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	<title>welfare &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Occupazione in aumento grazie al welfare. Le cooperative sociali segnano un +28 per cento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 18:33:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da una rilevazione dell’Unione europea delle cooperative fra le realtà associate su tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia al Lazio, in occasione del Consiglio nazionale di Uecoop riunito a Roma con il Presidente Gherardo Colombo durante il quale si è fatto il punto sulle misure in discussione nella manovra di bilancio del Governo anche in relazione agli ultimi dati Istat sul mercato del lavoro che registrano un calo dell’occupazione (-0,2%) nel terzo trimestre 2018 con una diminuzione di 52mila addetti rispetto al trimestre precedente.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’analisi dell’Unione europea delle cooperative il settore che nel 2018 sta tenendo meglio rispetto alla frenata degli occupati quello sociale con appena il 16% delle realtà associate che ha dichiarato di avere diminuito gli addetti a fronte di un 84% che ha invece affermato di averli aumentati o di aver continuato a lavorare con gli stessi dipendenti di prima. Un trend legato alla spesa sociale dei comuni italiani che seppur in diminuzione si attesta sempre su una media di 141 euro per abitante durante l’anno. Il record di investimenti spetta ai comuni del Friuli Venezia Giulia con 346 euro, seguiti dalla Sardegna con 309 e dalle provincie di Bolzano con 275 e Trento con 218 euro. Tenuto conto che il mondo cooperativo socio sanitario segue già 7 milioni di italiani grazie al lavoro di oltre 355mila addetti – afferma Uecoop – la sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza creando un sistema che integri risorse pubbliche e private, formando personale altamente professionalizzato in grado di rispondere al meglio alle richieste del mercato del lavoro e – sottolinea Uecoop &#8211; rilanciando così anche l’occupazione sia nella fascia giovane che in quella degli “anta” che magari ha bisogno di essere ricollocata a seguito di crisi aziendali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“Il tutto all’interno di un sistema di regole e controlli che garantiscano legalità e diritti dei lavoratori in un’evoluzione virtuosa e sostenibile dell’economia e dell’occupazione” sottolinea il Presidente di Uecoop Gherardo Colombo e aggiunge: “Uecoop punta sui valori che contraddistinguono un modello di vera cooperazione in grado di dare un contributo reale alla soluzione dei problemi del Paese: dal lavoro ai migranti, dallo sviluppo economico al welfare. Per un sistema opposto a quello che guarda alla cooperazione come a uno strumento per risparmiare sul costo del lavoro e sulla qualità dei servizi o come a un modo per sfruttare il business delle migrazioni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il mondo delle cooperative in Italia – spiega Uecoop – offre lavoro a più di 1,28 milioni di persone in quasi ogni settore produttivo: dalla logistica alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura all’abbigliamento, dall’informatica all’edilizia, dai trasporti alla vigilanza, dal turismo alle ricerche di mercato. Nel settore dei servizi 1 cooperative su 5 dichiara di aver aumentato il personale nel 2018 mentre il 69% ha tutelato i livelli occupazionali di inizio anno e solo 1 su 10 ha ammesso di aver ridotto di 1/3 gli organici. Nel settore agricolo – spiega Uecoop – sono il 3% ha diminuito il personale mentre 6 cooperative su 10 hanno difeso i livelli occupazionali e il 38% li ha addirittura aumentati.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Luxottica premia i dipendenti con una somma che può raggiungere i 3 mila euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/05/04/luxottica-premia-i-dipendenti-con-una-somma-che-puo-raggiungere-i-3-mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 15:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[In aumento, rispetto allo scorso anno, il premio di risultato messo a disposizione dall&#8217;azienda di Agordo ai propri dipendenti. Si passa da poco più di 2 mila euro a 2.235, con la possibilità di arrivare a 3.000 con i benefit [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In aumento, rispetto allo scorso anno, il premio di risultato messo a disposizione dall&#8217;azienda di Agordo ai propri dipendenti. Si passa da poco più di 2 mila euro a 2.235, con la possibilità di arrivare a 3.000 con i benefit di welfare messi a disposizione dalla proprietà.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Luxottica.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10661" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Luxottica-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Luxottica-300x157.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Luxottica-768x402.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Luxottica.jpg 835w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Un premio di risultato che potrà toccare i 3 mila euro, il più alto di sempre per la <strong>Luxottica</strong>. I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec di <strong>Belluno</strong> esprimono &#8220;grande soddisfazione per l&#8217;esito del premio di risultato Luxottica 2017 frutto della contrattazione integrativa&#8221;.</p>
<p>Il premio di risultato 2017 <strong>considera fattori di calcolo individuali</strong> per incrementarne il valore medio base, pari quest’anno a <strong>2.235 euro</strong> (era 2.042 lo scorso anno), come il livello di assenteismo, l’anzianità aziendale o la presenza nei sabati di flessibilità positiva nelle fabbriche. La determinazione dell’importo finale tiene inoltre conto di due indici, il primo di stabilimento, legato alla realizzazione di progetti sulla sicurezza o sulla qualità; il secondo di sostenibilità, che valorizza comportamenti positivi in termini di risparmio energetico o, ad esempio, di minor consumo di carta negli uffici. Grazie a queste “addizionali”, il premio 2017 può superare il valore lordo di 3.000 euro.</p>
<p><strong>Ogni lavoratore</strong> potrà inoltre valorizzare ulteriormente il premio di risultato scegliendo, a partire già dal mese di maggio, in totale autonomia, di trasformarlo, in tutto o in parte, in <strong>beni e servizi welfare</strong>, beneficiando della totale esenzione da imposizione fiscale previsto dall’attuale normativa. In questo caso i lavoratori potranno accedere a un vero e proprio menù digitale di beni e servizi flessibili, costruito attorno ai rispettivi bisogni individuali e familiari. Il paniere di opportunità, introdotto lo scorso anno e suddiviso negli ambiti previsti dal legislatore (ad esempio spese per l’istruzione, la famiglia o la cultura e il tempo libero), è costantemente aggiornato per rispondere a specifiche richieste dei lavoratori o a novità normative, e comprende quest’anno anche le spese per il trasporto pubblico per sé e per i figli che utilizzano i mezzi per andare a scuola. (Corriere delle Alpi)</p>
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		<title>Benefit aziendali, spiccano buoni alimentari e benzina. Nel 2017 circa 8 mila dipendenti hanno speso un milione e mezzo di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/12/28/benefit-aziendali-spiccano-buoni-alimentari-benzina-nel-2017-circa-8-mila-dipendenti-speso-un-milione-mezzo-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 11:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla chiusura del primo anno solare di Welfaremeet.it, il portale di Confindustria Vicenza per la strutturazione di piani di welfare aziendale offerto gratuitamente alle aziende associate ma aperto alle imprese di tutta Italia, si vede una trasformazione nelle preferenze da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla chiusura del primo anno solare di Welfaremeet.it, il portale di Confindustria Vicenza per la strutturazione di piani di welfare aziendale offerto gratuitamente alle aziende associate ma aperto alle<br />
imprese di tutta Italia, si vede una trasformazione nelle preferenze da parte dei quasi 8.000 lavoratori che usufruiscono del servizio.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Ticket-restaurant.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8886" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Ticket-restaurant-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Ticket-restaurant-300x168.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Ticket-restaurant.jpg 447w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Lo dimostrano i dati emersi dal campione triveneto analizzato dall&#8217;Ufficio Studi di Confindustria che ha svolto un&#8217;indagine sulle preferenze dei lavoratori prendendo in considerazione il valore, in euro, di movimentato per le diverse categorie di benefit che in totale superano di slancio il milione e mezzo di euro.<br />
Di gran lunga, la <strong>prima scelta</strong> rimane quella dei <strong>buoni benzina</strong> con il 28,8% delle preferenze (+0,4% rispetto a giugno 2017).<br />
Prendono quota, poi, i<strong> buoni alimentari</strong>, che oggi rappresentano ben il 18,5% del valore dei <strong>benefit</strong> scelti dai lavoratori delle aziende aderenti a Welfaremeet (a giugno scorso era il 16%), diventando così<br />
la seconda scelta in assoluto sul portale di Confindustria Vicenza.</p>
<p>&#8220;<em>Sono<strong> benefit</strong> riguardanti spese ricorrenti e di utilizzo immediato, non sorprende che rappresentino quasi la metà delle scelte dei lavoratori</em> &#8211; afferma Carlo Frighetto, Responsabile dell&#8217;Area Lavoro,<br />
Previdenza ed Education di Confindustria Vicenza &#8211;<em> tanto più che, grazie alla nuova legislazione e agli sgravi, questi buoni vanno fondamentalmente ad alzare il potere d&#8217;acquisto di chi li utilizza&#8221;.</em></p>
<p>Rispetto al periodo dell&#8217;ultima rilevazione, cala invece, in termini percentuali, la previdenza complementare che sei mesi fa fu scelta per il 20,1% del valore complessivo dei <strong>benefit</strong>, risultando quindi il secondo più sfruttato, mentre ora è sceso al 15,2%. Rimane pur sempre una scelta importante, la terza in valore assoluto, tenendo conto che negli ultimi sei mesi è aumentata la scelta di benefit a<br />
disposizione nel portale. Stesso trend si registra per quella che era la terza scelta, i rimborsi di spese destinate a istruzione e ad assistenza a familiari, anziani e non autosufficienti, che dal 16,6% delle preferenze scende a 11,8%.</p>
<p>A completare il paniere di benefit scelti su Welfaremeet.it ci sono i buoni per il <strong>servizio mensa</strong> (7%), il <strong>cinema</strong> (4,1%), i <strong>pacchetti viaggio</strong> (3,4%), le <strong>attività sportive</strong> (2,7%), i buoni pasto (2,1%) e i<br />
<strong>pacchetti sanitari</strong> (1,7%).</p>
<p>&#8220;<em>Il fatto che ci sia una crescente richiesta sui benefit è un segnale chiaro di come il welfare sia entrato nella cultura aziendale delle imprese che hanno scelto il nostro portale</em> &#8211; spiega Laura Dalla Vecchia, Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle Relazioni Industriali -. <em>Questo è sicuramente un bene, da una parte perché così i lavoratori possono godere di un potere d&#8217;acquisto maggiore rispetto al passato e poi perché sempre più il welfare aziendale viene inserito nei rinnovi di contatto collettivo nazionale o aziendale&#8221;.</em></p>
<p>Antesignano di questa prospettiva, a livello nazionale, è stato il contatto collettivo nazionale dell&#8217;industria metalmeccanica che ha previsto, nel 2017, l&#8217;inserimento obbligatorio di un <strong>pacchetto welfare minimo di 100 euro</strong> che diventerà di<strong> 150 euro nel 2018</strong> e <strong>200 nel 2019</strong>. A stretto giro sta seguendo anche il comparto orafo il cui contratto nazionale prevede l&#8217;inserimento obbligatorio del welfare aziendale, del valore di 100 euro, a partire dal gennaio dell&#8217;anno che sta per cominciare.</p>
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