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	<title>violenza sulle donne &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>L&#8217;assessore Porelli contro il Ddl Pillon: &#8220;Segnale di arretramento culturale&#8221; -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 16:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_10679"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/41wPJ0iKRb0?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
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<p>“Il disegno di legge Pillon rappresenta un arretramento culturale perché prevede regole standard da applicare a tutte le separazioni, senza fare gli opportuni distinguo, come è imprescindibile fare nel diritto di famiglia, a partire dagli interessi dei minori&#8221;. E&#8217; una critica senza giri di parole quella dell’assessore alle risorse umane con delega alle pari opportunità del Comune di Vicenza<strong> Valeria Porelli</strong>.</p>
<p>Obiettivo il disegno di legge che prende il nome dal senatore della Lega primo firmatario del testo. Un ddl oggetto di tante critiche in queste settimane, non ultima quella del vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha annunciato di voler chiedere modifiche al testo soprattutto per quanto riguarda il tema dell&#8217;affidamento dei figli in casi di divorzio.</p>
<p>Sabato 10 novembre alle ore 10 a partire dall&#8217;Esedra di Campo Marzo si terrà un corteo contro il disegno di legge Pillon. Il corteo fa parte di una mobilitazione generale indetta dall&#8217;associazione nazionale DIRE ed è in programma in molte piazze d&#8217;Italia.</p>
<p>&#8220;All&#8217;iniziativa prenderò parte anch&#8217;io, in primis come professionista, facente parte dell&#8217;Osservatorio del diritto di famiglia&#8221;, ha aggiunto l&#8217;assessore. &#8220;Le stesse procedure previste dal disegno di legge sono segno di un arretramento strutturale in quanto, distinguendo il genitore ricco da quello povero, vanno ad incrementare le situazioni di violenza economica”.</p>
<p>Il tema del ddl Pillon è stato sollevato questa mattina, venerdì 9 novembre, nel corso di una conferenza stampa di presentazione delle iniziative legate alla Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. Il programma è stato presentato a Palazzo Trissino dall’assessore Porelli e dalla presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna onlus che gestisce il Centro comunale Antiviolenza Maria Zatti. &#8220;Il ddl introduce l&#8217;obbligo della mediazione a pagamento. Un obbligo che, nel caso di violenza, è vietata dalla Convenzione di Istanbul&#8221; ha sottolineato Maria Zatti. &#8220;Questa proposta di legge è adultocentrica, non tiene conto delle esigenze dei figli, ci farebbe tornare indietro di 50 anni&#8221;.</p>
<p>Dal 9 novembre al 3 febbraio sono in programma spettacoli teatrali, convegni, serate informative, eventi sportivi, marce e cortei, tavole rotonde, presentazione di libri e mostre. Tutti gli eventi hanno un unico filo conduttore: la riflessione sul tema della violenza alle donne. La maggior parte degli appuntamenti è ad ingresso libero; alcuni prevedono la raccolta di offerte per sostenere progetti specifici.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, crescono i casi in Veneto. Chiede aiuto una donna ogni 530</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 16:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato una mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei Centri Antiviolenza. La rete regionale dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato una mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei Centri Antiviolenza. La rete regionale dei Centri ha registrato 4733 contatti e ha preso in carico 3107 donne, 396 in più rispetto al 2016. I nuovi casi di donne arrivate per la prima volta a bussare alla porta dei Centri Antiviolenza sono stati 2092 (circa cento in più rispetto al 2016): in media una richiesta di aiuto su due si è tradotta in un percorso di sostegno e protezione.</p>
<p>Agli operatori dei Centri Antiviolenza le donne riferiscono violenze di tipo psicologico (2232 casi) ed economico (985 casi), di violenza fisica (1705) e sessuale (309). Cresce il numero delle donne che contattano i Centri Antiviolenza, ma non aumenta la percentuale di quante denunciano: solo una donna su 4 ha denunciato alle forze dell’ordine la violenza o le molestie subite.</p>
<p>Sono i dati del report annuale sull’attività dei centri antiviolenza e delle strutture protette in Veneto, pubblicati nel sito istituzionale della Regione Veneto (<a href="http://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/rilevazione-delle-strutture-regionali">http://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/rilevazione-delle-strutture-regionali</a>), che fotografano il fenomeno delle violenze contro le donne in Veneto e l’attività della rete dei servizi a protezione delle vittime, donne e minori.</p>
<p>“Il Veneto che, con 21 centri antiviolenza e 19 case rifugio risultava già avere un buon indice di copertura territoriale – sottolinea l‘assessore regionale alle politiche sociali Manuela Lanzarin – sta ulteriormente potenziando la propria rete: quest’anno diventano operative tre nuove strutture di accoglienza, un centro antiviolenza a Legnago, e due case rifugio nell’Est veronese e a Treviso. Cresce anche il numero degli sportelli periferici dei Centri Antiviolenza: nel 2018 se ne aggiungono altri 9, portando così a 50 i punti di accesso per le donne nel territorio regionale. In media nel 2017 il Veneto disponeva di un punto di accesso ogni 63 mila donne, con picchi ‘virtuosi’ come la Provincia di Rovigo, dove c’è uno sportello o un centro antiviolenza ogni 30mila donne residenti”.</p>
<p>A rivolgersi ai centri antiviolenza sono soprattutto donne italiane (69%), in prevalenza tra i 31 e i 50 anni, coniugate o conviventi e con un grado di istruzione medio-alta: 6 su 10 sono in possesso di un diploma o di una laurea e il 51 %  ha un’occupazione. Due su tre hanno figli: 1110 bambini o ragazzi, pari al 64 per cento dei minori registrati, sono vittime di violenza assistita e accompagnano la madre nel percorso di protezione.</p>
<p>Nell’80 per cento dei casi la violenza avviene all’interno di relazioni affettive: il 98 per cento degli autori sono maschi (2980), anche se si segnalano 73 donne responsabili di violenza su altre donne.</p>
<p>Le donne si rivolgono ai Centri Antiviolenza per scelta personale (1042), su suggerimento di conoscenti amici e parenti (581) o,  più frequentemente, inviate dalla rete dei servizi territoriali (786). “L’aumento degli invii dai servizi  &#8211; commenta l’assessore – significa che la rete si sta strutturando e consolidando e che sta prendendo forma una presa in carico più completa della donna e dei suoi figli”.</p>
<p>Quanto alle strutture protette, nelle 10 case rifugio (dove la permanenza media è di tre mesi) e nelle 9 case di secondo livello, dove è possibile proseguire il percorso di autonomia economica ed abitativa e di uscita dalla violenza (permanenza media cinque mesi), nel 2017 si sono registrate oltre 24 mila presenze giornaliere, per il 75 per cento di donne straniere con figli minori.</p>
<p>Infine, le risorse: i centri antiviolenza (13 privati e 8 pubblici), aperti 5 giorni la settimana, con servizio di reperibilità telefonica h24 e in collegamento con il numero nazionale di pubblica utilità 1522, operano soprattutto grazie ai finanziamenti pubblici: i contributi regionali, statali e comunali assommano ad oltre 930 mila euro e coprono l’80 per cento della spesa. Il resto, pari a circa 226 mila euro nel 2017, è arrivato dal sostegno privato di associazioni, fondazioni e donazioni.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, Lanzarin: &#8220;Educazione nelle scuole e lavoro di rete&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/05/24/violenza-sulle-donne-lanzarin-educazione-nelle-scuole-e-lavoro-di-rete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 16:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il Veneto ora potrà disporre di una legge più completa ed efficace per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro donne e minori”. Così l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin sottolinea il voto unanime con cui la quinta commissione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Veneto ora potrà disporre di una legge più completa ed efficace per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro donne e minori”. Così l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin sottolinea il voto unanime con cui la quinta commissione “Sanità e sociale” del Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche proposte dalla Giunta alla legge 5/2013 “Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”.</p>
<p>Il testo, che ora attende l’ok definitivo dell’aula consiliare, punta a potenziare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole, in modo di creare una cultura del rispetto di genere sin dagli anni della pubertà; semplifica la tipologia delle strutture di accoglienza (centri antiviolenza e case rifugio) in modo di facilitarne l’accesso ai fondi nazionali e di renderne più agile l’erogazione, bypassando il passaggio intermedio attraverso Comuni e Ulss; e rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche, associazioni e privato non profit al fine di creare, attorno ai centri di prima e seconda accoglienza, una rete di sostegno che aiuti le donne a recuperare condizioni normali di vita, anche con l’inserimento lavorativo e con percorsi di accompagnamento sociale.</p>
<p>“Abbiamo voluto, inoltre, inserire tra le iniziative di prevenzione anche il sostegno ad esperienze e programmi rivolti ai cosiddetti   ‘soggetti maltrattanti’ – sottolinea l’assessore – perché la prevenzione delle violenze domestiche e dei femminicidi, passa anche attraverso la prevenzione di comportamenti di prevaricazione e l’offerta di percorsi educativi e di cura nei confronti di quanti utilizzano la violenza come codice di relazione interpersonale”.</p>
<p>“Con queste integrazioni, che rafforzano gli strumenti di intervento e valorizzano le tante iniziative messe in campo dal mondo dell’associazionismo – conclude l’assessore – il Veneto potrà disporre di una legge all’avanguardia, che ha già consentito di attivare  ben 43 strutture nel territorio, tra centri di ascolto e case protette, offrendo ogni anno ascolto, tutela e aiuto a migliaia di donne”.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, Lanzarin: &#8220;Veneto investe 1 milione in formazione operatori&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/24/violenza-sulle-donne-lanzarin-veneto-investe-1-milione-formazione-operatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 16:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[“Proprio in questi giorni ha preso avvio in Veneto il programma straordinario di formazione degli operatori dei Pronto Soccorso per riconoscere e contrastare la violenza contro le donne e i minori. Investiamo un milione di euro per preparare oltre 3 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Proprio in questi giorni ha preso avvio in Veneto il programma straordinario di formazione degli operatori dei Pronto Soccorso per riconoscere e contrastare la violenza contro le donne e i minori. Investiamo un milione di euro per preparare oltre 3 mila medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine e legali a riconoscere e affrontare nel modo migliore i casi di violenza, in particolare quella nascosta e negata. E’ questo il modo più concreto per celebrare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e per mettersi concretamente dalla parte delle vittime di sopraffazioni fisiche e psicologiche, in particolare in ambito domestico”.</p>
<p>Così l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin sottolinea l’impegno della Regione Veneto nel contrastare ogni forma di violenza di genere.   “Non vogliamo che la Giornata del 25 novembre si riduca solo ad uno slogan, ma che sia una scadenza del calendario che ci impegna a verificare quanto fatto e ad assumere iniziative efficaci per proteggere e difendere la vita delle donne e dei loro figli”.</p>
<p>“Purtroppo il fenomeno della violenza di genere, in tutte le sue drammatiche varianti, è in costante aumento &#8211; rileva l’assessore –  La rete veneta dei 40 centri antiviolenza e strutture protette lo scorso anno ha accolto quasi duemila donne e ricevuto oltre 5 mila chiamate. E’ un presidio prezioso e indispensabile, ma è importante rafforzare la rete di prevenzione”.</p>
<p>Il piano straordinario coinvolge 3300 operatori dei Pronto Soccorso del Veneto e medici di medicina generale, per un totale di 110 corsi attivati in tutte le nove Ulss. La prima fase prevede la formazione dei referenti (due per ogni pronto soccorso) e la creazione dei gruppi interdisciplinari: nei prossimi mesi inizieranno i corsi per tutto il personale.</p>
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		<title>Donne vittime di violenza, in arrivo dalla Regione Veneto 1,2 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/20/donne-vittime-violenza-arrivo-dalla-regione-veneto-12-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 20:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Centri Antiviolenza]]></category>
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		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
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					<description><![CDATA[La giunta regionale su proposta dell’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin ha ripartito le risorse del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle Pari opportunità 2015-2016”, assegnate con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministeri del 25 novembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La giunta regionale su proposta dell’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin ha ripartito le risorse del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle <strong>Pari opportunità</strong> 2015-2016”, assegnate con Decreto della <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministeri</strong> del 25 novembre 2016 per potenziare l’assistenza ed il sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Alla Regione del Veneto è stato attribuito un importo complessivo di circa <strong>1.286.715 euro</strong>.</div>
<div></div>
<div>“<em>Sono finanziamenti che si sono fatti attendere a lungo</em> – sottolinea l’assessore Lanzarin – <em>ma ora che sono nella nostra disponibilità li useremo per aumentare la diffusione di questi servizi sul territorio e garantire maggiori possibilità di far emergere il fenomeno della violenza, mettendo a disposizione delle donne qualificati punti di ascolto e assistenza e aumentando le possibilità di operare efficacemente per la prevenzione e il contrasto degli episodi di violenza, indirizzando e sostenendo le donne in percorsi di uscita”.</em></div>
<div></div>
<div>In base al decreto, l’importo assegnato al <strong>Veneto</strong> dovrà essere utilizzato per l’istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio (435.494 euro); per integrare gli interventi regionali già operativi volti ad attuare azioni di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, sulla base della programmazione regionale; per i centri antiviolenza pubblici e privati (428.912 euro), per le case rifugio pubbliche e private (323.907 euro).</div>
<div></div>
<div>Sulla base di questi criteri – fa presente Manuela Lanzarin – abbiamo proceduto al riparto nel rispetto della normativa regionale in materia (L.R. n. 5/2013) e sentito il parere del “Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne”</div>
<div>.</div>
<div>Per quanto riguarda l’istituzione di nuove strutture,<strong> 80.000 euro</strong> saranno destinati all’apertura di un nuovo <strong>centro antiviolenza</strong> nel territorio regionale per poter raggiungere il numero di 22 calcolato come standard di riferimento per la <strong>Regione del Veneto</strong> con decreto governativo del 24 luglio 2014; <strong>195.494 euro</strong> all’apertura di nuovi sportelli nei centri antiviolenza già operanti al fine di migliorare la rete dei servizi offerti sul territorio regionale; <strong>160.000 euro</strong> all’apertura di due nuove case rifugio nel territorio regionale per permettere una maggiore copertura territoriale. Potranno presentare domanda di contributo i comuni e le aziende unità locali socio sanitarie (ULSS) del Veneto in forma singola, associata o in convenzione con altri soggetti operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza.</div>
<div></div>
<div>I <strong>98.402</strong> euro assegnati al Veneto per il finanziamento aggiuntivo degli interventi regionali già operativi saranno destinati al finanziamento di piani di comunicazione presentati dai Comuni e dalle le Aziende ULSS del Veneto in forma singola o associata, in partenariato con i<strong> Centri Antiviolenza</strong> e le Case Rifugio. Saranno finanziate iniziative di divulgazione per far conoscere i servizi per il sostegno alle donne vittime di violenza, i percorsi “rosa” attivi all’interno delle strutture ospedaliere, la rete dei servizi socio sanitari, i protocolli operativi con le Forze dell’Ordine, le Prefetture e i Tribunali; iniziative di sensibilizzazione , volte a diffondere una cultura delle pari opportunità e uguaglianza di genere per prevenire e contrastare la violenza contro le donne; azioni educative nelle scuole, finalizzate a prevenire e contrastare la violenza contro le donne attraverso l’educazione alla pari dignità delle persone e alla legalità.</div>
<div></div>
<div>Infine i 428.912 euro da destinare ai centri antiviolenza pubblici e privati saranno distribuiti nella misura di 20.424,38 euro a ciascuno dei 21 centri già esistenti in Veneto; mentre i 323.907 euro da destinare alle case rifugio pubbliche e private sono stati ripartiti nella misura di 32.390,70 a ciascuna delle 10 strutture presenti sul territorio regionale.</div>
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		<title>Centro Antiviolenza di Vicenza, in cinque anni di attività riscontrati più di 500 casi di maltrattamenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/08/centro-antiviolenza-vicenza-cinque-anni-attivita-riscontrati-piu-500-casi-maltrattamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 17:53:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Everardo Dal Maso]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sala]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato per il contrasto alla violenza. A cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale e l&#8217;associazione Donna Chiama Donna, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato per il contrasto alla violenza. A cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale e l&#8217;associazione Donna Chiama Donna, che gestisce il Centro comunale dal suo avvio, presentano alla città la sua attività.</p>
<p><strong><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5858" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Giovedì 8 giugno</strong>, giorno di mercato cittadino, <strong>dalle 8 alle 14 </strong>è stato infatti allestito un gazebo in contra&#8217; del Monte, all&#8217;angolo con corso Palladio, per condividere con i cittadini i risultati ottenuti e sensibilizzare la cittadinanza sulle iniziative legislative, in particolare sui lavori della commissione del Senato della Repubblica per la promozione di una legge contro il femminicidio.</p>
<p>In occasione dell&#8217;iniziativa hanno fatto il punto sui dati del Centro l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie <strong>Isabella Sala,</strong> il consigliere comunale delegato alle pari opportunità<strong> Everardo Dal Maso,</strong> <strong>Laura Zanichelli</strong><strong>, </strong>presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che gestisce il centro dalla sua apertura<strong>.</strong> Erano presenti anche la senatrice <strong>Rosanna Filippin</strong> e il sostituto commissario della sezione volanti della polizia di stato <strong>Paola Sulis</strong>.</p>
<p>“Oggi siamo voluti scendere in piazza, in un giorno in cui la città è particolarmente viva grazie al mercato, per sostenere le donne che subiscono violenza e per ricordare loro che c’è chi può aiutarle a riprendere una vita normale – ha annunciato l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie <strong>Isabella Sala &#8211;</strong>. Il primo passo da fare è capire che c’è un grande problema da risolvere: quando si entra in una condizione di sudditanza psicologica e fisica prende il via una spirale negativa che continuerà a svilupparsi finché la donna stessa che subisce soprusi non decide di interromperla. Il Ceav ha tra i suoi obiettivi non solo quello di sostenere la donna nel momento di bisogno, ma anche di costruire una rete di aiuto che coinvolge tutta la comunità, a partire dalle scuole. Recentemente, infatti, abbiamo organizzato laboratori sul conflitto con 550 ragazzi. E’ importante ricordare che il Ceav continua ad aiutare la donna anche dopo l’uscita dalla spirale della violenza, con il progetto la Valigia di Caterina”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5859" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E su questo tema prosegue il consigliere comunale delegato alle pari opportunità <strong>E</strong><strong>verardo</strong> <strong>Dal Maso</strong>: “Fino ad ora abbiamo raccolto 10 mila euro per la Valigia di Caterina, progetto avviato dall’assessorato alla comunità e alle famiglie e dall’ufficio pari opportunità e sostenuto dalla consulta delle politiche di genere. Per incrementare le donazioni continuiamo ad organizzare eventi come concerti, spettacoli teatrali e convegni, oltre ai service offerti da molte associazioni, come avverrà domani sera al Gran caffè Garibaldi in piazza dei Signori con il service offerto da Ladies circle. Il progetto è nato a seguito della scomparsa di Caterina Evangelisti, avvocato impegnata nei casi di violenza alle donne, con l’obiettivo di dare un contributo economico a quelle donne che devono riprendere in mano la propria vita occupandosi da sole di se stesse e dei figli”.</p>
<p>Dal Maso ricorda anche che l’ordine degli avvocati ha messo a disposizione 50 professionisti che offrono consulenze gratuite a chi si rivolge al Ceav.</p>
<p>“Donna chiama donna è in grado di accogliere e affrontare numerosi problemi che affliggono le donne, offrendo un primo aiuto non solo alle donne del territorio ma anche, se necessario, alle donne che provengono da altre regioni. Tra le richieste, per le quali cerchiamo di accompagnare le donne a trovare una soluzione, le più frequenti sono il rapporto con i figli, il lavoro – ha speigato <strong>Laura Zanichelli</strong>, presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna.</p>
<p>“Nel momento in cui riceviamo una denuncia comunichiamo sempre che in città esiste il Centro antiviolenza e diamo le corrette informazioni affinché la vittima vi si possa rivolgere, invitandola a farlo visto che proprio in quella sede potrà ottenere un effettivo e completo supporto – è intervenuto il sostituto commissario della sezione volanti della polizia di stato <strong>Paola Sulis</strong>. Spesso ci troviamo di fronte a emergenze, con la necessità di accompagnare donne e bambini in case rifugio, e grazie alla collaborazione con l’assessorato alla comunità e alle famiglie, riusciamo sempre a dare una risposta, anche se la soluzione non può essere decisiva. Per questo è importante che le donne vittime di violenza contattino il Ceav”.</p>
<p>“Nel 2013 il Parlamento ha emanato il decreto 93 che ha aggravato le pene nell’ambito della violenza alle donne – ha dichiarato la senatrice <strong>Rosanna Filippin</strong> -. Va però migliorata &#8211; anche legislativamente &#8211; l&#8217;opera di prevenzione della violenza e di accompagnamento della donna maltrattata. Come? Con un&#8217;educazione diffusa, con la formazione di tutta la Pubblica Amministrazione, per prime scuola e sanità, in tutto il nostro Paese, con la rete e le strette relazioni fra tutti gli operatori. Il primo compito che la Commissione d&#8217;indagine sul femminicidio, appena istituita in Senato, deve svolgere è quello di raccogliere i dati, i numeri della violenza contro le donne e delle morti per avere il quadro reale. Non esiste infatti un Osservatorio nazionale ufficiale del fenomeno. Il secondo è di raccogliere tutte le informazioni e le buone pratiche che Comuni ed associazioni hanno saputo creare in questi anni per aiutare le donne vittime di violenza. La conoscenza delle loro esperienze consentirà anche di elaborare il protocollo nazionale di intervento contro la violenza per impedire che si arrivi al femminicidio. Per questo la commissione del Senato sta ascoltando tutti gli soggetti coinvolti, tra cui anche gli operatori di Donna chiama Donna. Si riuscirà così a costruire una banca dati nazionale per poter strutturare un’attività di prevenzione e accompagnamento fondamentale per aiutare la donna affinché non rientri nella spirale della violenza”.</p>
<p>Il Centro è finanziato dalla Regione Veneto, dal Comune di Vicenza e dai Comuni del distretto Est dell’ULSS 8 Berica, nonché dal generoso contributo di associazioni, singoli cittadini e fondazioni.</p>
<p>Dall’aprile 2012 il Centro ha risposto a più di <strong>1000</strong> richieste: ad oggi sono infatti 1012 le persone, sia utenti che operatori del territorio, che si sono rivolte al CeAV per chiedere consulenza, orientamento, informazioni o un appuntamento.</p>
<p>Dalla sua apertura, inoltre, il CeAV ha preso in carico <strong>520</strong> situazioni di violenza o maltrattamento, soprattutto da parte del partner (dato in linea con le statistiche nazionali sui maltrattanti). Tra questi casi, <strong>90</strong> sono attualmente ancora aperti.</p>
<p>Si tratta di numeri significativi, soprattutto se si tiene conto che l’ultima indagine Istat sulla violenza di genere in Italia ha messo in rilievo come il numero delle donne vittime di maltrattamenti che si rivolge ai Centri Antiviolenza sia ancora molto basso (4,9%) rispetto alla reale portata del fenomeno.</p>
<p><strong>Provenienza territoriale</strong></p>
<p>La competenza territoriale del CeAV riguarda l’ex Ulss 6, all’interno della quale circa un terzo della popolazione risiede nella città di Vicenza. Ben il 56%, più della metà quindi, delle donne che hanno avuto accesso al CeAv risulta risiedere nel Comune di Vicenza e solo il 41% nei Comuni appartenenti al resto dell&#8217;ex Ulss 6. Il restante 3% è composto da utenti con residenze fuori territorio, ma domiciliati nei Comuni di competenza o in situazioni di emergenza. Questi dati fanno quindi supporre che mentre per la città di Vicenza il Centro Antiviolenza sia ormai un servizio consolidato e riconosciuto, sia dalla cittadinanza che dai servizi, lo è meno in alcuni Comuni della provincia.</p>
<p><strong>Nazionalità</strong></p>
<p>Il 67% dell’utenza del Centro Antiviolenza è di nazionalità italiana, mentre il 33% straniera. Poiché è noto che il fenomeno della violenza di genere è trasversale a cultura e nazionalità, il minor numero di accessi di donne straniere può essere letto come difficoltà da parte di alcune culture afar emergere situazioni di violenza e maltrattamento, e quindi a chiedere aiuto, oppure come scarsa conoscenza del servizio stesso da parte delle comunità straniere.</p>
<p><strong>Condizioni socio-economiche</strong></p>
<p>Più della metà delle donne prese in carico dal Centro Antiviolenza convive con il maltrattante, generalmente il compagno o marito (282 donne su 520). Analogamente, più della metà ha figli minori (295 su 520). Se a questi dati si aggiunge il fatto che quasi il 46% delle donne prese in carico risulta privo di reddito, appare chiara la situazione di fragilità socio-economica a cui una donna può andare incontro se decide di lasciare il maltrattante. Per circa la metà delle donne che si rivolge al CeAV uscire da una situazione di maltrattamento risulta difficile, in quanto richiede risorse, soprattutto economiche, difficilmente raggiungibili. In questo senso l&#8217;iniziativa la <strong>Valigia di Caterina</strong>, promossa dal Comune di Vicenza con numerosi partner per aiutare anche economicamente le donne vittime di violenza una volta uscite dalla rete dei servizi, rappresenta un progetto innovativo, unico nel suo genere.</p>
<p><strong>I casi chiusi</strong></p>
<p>In cinque anni di attività, dei <strong>520</strong> casi presi in carico <strong>430</strong> sono stati chiusi con differenti motivazioni. Per il <strong>38%</strong> i casi sono stati chiusi perché le donne sono uscite dalla situazione di violenza, generalmente attraverso un’effettiva separazione dal maltrattante, sia fisica che psicologica. Per il <strong>30%</strong> si tratta di casi “chiusi d’ufficio” per irreperibilità della donna (non più raggiungibile telefonicamente); per trasferimento (in alcuni casi la donna si trasferisce in altra Provincia, Regione o anche Stato, spesso con un aggancio preventivo ai centri o servizi di quel territorio); per richieste non pertinenti (ricerca di casa, un sostentamento economico, disputa condominiale&#8230;); per semplice consulenza o orientamento. Il <strong>21 %</strong> dei casi è inviato ad altri servizi (tutela minori, consultorio familiare&#8230;): tra questi casi risultano sia donne orientate verso altri servizi in quanto non ritenute vivere situazioni di competenza di un Centro Antiviolenza, sia donne che, dopo aver fatto un percorso all’interno del servizio, vengono indirizzate altrove per il mutare della problematica principale. L’<strong>11%</strong> dei casi, infine, ha rinunciato al percorso di uscita, ovvero ha deciso di interrompere il progetto proposto dal CeAV, scegliendo autonomamente di rimanere all&#8217;interno della relazione o tentando una mediazione o terapia di coppia. Queste donne sono ovviamente libere di rivolgersi nuovamente al Centro nel caso in cui decidano di riprendere il percorso. A questo proposito, sul totale delle 520 persone prese in carico dal CeAV, 30 si sono rivolte nuovamente al Centro dopo un certo periodo di tempo dalla chiusura del caso, perché si sono ritrovate nuovamente in una situazione di violenza o per un orientamento, a dimostrazione del fatto che il servizio rimane un punto di riferimento nel tempo.</p>
<p>In cinque anni di attività, le utenti del CeAv che hanno sporto <strong>denuncia</strong> o in relazione al cui caso vi è stata una denuncia d’ufficio sono state <strong>169</strong>; <strong>35</strong> sono i casi in cui si è dovuti ricorrere ad una misura cautelare per la gravità della situazione (decreto di allontanamento, decreto di divieto di avvicinamento o di dimora). Risultano inoltre <strong>23</strong> condanne (alcune solo in primo grado, altre con sentenza definitiva con patteggiamento del reo), anche se tale dato è da ritenersi incompleto perché in molti casi il percorso al CeAV termina prima della chiusura del procedimento penale.</p>
<p>Durante la mattina al gazebo del CeAv vengono vendute magliette per finanziare le attività dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che svolge anche servizi di educazione all&#8217;affettività nelle scuole e altre iniziative di sensibilizzazione.</p>
<p>Il numero di riferimento nazionale contro la violenza è il 1522.</p>
<p>Il numero del Centro Antiviolenza di Vicenza è 0444230402.</p>
<p>Il Centro si trova in via Torino 11 ed è aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30, il giovedì dalle 9 alle 17.</p>
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		<title>Contro la violenza sulle donne, esposto uno striscione nel Comune di Schio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 16:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Schio]]></category>
		<category><![CDATA[comune schio]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Marigo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata contro la violenza sulle donne, celebrata il 2 giugno, non vuole essere l&#8217;unico momento dedicato ad un tema che, purtroppo, continua a registrare gravi episodi, per questo motivo il Comune di Schio ha voluto alzare la voce e ricordare come l&#8217;impegno per limitare queste situazioni debba essere di tutti i giorni.<span id="more-2436"></span><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/06/violenza-sulle-donne2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2438" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/06/violenza-sulle-donne2-199x300.jpg" alt="violenza sulle donne2" width="199" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/violenza-sulle-donne2-199x300.jpg 199w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/violenza-sulle-donne2-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/violenza-sulle-donne2.jpg 349w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /></a>Non è passato inosservato il lungo striscione esposto sul balcone che si affaccia su Via Pasini, un drappo rosso in adesione all&#8217;iniziativa nazionale del 2 giugno scorso.  Tuttavia l&#8217;amministrazione comunale intende ribadire che le azioni reelative a questa emergenza sociale non devono limitarsi ad una sola giornata, ma verranno trasformate in un impegno quotidiano.<br />
<span style="color: #000080; font-family: Trebuchet MS; font-size: small;">“<em>Anche questo rientra in quei piccoli gesti quotidiani che hanno valore &#8211;</em>dichiara Cristina Marigo Assessore alle Politiche per la Famiglia- <em>e che contribuiscono a ricordare ai cittadini le basi dei comportamenti in una società civile”.</em></span></p>
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		<title>Vicenza: donne vittime di violenza, rinnovo del protocollo d&#8217;intesa per garantire assistenza costante</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2015/12/04/vicenza-donne-vittime-di-violenza-rinnovo-del-protocollo-dintesa-per-garantire-assistenza-costante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 07:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza alle donne]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche durante la chiusura dei servizi sociali comunali e del Centro antiviolenza attraverso il supporto delle forze dell&#8217;ordine e del Comune di Vicenza, sarà garantita assistenza alle donne vittime di violenza. La giunta comunale ha approvato il rinnovo del &#8220;Protocollo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Anche durante la chiusura dei servizi sociali comunali e del Centro antiviolenza attraverso il supporto delle forze dell&#8217;ordine e del Comune di Vicenza, sarà garantita assistenza alle donne vittime di violenza.<span id="more-730"></span></p>
<p align="JUSTIFY">La giunta comunale ha approvato il rinnovo del &#8220;Protocollo di intesa per l’accoglienza, in situazione di emergenza, di donne vittime di violenza&#8221;, che sarà firmato nei prossimi giorni dall’assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, dalla<br />
Questura di Vicenza, rappresentata dal Comando provinciale carabinieri, e dalle strutture che nel territorio gestiscono le case rifugio per donne vittime di violenza: Villaggio Sos onlus e la congregazione delle Suore Orsoline.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Protocollo consentirà alle forze dell&#8217;ordine di provvedere alla protezione delle donne vittime di violenza e dei loro figli, in condizioni di pericolo a causa della violenza da parte del marito, partner o di altri familiari conviventi, anche nelle ore di chiusura dei servizi sociali e del Centro antiviolenza comunale e nelle giornate festive.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;A pochi giorni dalla ricorrenza della giornata contro la violenza alle donne annunciamo il rinnovo di un protocollo d&#8217;intesa, già sperimentato perché attivo dal 2013 e che consente una costante assistenza alle donne vittime di violenza &#8211; ha annunciato l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad evoluzioni importanti dal punto di vista normativo: l&#8217;approvazione di una legge nazionale sul femminicidio e prima ancora una legge regionale che finanzia gli strumenti operativi per il contrasto della violenza come i centri antiviolenza e le case rifugio. Anche il comune di Vicenza ha partecipato al bando regionale che ha consentito di ottenere 36 mila euro per finanziare le case rifugio&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY"><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7630_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7632_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7636_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7631_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7633_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7637_com_zimbra_date"></a> Grazie alla convenzione con le case rifugio è possibile garantire una pronta risposta telefonica alle forze dell&#8217;ordine che si troveranno a fronteggiare situazioni di emergenza attraverso il numero telefonico a disposizione il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14 alle 23, il martedì e giovedì dalle 19 alle 23 e, nei giorni festivi infrasettimanali e il sabato e la domenica dalle 8.30 alle 23.</p>
<p align="JUSTIFY">
&#8220;Il telefono per emergenze è inoltre utilizzato per consulenze, confronti sulle situazioni di emergenza con una frequenza di circa 2 volte al mese &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore Sala -: non tutte le situazioni necessitano, infatti, di interventi di protezione, preferendo consentire alla donna &#8211; dove è possibile &#8211; il ricorso a sistemazioni da parenti e amici e rimandando al giorno successivo la definizione di un percorso di presa in carico e protezione maggiormente strutturato&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Il protocollo, attivato per la prima volta nel 2013 ha consentito di accogliere nelle case rifugio grazie all&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine 5 donne, di cui una con 3 figli, e tre con un figlio ciascuna (per un totale di 6 figli).</p>
<p align="JUSTIFY">Nello stesso periodo, quindi dal 2013, i servizi sociali e il Centro antiviolenza, contattati durante l&#8217;orario di apertura, hanno inserito nelle case rifugio altre 5 donne accompagnate da 5 minori.</p>
<p align="JUSTIFY">L’accoglienza nelle due case case rifugio, fornite di 6-8 posti letto, avverrà per 120 giorni al massimo giorni, garantendo l’anonimato e la segretezza dell’ubicazione. assicurando alla donna e ai figli minori il vitto, l’alloggio, il supporto dell’educatore, dello psicologo/psicoterapeuta e l’eventuale kit per l’accoglienza.</p>
<p><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7415_com_zimbra_date"></a><strong>L’attività del Centro comunale Antiviolenza</strong><strong>: 686 contatti dall&#8217;</strong><strong>aprile </strong><strong>2012. Per il 50% si tratta di casi di maltrattamento del partner.</strong></p>
<p>Il CeAv nasce per volontà dell’amministrazione comunale di Vicenza e di molti enti ed associazioni del territorio per attuare azioni concrete di prevenzione, contrasto della violenza e di autopromozione delle persone che si rivolgono al servizio, nel rispetto del principio delle pari opportunità.</p>
<p>Obiettivo primario è quello di offrire alle vittime di violenza fisica, psicologia, economica e sessuale, un interlocutore unico in grado di accogliere le loro necessità e di attivare interventi su più livelli che le aiutino ad uscire dalla situazione di disagio.</p>
<p>Il CeAv è attivo per offrire un servizio pubblico e gratuito di contatto e di primo accesso, coordinare la rete dei servizi e delle strutture presenti sul territorio, attivare iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione.</p>
<p>Il CeAv è gestito dall&#8217;associazione &#8220;Donna chiama Donna onlus&#8221; con due operatrici appositamente formate e 14 volontarie; inoltre una psicologa dell&#8217;Ulss 6 si occupa dello sportello psicologico.</p>
<p><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7416_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7424_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7417_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7425_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7418_com_zimbra_date"></a><a name="1516bba1993116b9_OBJ_PREFIX_DWT7426_com_zimbra_date"></a> Nel periodo di attività <strong>da</strong><strong> aprile 2012</strong><strong> a</strong><strong> <wbr />settembre 2015</strong> si sono registrati<strong> 686 contatti.</strong> (Fino a settembre 2014 i contatti erano stati 517),</p>
<p>I contatti riguardano richieste di consulenza, di informazioni e di colloqui, sia da parte di potenziali utenti che di operatori del territorio.</p>
<p>359 sono i casi presi in carico in totale, di cui il 66% di nazionalità italiana e il 34% di nazionalità straniera. Sono coinvolti 197 nuclei familiari con minori. Per quanto riguarda l’autonomia economica dei 359 casi presi in carico, 143 risultano senza un reddito al momento dell’accesso al servizio, mentre 216 risultano conviventi con il maltrattante.</p>
<p>I casi che riguardano i residenti all&#8217;interno dell&#8217;Ulss 6 sono 355.</p>
<p>I casi aperti sono attualmente 62.</p>
<p>La maggior parte dei motivi della presa in carico riguarda il maltrattamento da parte del partner (50%), seguono i conflitti con il partner (13%), il maltrattamento da parte di familiari (9%), lo stalking (8%), le consulenze di carattere generale e legale (8%), maltrattamenti da altre persone (5%), problemi dovuti a separazioni, molestie, mobbing, conflitti con i familiari e problemi personali (5%), infine alcuni casi di violenza sessuale (2%).</p>
<p>Il CeAv opera gratuitamente garantendo l&#8217;anonimato: basta telefonare al numero 0444.232402. Si trova in via Torino, 11 ed è aperto il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30 e il giovedì dalle 9 alle 17.</p>
<p>Durante l&#8217;orario di apertura è possibile accedere al centro direttamente o previo contatto telefonico.</p>
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		<title>Anche Monticello Conte Otto contro la violenza sulle donne</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2015/11/24/anche-monticello-conte-otto-contro-la-violenza-sulle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 08:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[carla marcolin]]></category>
		<category><![CDATA[comune monticello conte otto]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[lucia celegato]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco claudio benincà]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito, per il 25 novembre, la Giornata Internazionale  per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne. Il comune di Monticello Conte Otto vuole coinvolgere la cittadinanza per sensibilizzare e combattere un fenomeno in continua crescita.Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito, per il 25 novembre, la Giornata Internazionale  per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne. Il comune di Monticello Conte Otto vuole coinvolgere la cittadinanza per sensibilizzare e combattere un fenomeno in continua crescita.<span id="more-584"></span>Le cifre sono agghiaccianti: una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali, nella maggioranza dei casi da parte del partner o di un familiare (dati Eures). Questa pandemia di violenza può essere fermata, ma non possiamo farlo da soli. Questa è la ragione che ha spinto l&#8217;Amministrazione del Comune di Monticello Conte Otto ad organizzare una serata di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne. Verrà presentato, in Aula Bressan alle ore 20.30, un libro denuncia che racconta la storia di una donna, in modo semplice quanto efficace.  L&#8217;autrice, attraverso il diario di Valeria,  lancia un messaggio di speranza a tutto quel mondo sommerso rappresentato dalle donne che quotidianamente subiscono violenze.<br />
Purtroppo, quando i fatti vengono resi noti è troppo tardi, perchè viene data la notizia di una morte. Ma, prima, si può intervenire? Certo, attraverso la cultura della conoscenza del fenomeno.</p>
<p>Nella foto l’autrice del libro Lucia Celegato con il Sindaco Claudio Benincà e l’Assessore Carla Marcolin.</p>
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