFF</strong> (Plants, Animals, Food and Feed), nella riunione prevista per <strong>domani 24 maggio</strong>, proporrà di rinnovare la concessione per soli altri 5 anni invece di 7 e chiederà di ridurre la dose massima di rame utilizzabile da 6 kg per ettaro a soli 4 kg per ettaro. Tale dosaggio andrà poi calcolato non più sulla media dei tre anni, opzione che ha permesso fino ad oggi di poter produrre anche in annate particolarmente piovose e difficili, ma su base annua.</p>
<p>“<em>Siamo molto preoccupati</em> – dichiara la Presidente FIVI <strong>Matilde Poggi</strong> – <em>perché, ad oggi, per i produttori biologici non ci sono <strong>valide alternative</strong>al rame. Ci sono per i produttori convenzionali, ma sono prodotti chimici di sintesi molto invasivi e residuali. Alcune di queste molecole di sintesi hanno, inoltre, perso la loro efficacia, mentre il rame continua a dimostrare la sua capacità di contrasto alla <strong>peronospora</strong>. C’è il serio rischio che non si riesca più a fare viticoltura biologica in Europa”.</em></p>
<p>La <strong>FIVI</strong>, per la natura stessa delle sue imprese (piccole aziende gestite molto spesso a livello familiare) e per il contatto diretto con i <strong>consumatori</strong>, è da sempre particolarmente attenta all’ambiente e alla salute delle persone, tant’è che un socio FIVI su due lavora in regime biologico o biodinamico, con una tendenza in netta crescita.<br />
La FIVI chiede a chi rappresenterà l’Italia alla riunione di domani di esprimere parere contrario alle nuove proposte, in modo da mantenere la dose attuale di 6 kg per ettaro sulla media dei tre anni, nell’attesa che la ricerca trovi delle valide alternative all’utilizzo del rame in vigneto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FIVI &#8211; Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti</strong><br />
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un&#8217;associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: &#8220;Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta&#8221;.<br />
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.</p>
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		<title>Vino e burocrazia, nuove leggi mettono a dura prova i produttori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/06/vino-burocrazia-nuove-leggi-mettono-dura-prova-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 10:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
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		<category><![CDATA[filiere agroalimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove disposizioni legislative gravano pesantemente sul lavoro quotidiano dei vignaioli e delle loro aziende agricole, colpendo in maniera decisa quelle di piccole e medie dimensioni. Il riferimento va ai registri vitivinicoli, eliminando quelli cartacei trasformandoli in un unico registro digitale. Solo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuove disposizioni legislative gravano pesantemente sul lavoro quotidiano dei vignaioli e delle loro aziende agricole, colpendo in maniera decisa quelle di piccole e medie dimensioni. Il riferimento va ai registri vitivinicoli, eliminando quelli cartacei trasformandoli in un unico registro digitale.<span id="more-3579"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/Pinot-grigio-600x315.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3581" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/Pinot-grigio-600x315-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/Pinot-grigio-600x315-300x158.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/Pinot-grigio-600x315.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Solo a nominare la parola burocrazia produce un leggero ma continuo fastidio. Anche in agricoltura, dove si tende a identificarla col tempo sottratto al lavoro “vero”. Eppure questo strumento, almeno in teoria, dovrebbe servire proprio a garantire la qualità delle produzioni. Come mai, allora, la burocrazia è vista con tanta insofferenza dagli agricoltori? Si tratta di scarsa propensione al rispetto delle regole, o dobbiamo considerare l’ipotesi che sia il sistema a essere poco adatto all’agricoltura attuale?</p>
<p>La novità importante, per il settore vitivinicolo, è  <strong>dal 1 gennaio</strong>, quando è entrata in vigore la dematerializzazione dei registri vinicoli, in forza della quale si impone a ogni azienda del settore l’adozione di un registro telematico al posto dei vecchi registri cartacei. Nelle intenzioni del legislatore, la “scomparsa” dei <strong>64mila registri</strong> dovrebbe rendere più agevoli i controlli sulle frodi (l’Italia è il primo Paese a dotarsi di questa misura).</p>
<p>A pochi giorni dall’entrata in vigore della norma, però, gran parte dei vignaioli lamenta un carico di difficoltà eccessive per una piccola azienda, con la necessità di ricorrere spesso a consulenti o a software specializzati per districarvisi e senza che tutto ciò assicuri maggior trasparenza alla filiera.</p>
<p>Il problema non è lo strumento, quanto la sua complessità applicativa. I produttori di vino (ma la stessa cose vale per l’olio) che trasformano quel che producono in vigna, o poco più, da sempre si trovano di fronte agli stessi adempimenti pensati per i grandi produttori e i commercianti, cioè per chi muove con frequenza quotidiana sui mercati di tutto il mondo, in entrata e in uscita, uva, vino e altri prodotti enologici.</p>
<p>Questo vale anche per molte altre <strong>filiere agroalimentari</strong>. Occorre adattare le norme e i regolamenti ai contesti produttivi, tenendo ben presente che la realtà italiana è fatta di molte piccole aziende, così potranno essere accettati come un valore positivo dai nostri agricoltori. E contribuire al salto di qualità della nostra agricoltura.</p>
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