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	<title>vinitaly &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Nuovo accordo tra VeronaFiere e Hong Kong Trade Development Council. Si rafforza la presenza italiana in  Cina</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/verona/2019/09/19/nuovo-accordo-tra-veronafiere-e-hong-kong-trade-development-council-si-rafforza-la-presenza-italiana-in-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 15:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[Hong Kong International Wine & Spirits Fair]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Gruppo Veronafiere consolida la propria presenza in Asia in collaborazione con l’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC). È di oggi a Milano la firma dell’accordo che prolunga al 2021 la partnership con HKTDC. Attraverso le rassegne Vinitaly e Sol&#38;Agrifood [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Veronafiere</strong> consolida la propria presenza in <strong>Asia</strong> in collaborazione con l’<strong>Hong Kong Trade Development Council</strong> (HKTDC). È di oggi a Milano la firma dell’accordo che prolunga al 2021 la partnership con HKTDC.<br />
Attraverso le rassegne <strong>Vinitaly</strong> e <strong>Sol&amp;Agrifood</strong> si rafforza così la presenza italiana alla manifestazione Hong Kong International Wine &amp; Spirits Fair, che copre un mercato dove il vino e l’olio extravergine di oliva made in Italy hanno ancora importanti margini di crescita.</p>
<p>Hong Kong possiede un notevole vantaggio competitivo nel commercio del vino. Dopo l’abolizione dei dazi nel 2008, ha svolto infatti un ruolo importante come <em>hub</em> di vini duty-free in Asia. Questo, assieme alle misure di agevolazione doganale tra Hong Kong e la Cina continentale, fa di Hong Kong una perfetta via di accesso all’enorme mercato continentale per produttori internazionali di vino. Di conseguenza, i legami commerciali tra Hong Kong e l’Italia sono particolarmente significativi. L’Italia nel 2018 ha rappresentato il quinto fornitore di prodotti enologici di Hong Kong. Nello stesso anno importazioni globali di vino nella regione hanno superato il valore di 1,37 miliardi di euro<a name="m_-4627139431889353446__Hlk17468294"></a>.</p>
<p>Per il <strong>Direttore dell’HKTDC Benjamin Chau: </strong>«Collaboriamo con il Gruppo Veronafiere da oltre un decennio, ospitando il Vinitaly Pavilion presso la nostra Wine &amp; Spirits Fair. È possibile creare ancora più sinergie rafforzando la collaborazione tra HKTDC e Veronafiere come organizzatori di importanti fiere nel settore del vino e non solo. Sono sicuro – prosegue Chau &#8211; che il rinnovo della cooperazione siglata oggi rafforzerà la nostra alleanza strategica e definirà l’ambito della nostra collaborazione in corso per portare ancora più produttori leader di vini italiani a Hong Kong».</p>
<p>«Il rinnovo triennale della partnership con l’HKTDC per la realizzazione di “The Vinitaly Pavilion” e del “Sol Intl’EVO Oil Show” nell’ambito dell’Hong Kong International Wine &amp; Spirits Fair, rientra nelle linee di sviluppo definite dal piano industriale di Veronafiere», sottolinea il<strong> Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani</strong>. «Secondo gli analisti Hong Kong – che non a caso si trova al centro delle nuove infrastrutture intermodali &#8211; continuerà ad essere uno snodo fondamentale nelle relazioni commerciali con la Cina e l’Asia. Con l’accordo di oggi si consolida ulteriormente il rapporto con l’HKTDC, una partnership a sostegno della piattaforma di internazionalizzazione che Veronafiere mette a disposizione delle aziende del made in Italy, in particolare attraverso i propri brand-asset come Vinitaly e Sol&amp;Agrifood per promuovere la cultura del vino e dell’olio extravergine d’oliva, ma soprattutto favorendo l’ingresso e il posizionamento sui mercati asiatici e nei canali horeca. Da questa lunga esperienza possono originare, inoltre, anche altre collaborazioni strategiche per la promozione e la commercializzazione di altri prodotti del made in Italy, per i quali Veronafiere detiene e organizza già nel proprio quartiere espositivo rassegne leader internazionali».</p>
<p>La HKTDC Hong Kong International Wine &amp; Spirits Fair (la prossima edizione è in programma dal 7 al 9 novembre 2019) rappresenta da oltre un decennio una piattaforma di riferimento per produttori, buyer e operatori per espandere le loro reti e scambiare opinioni. Nel 2018, la rassegna ha registrato 1.075 espositori provenienti da 33 Paesi, mentre hanno partecipato quasi 19.000 acquirenti commerciali provenienti da 73 Paesi e regioni.</p>
<p>Sempre in collaborazione con Veronafiere, l’edizione di quest’anno propone per la seconda volta “Sol Intl’EVO Oil Show”, iniziativa finalizzata a promuovere gli oli extravergine di d’oliva selezionati da Sol&amp;Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità che si svolge ogni anno a Verona in concomitanza con Vinitaly.</p>
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		<title>Vinitaly e Ice allargano la mappa del vino italiano in Cina</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/17/vinitaly-e-ice-allargano-la-mappa-del-vino-italiano-in-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 14:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[mappa del vino]]></category>
		<category><![CDATA[roadshow b2b in Cina]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Si allarga la mappa del vino italiano in Cina, grazie ad un lavoro di squadra tra Vinitaly e ICE che hanno dato vita alla seconda edizione del roadshow b2b in Cina, organizzato da Veronafiere, in collaborazione con il partner cinese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si allarga la <strong>mappa del vino</strong> italiano in<strong> Cina</strong>, grazie ad un lavoro di squadra tra <strong>Vinitaly</strong> e ICE che hanno dato vita alla <strong>seconda edizione del roadshow b2b in Cina</strong>, organizzato da Veronafiere, in collaborazione con il partner cinese Pacco Communication Group e con il supporto della rete ICE in Cina tramite l’iniziativa “I Love ITAlian Wines”.</p>
<p>L’edizione 2019, a cui prendono parte come espositori 55 aziende e importatori vinicoli di 12 province cinesi, coinvolge una città in più rispetto allo scorso anno e tocca nell’ordine Pechino (17 giugno), Zhengzhou (19 giugno), Xi’an (20 giugno) e Guangzhou (22 giugno).<br />
Per ogni tappa è stata realizzata una capillare attività di promozione offline e online dalla sede di Veronafiere a Shanghai; lavoro rivolto agli operatori professionali del vino delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi: Tianjin, Dalian, Jinan, Shengyang per Pechino; Shijiazhuang, Jinan e Taiyuan per Zhengzhou; Lanzhou, Chengdu, Yichang e Wuhan per Xi’an; Changsha, Shenzhen, Guangxi, Foshan, Zhongshan e Dongguan per Guangzhou.<br />
In ottica di marketing territoriale, inoltre, nel corso degli appuntamenti del roadshow vengono proiettati dei video girati dalla Fondazione Arena di Verona e da Enit-Agenzia nazionale del turismo</p>
<p>“Il vino del Balpaese ha bisogno di incrementare la propria posizione in un mercato della domanda strategico per il futuro, cresciuto del 106% negli ultimi cinque anni e che ha raggiunto lo scorso anno il valore record di 2,4 miliardi di euro, posizionando la Cina al quarto posto tra i paesi top buyer mondiali, a ridosso dei mercati consolidati degli USA, Germania e Regno Unito.  In questo contesto, Vinitaly è il brand forte del vino italiano in Cina, un marchio riconosciuto su cui stiamo costruendo Wine To Asia, nuovo salone internazionale del vino, la cui prima edizione è in programma nel 2020 a Shenzhen. L’obiettivo è quello di essere un riferimento permanente per il Far east, mercato che vale complessivamente 6,4 miliardi di euro, prossimo ad eguagliare quello del Nord America, e dove Vinitaly si candida a bandiera del made in Italy nell’Asia orientale, frutto di oltre vent’anni di lavoro e iniziative”, sottolinea <strong>Giovanni Mantovani</strong>, Direttore generale di Veronafiere.</p>
<p>“Il vino è un settore trainante per il nostro agroalimentare in Cina in quanto rappresenta un terzo del totale delle esportazioni in questo settore – commenta l’Ambasciatore d’Italia a Pechino<strong> Ettore Sequi </strong>– Ci sono ovviamente ampi margini di crescita e per cogliere tali opportunità dobbiamo puntare su quelle che sono due parole chiave in questa fase in Cina: qualità e innovazione”.<br />
“Voglio inoltre ricordare quanto ha detto il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio in occasione della sua recente missione in Cina e cioè che attraverso il vino promuoviamo non solo uno dei prodotti simbolo dell’Italia, ma anche i territori e le località dell’enogastronomia. Ciò ci consente di incrementare i flussi turistici verso il nostro Paese anche nella prospettiva dei prossimi importantissimi appuntamenti previsti nel 2020 e cioè il cinquantenario delle relazioni diplomatiche bilaterali e l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina”, aggiunge l’Ambasciatore Sequi.</p>
<p>“Siamo sulla buona strada”, afferma <strong>Amedeo Scarpa</strong>, Direttore di ICE Pechino e coordinatore della rete ICE in Cina, &#8221; siamo saliti al quattro posto tra i fornitori e  dopo l&#8217;ottima performance del 2017 con un più 22 % in valore, anche il 2018 ha registrato una buona tenuta con l&#8217;Italia che ha fatto meglio dei concorrenti europei in un contesto di forte raffreddamento della domanda di vino importato, specialmente nell&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, a causa degli stock che erano stati accumulati e delle incertezze derivanti dal conflitto commerciale con gli USA. A conferma della efficacia dell’azione promozionale multi-level che MISE e ICE hanno messo in campo intorno al claim “I Love ITAlian wines” e della sinergia sviluppata con partner di esperienza e qualificati come Vinitaly. Ad oggi abbiamo formato oltre 660 professionisti cinesi promotori del vino italiano in Cina, con 18 edizioni dei corsi in 12 città in 2 anni e raggiunto oltre 300 milioni di punti di contatto sul web cinese con il piano media “ITAlian wine: taste the passion!&#8221;.</p>
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		<title>Asiago DOP sposa Vinitaly &#038; The City e diventa il formaggio di riferimento della manifestazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/03/28/asiago-dop-sposa-vinitaly-the-city-e-diventa-il-formaggio-di-riferimento-della-manifestazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 17:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori Salone del Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Da venerdì 5 a lunedì 8 aprile, a Verona, l’eclettica eccellenza di Asiago DOP sposa la quarta edizione di Vinitaly &#38; The City, il “Fuori Salone del Vinitaly” e diventa il formaggio di riferimento della manifestazione con decine di appuntamenti nelle sedi più glamour della movida veronese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Da venerdì 5 a lunedì 8 aprile, a Verona, l’eclettica eccellenza di <strong>Asiago DOP</strong> sposa la quarta edizione di <strong>Vinitaly</strong> &amp; The City, il “<strong>Fuori Salone del Vinitaly</strong>” e diventa il formaggio di riferimento della manifestazione con decine di appuntamenti nelle sedi più glamour della movida veronese e percorsi dedicati alla naturalità a Palazzo Carli, degustazioni di esclusive rarità nelle decine di Masterclass organizzate nell’elegante Loggia Antica e incontri con autori alla Loggia di Fra&#8217; Giocondo e Cortile del Mercato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel cortile dello storico Palazzo Carli, ufficio del Comando delle Forze Operative terrestri di Supporto, per l’occasione eccezionalmente aperto al pubblico, da venerdì 5 a lunedì 8 aprile 2019, la naturalità di Asiago DOP incontra ed esalta le 80 migliori etichette italiane di vino sostenibile. In questa sede, trasformata nel<strong> Palazzo del Vino Sostenibile,</strong> il visitatore potrà realizzare un viaggio indimenticabile nei sapori e profumi delle diverse tipologie di Asiago DOP sperimentando il patrimonio di tradizioni, cura rispettosa dell’ambiente, attenzione alla biodiversità che questa specialità esprime da secoli. Si spaziadall’Asiago Fresco, formaggio giovane, dal sapore di latte appena munto e di consistenza morbida, dalla breve stagionatura e grande versatilità per arrivare all’Asiago Stagionato, che offre emozioni intense, un gusto saporito con una personalità che diventa via via più intensa a seconda della stagionatura passando da mezzano (4-6 mesi), vecchio (oltre i 10 mesi) o stravecchio (oltre i 15 mesi).</p>
<p style="font-weight: 400;">Protagonista di tutte le imperdibili e prestigiose <strong>M</strong><strong>asterclass</strong> che si svolgeranno alla <strong>Loggia Antica</strong>,l’eclettica eccellenza di Asiago DOP accompagnerà oltre 1000 persone, tra visitatori, ospiti istituzionali, giornalisti e foodblogger con una selezione esclusiva di quattro stagionature: dall’Asiago DOP Fresco a latte intero di 30 giorni vincitore del World Cheese Awards 2018, fino all’Asiago DOP Stagionato Stravecchio di oltre 30 mesi Presidio Slow Food in abbinamento a grandi vini: dai migliori spumanti metodo classico, ai prestigiosi bianchi nazionali, ai pluripremiati rossi. Nella <strong>Masterclass in programma sabato 6 aprile alle ore 12, condotta </strong><strong>dal giornalista </strong><strong>Paolo Massobrio</strong>, l’esaltante esperienza della degustazione di alcune tra le più rare e premiate a livello internazionale forme di Asiago DOP racconteràla millenaria storia di questo prodotto eclettico, l’unico al mondo ad offrire stagionature che vanno dai 20 giorni, con l’Asiago DOP Fresco, agli oltre 10 anni, con l’Asiago DOP Stagionato Stravecchio, quotato fino a 300 euro al chilogrammo e che, grazie a questa sua caratteristica esclusiva, si abbina perfettamente ai vini d’eccellenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<strong>A Vinitaly &amp; The City il Consorzio Tutela Formagg</strong><strong>i</strong><strong>o Asiago rinnova e rafforza</strong><strong> anche</strong><strong> la collaborazione con </strong><strong>Sorsi D’Autore,</strong> la ventennale rassegna promossa da Fondazione Aida, che celebra lo stretto legame tra la cultura dei luoghi e l’enogastronomia incontrando grandi autori contemporanei.<strong>Nella </strong><strong>Loggia di Fra&#8217; Giocondo e </strong><strong>nel </strong><strong>Cortile del Mercato Vecchio</strong><strong>, </strong>cuore di Verona<strong>, con Asiago DOP </strong>si potrà vedere<strong>, </strong>venerdì 5 aprile alle ore 18.30, Paolo Hendel intervistato da Alessio Corazza, sabato 6 aprile alle ore 21, Pif e Luca Telese, domenica 7 aprile alle ore 16.30, Damiano Carrara con Federico Bonati, domenica 7 aprile alle ore 20.30, Patrizio Roversi e Pino Costalunga in <strong>un’occasione unica per ri-scoprire il piacere dello stare insieme degustando il meglio della produzione casearia veneta.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400;">“Vogliamo offrire ai tanti appassionati che affolleranno Vinitaly &amp; The City &#8211;  afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago &#8211;  un’esperienza unica, originale, che permetta, attraverso percorsi diversi, di incontrare  la grande varietà e ricchezza della nostra DOP, naturale, attenta alla biodiversità, compagna perfetta di tante occasioni conviviali e, proprio per la sua eclettica eccellenza, capace di abbinarsi con le migliori proposte vitivinicole protagoniste di questa manifestazione”.</p>
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		<title>Vinitaly, chiusura con 128mila presenze da 143 paesi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/verona/2018/04/18/vinitaly-chiusura-con-128mila-presenze-da-143-paesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 16:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Danese]]></category>
		<category><![CDATA[VeronaFiere]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 52/o Vinitaly chiude oggi a Verona registrando complessivamente 128mila presenze da 143 Paesi, in linea con l&#8217;edizione precedente ma aumentando, sottolinea Veronafiere, &#8221;la qualità e il numero dei buyer esteri accreditati che quest&#8217;anno registrano un significativo +6% per un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 52/o Vinitaly chiude oggi a Verona registrando complessivamente 128mila presenze da 143 Paesi, in linea con l&#8217;edizione precedente ma aumentando, sottolinea Veronafiere, &#8221;la qualità e il numero dei buyer esteri accreditati che quest&#8217;anno registrano un significativo +6% per un totale di 32mila presenze&#8221;. In particolare, sono in crescita percentuale rispetto al 2017 gli operatori da Usa (+11%), Cina (+34%), Nord Europa &#8211; Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca (+17%) -, Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%) e triplicati da Israele. A Veronafiere per quattro giorni presenti oltre 4.380 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno) da 36 Paesi. A Vinitaly and the City quasi 60 mila appassionati e wine lover tra Verona e Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave. &#8221;Vinitaly 2018 ha confermato la vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo&#8221; commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.</p>
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		<title>Da Vinitaly nasce il Wine South America, manifestazione che porterà il vino italiano in Brasile</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/18/da-vinitaly-nasce-il-wine-south-america-manifestazione-che-portera-il-vino-italiano-in-brasile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 09:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[filiera vitivinicola]]></category>
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		<category><![CDATA[Veronafiere do Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[Wine South America]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 52° Vinitaly, che si chiude oggi, Veronafiere lancia il nuovo salone sul vino dedicato al mercato dell’America latina. Prima edizione in programma dal 26 al 29 settembre 2018. Nel 2017 l’export di vini italiani in Brasile ha raggiunto i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 52° Vinitaly, che si chiude oggi, Veronafiere lancia il nuovo salone sul vino dedicato al mercato dell’America latina. Prima edizione in programma dal 26 al 29 settembre 2018. Nel 2017 l’<strong>export di vini italiani</strong> in Brasile ha raggiunto i 35 milioni di euro (+48,6%)</p>
<p><strong>Vinitaly</strong> sbarca in Brasile con un nuovo salone dedicato al settore vitivinicolo: Wine South America. La manifestazione organizzata dalla Fiera di Verona, attraverso la controllata <strong>Veronafiere do Brasil</strong>, è in programma dal 26 al 29 settembre 2018 a Bento Gonçalves, nello stato di Rio Grande do Sul.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10463" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-1320x880.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Vinitaly-Wine-South-America.jpg 1776w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Sono <strong>250 gli espositori</strong> previsti, tra cantine, esportatori, distributori, rappresentanti, produttori di macchinari per la vitivinicoltura, accessori per il consumo e aziende fornitrici di servizi specializzati. Presenti anche spazi riservati all’olio di oliva e ad uno dei prodotti simbolo del Sudamerica: il caffè. I principali paesi partecipanti sono Italia, Brasile, Argentina, Cile, Uruguay, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Nuova Zelanda, Sudafrica, Stati Uniti, Australia e Slovenia.<br />
Oltre agli incontri B2B, <strong>Wine South America</strong> ha in calendario eventi di presentazione di nuove tecnologie, degustazioni enogastronomiche e cooking show di prodotti regionali.<br />
Per le aziende italiane, Wine South America rappresenta l’opportunità di aprire o espandere a tutta l’America latina i propri mercati. Secondo un’analisi Vinitaly/Nomisma Wine Monitor, infatti, le importazioni di vino in Brasile sono tornate a crescere in maniera consistente nel 2017, con un incremento del 27,6%, a 325 milioni di euro. Con gli sparkling, che sebbene rappresentino una quota ancora bassa dei consumi (8,3% a valore), volano a +42,5 per cento. L’Italia, quinto player in un paese dominato dal vino cileno, di Argentina, Portogallo e Francia, lo scorso anno ha fatto anche meglio con un balzo del 48,6% (+59,4% gli spumanti) per un valore che sfiorato i 35 milioni di euro e un market share del 10,6 per cento.<br />
La nuova iniziativa targata Veronafiere è stata presentata oggi, nel corso della terza giornata del 52° Vinitaly, a margine di una degustazione di spumanti brasiliani.</p>
<p>“<em>Con Wine South America, Veronafiere prosegue nell’espansione della propria rete di promozione internazionale legata al brand di Vinitaly</em> – ha spiegato <strong>Maurizio Danese</strong>, <strong>presidente di Veronafiere</strong> –. <em>Siamo in Brasile già dal 2011 con tre eventi dedicati al settore del marmo, della meccanica e delle costruzioni e questo nuovo appuntamento completa e rafforza la nostra presenza in un’area strategica, porta di accesso a tutto il Sudamerica</em>”.</p>
<p>Il Paese verdeoro ha una popolazione in crescita che supera i 200 milioni di abitanti e un consumo pro capite di vino di appena 2 litri, molto basso se paragonato ai 31 litri dell’Italia o ai 45 della Francia: tutte condizioni che indicano un grande mercato potenziale.</p>
<p>“<em>La domanda di vino ha risentito solo parzialmente dei problemi politico-finanziari del biennio 2015-2016</em> – ha detto <strong>Giovanni Mantovani</strong>, <strong>direttore generale di Veronafiere</strong> – <em> e oggi il Brasile si presenta, al pari di altri buyer sudamericani presenti all&#8217;evento, come una piazza strategica per il nostro export. Con un Pil previsto in crescita del 2% annuo da qui al 2022 e una relativa discesa dell’inflazione e della disoccupazione, ci attendiamo una buona crescita delle importazioni a partire dal 2018”.</em></p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>filiera vitivinicola</strong> nazionale, il <strong>Brasile</strong> conta <strong>80mila ettari coltivati a vigneto</strong> e <strong>1.100 aziende produttrici</strong>, concentrate per il 90% nello Stato di Rio Grande do Sul. Le principali varietà impiantate sono Chardonnay, Moscato Bianco, Riesling Italico, Trebbiano, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Tannat e Cabernet Franc, la maggior parte introdotte da immigrati italiani, di cui quasi 60mila sono quelli di origini venete.</p>
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		<item>
		<title>Il Consorzio Breganze DOC a Vinitaly 2018 per presentare le sue eccellenze</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2018/04/09/il-consorzio-breganze-doc-a-vinitaly-2018-per-presentare-le-sue-eccellenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 16:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breganze]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze sarà presente al prossimo Vinitaly, dal 15 al 18 aprile con un proprio stand, al Padiglione 4, postazione G4/G5 nell’area Made in Vicenza. Qui si potranno degustare i vini prodotti dal vitigno autoctono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze</strong> sarà presente al prossimo Vinitaly, dal <strong>15 al 18 aprile</strong> con un proprio stand, al <strong>Padiglione 4,</strong> postazione <strong>G4/G5</strong> nell’area Made in Vicenza. Qui si potranno degustare i vini prodotti dal vitigno autoctono simbolo di Breganze, l&#8217;uva Vespaiola, nelle sue declinazioni di <strong>Vespaiolo</strong> fermo, spumante e <strong>Torcolato</strong>, insieme al vino dal vitigno internazionale che meglio si è acclimatato nella pedemontana vicentina, il <strong>Cabernet</strong>.<br />
Faranno parte della collettiva della Breganze DOC le aziende <strong>Col Dovigo, IoMazzucato, Vignaioli Contrà Soarda, Vigneto Due Santi e Villa Angarano</strong> che presenteranno in degustazione le nuove annate delle loro produzioni.<br />
Altri soci del Consorzio saranno presenti in postazioni diverse. La <strong>Cantina Beato Bartolomeo da Breganze</strong>, realtà cooperativa che riunisce centinaia di produttori della DOC, sarà sempre al <strong>Padiglione 4</strong> ma <strong>Stand F7</strong> dove presenterà anche il nuovo <strong>Prosecco Brut</strong>.<br />
L&#8217;azienda agricola <strong>Firmino Miotti</strong> sarà invece nell&#8217;area FIVI, al <strong>padiglione 8 E9 desk 8</strong> e presenterà il nuovo <strong>Vespaiolo 16.9</strong> annata 2016 e la nuova etichetta del <strong>Fondo 53 rosato</strong>. La <strong>Cantina Maculan</strong> sarà al <strong>padiglione 7, stand B3</strong> dove si potranno assaggiare le nuove annate dei suoi vini. Domenica dalle 12 alle 14 sarà possibile assaggiare il piatto vincitore della prima edizione del <em>Premio Maculan</em> realizzato dallo chef Mauro Buffo del <em>12 Apostoli</em> di Verona abbinato al <strong>Torcolato</strong>.<br />
Due le <strong>masterclass</strong> in programma nei quattro giorni di fiera nello stand della regione Veneto che vedranno protagonisti i vini della Breganze DOC. La prima realizzata in collaborazione con il Consorzio Vini Gambellara sarà <strong>martedì 17 aprile</strong> alle ore <strong>16.30</strong>: <em>Palladio e i suoi vini</em>. Verranno proposte in degustazione le tre diverse versioni del Vespaiolo: spumante, fermo e Torcolato.<br />
<strong>Mercoledì 18 aprile </strong>ore<strong> 12.00</strong> le Strade del vino e dei Sapori Vicentine &#8211; la Strada del Recioto e dei vini Gambellara DOC, la Strada dei vini Colli Berici, la Strada del Torcolato e dei vini di Breganze &#8211; saranno le protagoniste dell&#8217;appuntamento<em> Viaggio tra i prodotti tipici di Vicenza</em>, in cui i vini delle DOC vicentine incontreranno altrettante eccellenze della gastronomia berica. Il <strong>Breganze Vespaiolo</strong> sarà proposto in abbinamento al bacalà mantecato mentre il <strong>Torcolato</strong> di Breganze ai zaleti, i tipici biscotti della tradizione veneta.</p>
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		<title>Mantovani (VeronaFiere): &#8220;Italia superpotenza del vino, ma troppo concentrata su mercati UE&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 15:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Che il vino italiano riscuotesse grande interesse internazionale era risaputo, peccato però, che possa essere apprezzato solo nei paesi della comunità europea. Secondo i dati presentati da Vinitaly-Nomisma sul&#8217;export enologico emerge che il nostro Paese potrebbe aumentare vertiginosamente le vendite al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Che il vino italiano riscuotesse grande interesse internazionale era risaputo, peccato però, che possa essere apprezzato solo nei paesi della comunità europea. Secondo i dati presentati da <span style="font-family: Calibri;"><strong>Vinitaly-Nomisma</strong></span> sul&#8217;export enologico emerge che il nostro Paese potrebbe aumentare vertiginosamente le vendite al di fuori dell&#8217;Europa, conquistando una fetta di mercato che rimane ancora appetibile e raggiungibile.</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri;"> «<em>I dati definitivi sul nostro <strong>export</strong> di <strong>vino</strong> nel <strong>2017</strong> rilasciati oggi da Istat ci restituiscono un’Italia <strong>superpotenza enologica</strong>, ma il nuovo <strong>record commerciale</strong> (+6,2% a/a, 5,9 miliardi di euro) non rende ancora giustizia alla grande qualità delle nostre produzioni. Cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Per questo al prossimo Vinitaly ci concentreremo su uno studio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sui trend a 5 anni dei top buyer mondiali di vino e su un approfondimento dedicato agli Usa</em>». Lo ha detto, a commento dei dati sulle esportazioni vinicole italiane nel 2017 pubblicati oggi da Istat, il direttore <strong>generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani</strong>. «<em>Il nostro export</em> – ha concluso <strong>Mantovani</strong> – <em>rimane pericolosamente ancorato sui primi tre Paesi di sbocco (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) dove si registra un indice di concentrazione delle nostre vendite del 53,4%, molto più di Francia e Spagna che allo stesso indice si fermano rispettivamente al 38,5% e 35,2%</em>».</span></p>
<p align="justify">
<span style="font-family: Calibri;">Secondo le elaborazioni di <strong>Vinitaly-Nomisma</strong> su base dati ufficiali dei diversi Paesi produttori, l’anno scorso si è chiuso con un nuovo <strong>record</strong> in valore dell’export mondiale di vino &#8211; oltre <strong>31 miliardi di euro</strong> &#8211; con i principali player in grande crescita. Nella classifica per performance, vince l’Australia (+15,1% per un controvalore di 1,8 miliardi di euro), seguita dalla Francia (+9,9%, 9,1 miliardi di euro), dalla Spagna (+6,5%, 2,8 miliardi di euro), dal Cile (+6,3%, 1,8 miliardi) e dall’Italia (+6,2%, 5,9 miliardi di euro). L’Italia tiene bene con gli sparkling (+13,6%, 1,4 miliardi di euro), vero traino della domanda mondiale anche nel 2017, mentre cresce meno sui fermi imbottigliati (+4,4%, 4,2 miliardi euro).<br />
Se gli Stati Uniti si confermano il principale mercato della domanda mondiale e in particolare per Francia (+14,3% a 1,6 miliardi di euro) e Italia (+3,6% a 1,4 miliardi di euro), volano i partner asiatici e rallentano quelli europei. E nell’Ue si colloca oltre il 50% (3 miliardi di euro) del totale del commercio italiano di vino nel mondo: un’incidenza più alta rispetto alla Francia che vende nel Vecchio Continente il 41% del suo prodotto. Nella geografia delle esportazioni dei 2 Paesi leader, la Francia accelera ancora in Asia &#8211; che rappresenta ormai il 27% delle vendite globali transalpine (a 2,45 miliardi di euro) &#8211; mentre per l’Italia la stessa area vale il 7% dell’export, a 419 milioni di euro.<br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri;">A Veronafiere, la 52ª edizione di <strong>Vinitaly</strong> (15-18 aprile), in media 128mila operatori, con buyer esteri provenienti da oltre 140 Paesi. In crescita, del 25%, lo spazio riservato all’esposizione internazionale che da quest’anno diventa International Wine Hall.</span></p>
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		<title>Simone Rech premiato dal Ministero dell&#8217;Agricoltura per innovazioni nel settore</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/04/15/simone-rech-premiato-dal-ministero-dellagricoltura-innovazioni-nel-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2017 09:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi fattori di successo]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco Docg]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Rech]]></category>
		<category><![CDATA[Star Wines]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[La Tenuta Amadio di Monfumo sbanca il concorso Star Wines e si piazza al terzo posto al premio nazionale “Nuovi fattori di successo”. E’ soddisfatto Simone Rech, giovane titolare della cantina di famiglia, al suo secondo Vinitaly. Proprio durante la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Tenuta Amadio di Monfumo sbanca il concorso <strong>Star Wines</strong> e si piazza al terzo posto al premio nazionale “<strong>Nuovi fattori di successo</strong>”. E’ soddisfatto <strong>Simone Rech</strong>, giovane titolare della cantina di famiglia, al suo secondo <strong>Vinitaly</strong>. Proprio durante la manifestazione ha ricevuto vari riconoscimenti per la produzione di vino ma soprattutto per le buone prassi rispettate quotidianamente ai fini della tutela ambientale e la valorizzazione del territorio.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Simone-Rech.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4796" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Simone-Rech-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Simone-Rech-225x300.jpg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Simone-Rech-169x225.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Simone-Rech.jpg 496w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Ad attestare il suo impegno, infatti, l’ <strong>Ismea</strong> (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che ha<strong> indetto un bando</strong> allo scopo di evidenziare i casi di eccellenza in ambito rurale. I vincitori avranno ora la possibilità di essere protagonisti di un video dedicato alla loro esperienza di vita in campagna che sarà diffuso come esempio per promuovere una <strong>scelta imprenditoriale vincente</strong> nonostante le difficoltà burocratiche e gli ostacoli economici finanziari che rallentano spesso l’affermazione dei nuovi imprenditori agricoli.</p>
<p>Le congratulazioni sono arrivate anche da <strong>Alex Vantini</strong>, delegato regionale degli under 30 di <strong>Coldiretti</strong> presente all’evento. Simone Rech incrocia le dita anche per l’Oscar Green dell’agricoltura a cui si è iscritto di recente. “Guardiamo ad un futuro sostenibile – spiega – con la consapevolezza di fare un mestiere che ha molte responsabilità verso il consumatore: per questo la nostra massima attenzione è rivolta a mantenere integra la bellezza di un paesaggio unico come quello dei colli asolani senza i quali non ci potrebbe essere il nostro <strong>Prosecco Docg</strong>”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sequestro vini della Crimea al Vinitaly, scoppia la polemica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/04/12/sequestro-vini-della-crimea-al-vinitaly-scoppia-la-polemica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 11:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Sandonà]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Valdegamberi]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sequestro di vini russi provenienti dalla Crimea ed esposti al Vinitaly di Verona fa scoppiare la polemica politica. Le sanzioni alla Russia sono al centro dell&#8217;episodio, che ha visto il coinvolgimento anche della guardia di finanza. È successo infatti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sequestro di vini russi provenienti dalla Crimea ed esposti al Vinitaly di Verona fa scoppiare la polemica politica. Le sanzioni alla Russia sono al centro dell&#8217;episodio, che ha visto il coinvolgimento anche della guardia di finanza. È successo infatti che tra i vini russi presenti al Vinitaly ce ne fossero alcuni provenienti dalla Crimea, regione che Russia e Ucraina si contendono e proprio questa contesa è stato il fattore scatenante delle sanzioni alla Russia. Le sanzioni vietano l&#8217;importazione di merce prodotta in Crimea e questo ha fatto scattare il sequestro dei vini da parte dei finanzieri.</p>
<div id="stcpDiv">
<p>“Mentre l&#8217;Italia, in occasione del Vinitaly, fa togliere dagli scaffali i vini della Crimea, una delegazione di quaranta imprenditori italiani e una decina di politici parteciperanno al Forum Internazionale di Yalta, tra il 19 e il 23 aprile, in segno di protesta contro le assurde sanzioni applicate dall&#8217;Unione Europea alla Federazione Russa. Sanzioni che stanno avendo un effetto boomerang sull&#8217;economia italiana e veneta in particolare”. E&#8217; il commento del Consigliere regionale del Gruppo misto <b>Stefano Valdegamberi</b>, a capo della delegazione italiana: “È assurdo che il Veneto abbia già pagato il conto di svariati miliardi di euro per colpa della politica dell’Unione Europea e dell’Italia che vuole punire la gente di Crimea, negandole il diritto di far parte della Federazione Russa. Una causa ingiusta che fa pagare un caro prezzo alle nostre imprese. Proprio ora che Trump vuole mettere i dazi all’Europa, si rende urgente una riapertura dei rapporti con il mercato russo, togliendo da subito queste sanzioni ingiuste, inefficaci e controproducenti”.</p>
<div>“Il gesto del sequestro dagli scaffali del Vinitaly dei vini di Crimea &#8211; aggiunge il Consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente Luciano Sandonà &#8211; è un’offesa al popolo di Crimea che accentua le ingiuste sanzioni contro il loro diritto di autodeterminazione”.</div>
<div>“Chiamerò oggi stesso il premier Aksionov &#8211; conclude Valdegamberi &#8211; con il quale mi vedrò la prossima settimana a Yalta, per scusarmi per quanto accaduto, dicendogli che questo gesto non corrisponde alla volontà degli italiani, ma di un governo sempre più lontano dal popolo, che lavora contro gli interessi del nostro Paese, umiliando la volontà degli altri popoli”.</div>
</div>
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		<item>
		<title>Crescono gli acquisti di vino nella GDO, i consumatori chiedono qualità e territorialità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/04/11/crescono-gli-acquisti-vino-nella-gdo-consumatori-chiedono-qualita-territorialita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 11:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Grande distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca dell’istituto IRI]]></category>
		<category><![CDATA[vendita vino]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, spendendo 1 miliardo e mezzo di euro. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel<strong> 2016</strong> hanno acquistato sugli scaffali <strong>500 milioni di litri</strong>, spendendo<strong> 1 miliardo e mezzo di euro</strong>. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, Igt), il comparto che cresce di più: + 2,7% nel 2016 e + 4,9% nel primo bimestre 2017 (a volume).</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vino-in-supermercato.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4695" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vino-in-supermercato-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vino-in-supermercato-300x193.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vino-in-supermercato.jpg 650w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si ricercano sempre più la qualità ed i legami col territorio. <strong>Cantine e insegne della Grande distribuzione</strong> sono pronte a migliorare la collaborazione per soddisfare questa domanda dei consumatori. E’ quanto emerso nella giornata di ieri a Vinitaly, nel corso della 13° tavola rotonda organizzata da Veronafiere sul tema del <strong>vino nella Grande distribuzione</strong> in cui è stata presentata la <strong>ricerca dell’istituto IRI</strong> e una relazione su Brexit e Vino di Alex Canneti, Direttore delle vendite off-trade della Berkmann Wine Cellars di Londra.</p>
<p>La ricerca dell’IRI ha delineato i <strong>cambiamenti in atto</strong> nelle abitudini dei consumatori. Diminuiscono gli acquisti dei bottiglioni da un litro e mezzo, dei vini sfusi, delle damigiane, e dei brik, mentre la <strong>bottiglia da 75cl</strong> è sempre più regina del mercato. I vini fermi sono più richiesti dei vini frizzanti, che probabilmente risentono del boom degli spumanti (+7% nel 2016). Crescono rapidamente anche i vini biologici, una proposta ancora di nicchia nella Grande distribuzione. Cambiamenti influenzati anche dal graduale ricambio generazionale e dal rinnovato interesse dei giovani per il vino. Gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella Grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%).</p>
<p>«Siamo sulla strada giusta, auspicata da tempo – ha detto Cesare Cecchi, Consigliere di Federvini (Chianti Cecchi), nel suo intervento in tavola rotonda – Non dobbiamo assolutamente tradire questa qualità che viene cercata dal consumatore, sarebbe un errore imperdonabile. Le cantine devono continuare a ricercare la qualità del prodotto senza accettare scorciatoie, e i distributori devono incoraggiare la produzione a proseguire su questa strada».</p>
<p>Un rapporto, quello tra produttori e distributori, che è molto migliorato negli ultimi anni, ma è possibile fare di più, come ha ricordato Gabriele Nicotra, Direttore Acquisti Unes Supermercati (Gruppo Finiper): «Persiste da parte di alcune cantine importanti una diffidenza verso la Grande Distribuzione, che evitano una relazione diretta con le insegne distributive pur sapendo che a volte il loro prodotto ci arriva tramite canali non ufficiali. Questo è un peccato, soprattutto per il consumatore che ormai cerca anche i prodotti di pregio sugli scaffali dei supermercati».</p>
<p>Tuttavia l’asse portante della collaborazione tra cantine e insegne distributive è rappresentato dalle imprese medie piuttosto che dalle grandi case vinicole, secondo Eugenio Gamboni, Direttore Commerciale del Gruppo Vegè: «Un asse da consolidare, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, legate da conduzioni famigliari, a volte provenienti da generazioni, con le quali si discute e ci si confronta liberamente, distanti dal mondo molto più complesso della grande industria e delle multinazionali».</p>
<p>Tra le cantine espositrici a Vinitaly è affiorata la preoccupazione sulla incertezza sui mercati britannico e statunitense, un tema affrontato da Alex Canneti della Berkmann Wine Cellars di Londra: «La Brexit è una sfida per le vendite dei vini italiani poiché l’Australia, il Sud Africa e la Nuova Zelanda saranno i primi Paesi a istituire trattati bilaterali con il Regno Unito. L&#8217;unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere gli stessi oneri doganali dell’Unione e negoziare un trattato di libero commercio. Quindi tutto dipenderà da come evolverà il negoziato post Brexit tra UK e UE». «Ma le potenzialità per l’export di vino italiano nella Grande distribuzione britannica (le insegne Majestic and Waitrose in primis) sono grandi – ha aggiunto Canneti – non solo per le bollicine, ma anche per il vino rosso. Pensiamo al Cannonau, al Passimento/Amarone, al Chianti Classico, al Veneto Classico e ai morbidi e succosi vini siciliani e pugliesi. Buone anche le prospettive dei nuovi bianchi di tendenza, come il Fiano, il Vermentino, il Pecorino e il Grillo. E non dimentichiamo il successo che si registra da anni delle “fantasy label».</p>
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