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	<title>canada &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Ceta, il Governo dice no al trattato di libero scambio con il Canada</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/18/ceta-il-governo-dice-no-al-trattato-di-libero-scambio-con-il-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 09:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia non ratificherà il Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia non ratificherà il <strong>Ceta</strong>, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi membri dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Agricoltura Gian Marco Centinaio ha annunciato che l&#8217;Italia non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada poiché: &#8220;Tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</p>
<p>Centinaio ha infatti dichiarato a La Stampa: <cite>&#8220;Non ratificheremo il trattato di libero scambio con il Canada perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</cite> &#8211; aggiungendo, dopo essere stato incalzato sul fatto che il Ceta premierebbe l&#8217;esportazione dei prodotti italiani &#8211; <cite>&#8220;Noi andiamo avanti lo stesso. Chiederemo al Parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta, del resto è tutto previsto nel contratto di governo. E comunque non si tratta solo di una posizione dei sovranisti della Lega ma i dubbi su questo accordo sono comuni a tanti miei colleghi europei&#8221;</cite>.</p>
<p>Soddisfazione e un grande sospiro di sollievo giungono da Coldiretti dopo essersi battuta a fianco dei propri agricoltori contro un trattato sempre dichiarato ingiusto.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Il NO del Governo italiano al trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) – spiega Martino Cerantola presidente regionale Coldiretti Veneto – è un atto di fiducia verso le quasi 300 amministrazioni comunali insieme a molti Consorzi di Tutela che in Veneto si sono espressi con delibere e posizioni in contrapposizione a questa intesa internazionale ritenuta pericoloso per l’Italia. Si tratta di una vera rivolta popolare  che conta già un cartello di <strong>15 regioni, 18 province, 2500 comuni e 90 enti</strong> delle produzioni a denominazioni di origine”. Nell’esprimere soddisfazione per le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, Cerantola è certo che nella figura del Sottosegretario Franco Manzato, già assessore di comparto, troverà l’appoggio necessario per affrontare questa vicenda con l’impegno che lo ha sempre contraddistinto nell’operato.</p>
<p style="font-weight: 400;">“E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio – conclude Cerantola- senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. All’estero, sono falsi più di due prodotti alimentari di tipo italiano su tre e le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero più che triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, con l’Italia che ha raggiunto nel 2017 il <strong>record dell’export agroalimentare</strong> con un valore di <strong>41,03 miliardi</strong>”.</p>
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		<title>Agricoltori contro il CETA, anche la città di Jesolo in difesa dei propri produttori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/12/17/agricoltori-ceta-anche-la-citta-jesolo-difesa-dei-propri-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 10:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua a tenere banco il tema CETA. Agricoltori e produttori sul piede di guerra contro un accordo che non soddisfa nessuno. Da una parte chi si impegna quotidianamente per mettere in commercio prodotti di alta qualità, dall&#8217;altra le associazioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a tenere banco il tema<strong> CETA</strong>. Agricoltori e produttori sul piede di guerra contro un accordo che non soddisfa nessuno. Da una parte chi si impegna quotidianamente per mettere in commercio prodotti di alta qualità, dall&#8217;altra le associazioni di categoria che cercano di mediare con il Governo, che però, ha già ceduto in buona parte all&#8217;accordo di libero scambio con il Canada.</p>
<p>Anche l&#8217;amministrazione <strong>Jesolo</strong> si dimostra vicina ai propri agricoltori con l’approvazione, nelle scorse settimane, di un ordine del giorno proposto dall’assessore all’Agricoltura Otello Bergamo. La deliberazione del Consiglio si prefigge l’obiettivo di sostenere e aderire alla campagna promossa dalla Confederazione Nazionale Coldiretti “per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal <strong>CETA</strong>”.</p>
<p>Si tratta di una presa di posizione contro il “<strong>Comprehensive Economic and Trade Agreement</strong>” (Accordo economico e commerciale globale) siglato tra la <strong>Comunità Economica Europea</strong> ed il Canada ed entrato <strong>in vigore</strong> nelle sue parti fondamentali nel settembre scorso.</p>
<p>L’accordo di libero scambio, che punta a creare un mercato unico transatlantico <strong>tra Canada ed Unione Europea</strong>, prevede ad esempio l’abbattimento di oltre il<strong> 90% delle tariffe doganali</strong> attualmente in vigore tra le due realtà, rendendo più competitivi sotto il profilo dei prezzi i prodotti di importazione ma con scarsi standard qualitativi e di sicurezza. Attua inoltre una semplificazione del sistema di regole di produzione, di protezione della qualità e dell’ambiente vigente a livello comunitario e nazionale. Sul fronte dell’<strong>export agroalimentare</strong>, limita a 41 il riconoscimento di prodotti di indicazione geografica, a fronte di 288 Dop ed Igp registrate, con la rinuncia al riconoscimento dei restanti 247, con<strong> gravi conseguenze</strong> sul <strong>“Made in Italy</strong>”.<br />
Queste, assieme ad altre criticità evidenziate da Coldiretti, hanno spinto l’amministrazione cittadina ad una presa di posizione contro l’accordo di libero scambio, a tutela degli interessi di cittadini ed imprese agricole del territorio e sollecitando al tempo stesso Governo e Parlamento ad arrestare il processo di ratifica dell’accordo stesso.</p>
<p>“<em>Sì alla salvaguardia dei nostri agricoltori</em> &#8211; ha commentato l’assessore all’Agricoltura, Otello Bergamo -.<em> E’ questo il leitmotiv di una delibera con cui abbiamo deciso di mandare un segnale politico al Governo nazionale per la tutela della salute dei cittadini. Noi siamo per un’alimentazione sana e per il chilometro zero, in antitesi alla scelta dell’Unione Europea di dare respiro alle grandi multinazionali dell’agroalimentare che hanno in testa solo il profitto”.</em></p>
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		<title>CETA, 294 comuni veneti dicono no al trattato di scambio UE-Canada</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2017/09/22/ceta-294-comuni-veneti-dicono-al-trattato-scambio-ue-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 20:38:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[#Stop Ceta]]></category>
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					<description><![CDATA[Al no espresso dalla Giunta e Consiglio del Veneto si aggiungono le posizioni contrarie all’accordo Ceta di ben 294 amministrazioni comunali. Infatti più della metà dei comuni veneti ha sancito con delibere che questo trattato economico commerciale globale tra Unione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al no espresso dalla Giunta e <strong>Consiglio del Veneto</strong> si aggiungono le posizioni contrarie all’accordo <strong>Ceta</strong> di ben 294 amministrazioni comunali. Infatti più della metà dei <strong>comuni veneti</strong> ha sancito con delibere che questo trattato economico commerciale globale tra <strong>Unione Europea</strong> e il <strong>Canada</strong> non favorisce affatto l’identità del <strong>Made in Italy</strong>.</p>
<p>Lo afferma Coldiretti in occasione dell’applicazione provvisoria dell’intesa ormai votata a Bruxelles ma che ancora attende la ratifica dell’Italia. La vicenda, che vede impegnata Coldiretti in una mobilitazione costante condivisa da uno schieramento inedito con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, evidenzia la <strong>svendita dei marchi storici</strong> del patrimonio agroalimentare sul mercato canadese e soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di <strong>291 denominazioni italiane</strong> riconosciute, ben <strong>250 non godono di alcuna tutela</strong> come ha denunciato la maggioranza dei <strong>Consorzi di tutela</strong>.</p>
<p>Per il Veneto risultano protetti appena <strong>11 prodotti Dop/Igp su 36</strong>.</p>
<p>“<em>Offriamo un <strong>mercato da oltre 700 milioni</strong> di consumatori contro uno di <strong>appena 36 milioni</strong></em> – commenta il direttore regionale Pietro Piccioni – <em>e in più abbattiamo le barriere sulla sicurezza alimentare perché il <strong>Ceta</strong> uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. Inoltre, peserebbe anche l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero. Coldiretti non fermerà l’operazione di sensibilizzazione sul tema, è a rischio il lavoro di migliaia di aziende agricole che rispettano le regole e i disciplinari per sostenere la qualità ineguagliabile delle tipicità del territorio”.</em></p>
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		<title>Guarda (AMP) e Azzalin (PD): “Sul Ceta necessaria un’intesa maggiore con il mondo agricolo”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/07/30/guarda-amp-azzalin-pd-sul-ceta-necessaria-unintesa-maggiore-mondo-agricolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2017 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua a tenere banco il caso Ceta, l&#8217;accordo bilaterale che la Comunità Europea vuole stringere con il Canada per l&#8217;esportazione di prodotti tipici, valore aggiunto nell&#8217;economia del nostro paese. Ne abbiamo già parlato, quando Coldiretti oltre ad opporsi, scoprì un [&#8230;]]]></description>
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<p>Continua a tenere banco il caso Ceta, l&#8217;accordo bilaterale che la Comunità Europea vuole stringere con il Canada per l&#8217;esportazione di prodotti tipici, valore aggiunto nell&#8217;economia del nostro paese. Ne abbiamo già parlato, quando Coldiretti oltre ad opporsi, scoprì un falso Made in Italy (<a href="https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/09/ceta-coldiretti-veneto-lasiago-gia-canadese/">leggi qui</a>).</p>
<p>Ad intervenire sulla questione sono, ora, i consiglieri regionali Cristina Guarda e Graziano Azzalin, che chiedono chiarezza e responsabilità a tutela di chi produce beni di alta qualità.</p>
<div id="attachment_6485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6485" class="wp-image-6485 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda-300x171.png" alt="" width="300" height="171" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda-300x171.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda.png 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6485" class="wp-caption-text"><em>Cristina Guarda</em></p></div>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">“<b>Occorreva trovare un’intesa più ampia con il mondo agricolo e bisognava impegnarsi maggiormente in questa direzione. Arrivare a un accordo con una divisione delle associazioni di categoria non è certo un fatto positivo</b>”. I consiglieri Cristina Guarda (AMP) e Graziano Azzalin (Partito Democratico) hanno così commentato il voto a favore della risoluzione con cui si chiede la sospensione dell’approvazione del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) firmato dall’Unione Europea con il Canada.<u></u><u></u></p>
<div id="attachment_6543" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6543" class="wp-image-6543 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-218x300.jpg 218w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-163x225.jpg 163w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1.jpg 508w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></a><p id="caption-attachment-6543" class="wp-caption-text"><em>Graziano Azzalin</em></p></div>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">“<b>L’accordo tutela ancora un numero troppo ristretto di Doc e Igt del nostro territorio. Per quel che ci riguarda, essendo le produzioni tipiche un valore aggiunto per il nostro territorio e con un potenziale economico in crescita ed espansione, crediamo che l’intesa possa rappresentare un’opportunità per tante aziende che continuano a investire su questo. Ma c’è ancora molto da lavorare per migliorarla</b>”.<u></u><u></u></p>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">Un miglioramento auspicabile, aggiungono, poiché “<b>il Ceta può aprire un’era importante per l’Europa e soprattutto per le produzioni italiane di qualità, quelle con identificazione geografica. Il loro riconoscimento consentirà nuove opportunità ad oggi non sfruttate dalla Comunità europea e dalla sua agricoltura. Tuttavia è necessario sciogliere diversi nodi, in modo che un’opportunità non si trasformi in un accordo capestro</b>”.</p>
</div>
</div>
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		<title>Ceta, Coldiretti Veneto: l&#8217;Asiago è già canadese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/09/ceta-coldiretti-veneto-lasiago-gia-canadese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2017 08:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è servito l&#8217;impegno delle associazioni di categoria per evitare un accordo che nessuno voleva. Era intervenuto anche Luca Zaia (leggi qui) in difesa dei prodotti tipici del Veneto. Coldiretti Veneto ha scoperto delle imitazioni e alza la voce con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è servito l&#8217;impegno delle associazioni di categoria per evitare un accordo che nessuno voleva. Era intervenuto anche Luca Zaia (<a href="https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/05/ceta-no-zaia-tutti-produttori-contrari-governo-li-ascolti/">leggi qui</a>) in difesa dei prodotti tipici del Veneto. Coldiretti Veneto ha scoperto delle imitazioni e alza la voce con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare le istituzioni.</p>
<p><strong><u>L’Asiago è già canadese.</u></strong> Lo rivela Coldiretti Veneto che  in occasione della manifestazione “<strong>#Stop Ceta</strong>” in <strong>Piazza Montecitorio</strong> a Roma lo ha scovato ed esposto tra i prodotti del “<strong>maxi pacco</strong>” dono del <strong>falso Made in Italy</strong> con le imitazioni delle specialità nazionali piu’ prestigiose. “Per la prima volta nella storia – spiega Martino Cerantola alla guida della delegazione veneta &#8211; l’<strong>Unione Europea</strong> legittima in un trattato internazionale la <strong>pirateria alimentare</strong> a danno dei prodotti<strong> Made in Italy</strong> piu’ prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle <strong>imitazioni</strong> che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dal nostro <strong>Asiago</strong> alla <strong>Fontina</strong> dal<strong> Gorgonzola</strong> ai <strong>Prosciutti di Parma e San Daniele</strong>”.</p>
<p>L’iniziativa è condivisa con un&#8217;inedita ed importante alleanza con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che chiedono di fermare un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia. La svendita dei marchi storici del patrimonio agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Per denunciare il fattaccio è stato esibito per la prima volta su un banco della Coldiretti il cesto degli orrori  con formaggi e salumi, realizzati già in Canada e che il paese nordamericano sarà di fatto autorizzato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato. Nel cesto della Coldiretti tra i vari prodotti ci sono oltre l’Asiago, Romano, Montasio, pecorino friulano, romanello, scamorze, Crotonese, Fontina, provoloncino friulano salami, cacciatore salami, veneto salami, mortadella Italia salami, prosciuttino Italia salami, soppressata salami Italia, Siciliano italian style salami, Toscano italian style salami, Napoli italian style salami e San Daniele prosciutto tutti rigorosamente prodotti in Canada. Ma nessun limite è previsto nell’intesa neppure per i wine kit che promettono di produrre in poche settimane le etichette più famose dei vini italiani, dal Chianti al Valpolicella, dal Barolo al Verdicchio che il Canada produce ed esporta in grandi quantità in tutto il mondo.</p>
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		<item>
		<title>Ceta, no di Zaia: &#8220;Tutti i produttori sono contrari, il Governo li ascolti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/07/05/ceta-no-zaia-tutti-produttori-contrari-governo-li-ascolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 14:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Regione Veneto è ufficialmente contraria al trattato di libero scambio con il Canada: i nostri produttori non vogliono questo accordo”. Lo ha ribadito il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi a Roma alla manifestazione della Coldiretti, davanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Regione Veneto è ufficialmente contraria al trattato di libero scambio con il Canada: i nostri produttori non vogliono questo accordo”. Lo ha ribadito il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi a Roma alla manifestazione della Coldiretti, davanti a Montecitorio.</p>
<p>“Questa sembra la storia della banda Bassotti, tornano sempre loro. I fautori dell’accordo Ue-Canada sono quelli che in Europa hanno fatto le battaglie per far sì i fondi comunitari non vengano dati agli agricoltori veri, ma a coloro che non vivono di agricoltura. Sono gli stessi che al tavolo delle trattative sostenevano che gli Ogm sarebbero stati la salvezza dell’agricoltura. Noi invece, insieme ai nostri produttori, diciamo no agli Ogm, così come diciamo no all’accordo Ceta, che nega l’identità produttiva delle nostre regioni”.</p>
<p>Per il presidente del Veneto, ex ministro dell’agricoltura, l’Italia deve dire ‘no’ al Ceta e rivedere l’accordo di libero scambio alla luce del peso commerciale dell’export italiano oltre Atlantico. “Il Canada per l’Europa rappresenta il 12° paese per le esportazioni, ha ricordato Zaia, “noi per loro, invece, siamo il secondo paese”.</p>
<p>“Se in Europa, a febbraio, hanno votato sì a questo trattato, l’Italia non può e non deve ratificarlo – ha esortato il governatore del veneto, suscitando gli applausi del ‘popolo’ della Coldiretti &#8211; perché non possiamo accettare che, su 291 denominazioni di origine, solo 41 siano tutelate. E’ una questione di rispetto per i nostri agricoltori, per il loro lavoro per la nostra identità e per la sicurezza alimentare”.</p>
<p>“Leggendo questo accordo e i suoi allegati – ha proseguito Zaia &#8211; si scopre che si prevede non solo l’abbattimento pressoché totale dei dazi e delle norme di tutela e qualità, ma anche che potranno liberamente essere commercializzati prodotti simili al nostro ‘Asiago’ o ‘Gorgonzola’, con la semplice dizione ‘tipo’ o ‘simil’. Ma allora, che ne è di tutta la nostra battaglia contro l’italian sounding, il falso ‘Parmesan’ e i rischi di contraffazione? Un paese che ha dignità, difende i propri confini e i propri prodotti”.</p>
<p>“Un paese che vanta 4.500 prodotti tipici, “frutto del lavoro e della creatività dei nostri agricoltori”, deve lanciare questa sfida al governo nazionale e imporgli di non firmare”, ha scandito Zaia, prendendo le difese dei produttori di una regione che produce 351 prodotti a denominazione d’origine, e dove l’agricoltura è uno dei settori trainanti dell’export ‘tricolore’, con 6 miliardi di fatturato e 160 mila imprese agricole.</p>
<p>“Dobbiamo lanciare questa sfida – ha avvertito il presidente del Veneto &#8211; Un governo che non è stato eletto direttamente dai cittadini e che è prossimo alla scadenza elettorale, non può prendersi la responsabilità di dire sì a un accordo penalizzante come questo. Se la maggior parte dei produttori italiani dice ‘no’, il governo dovrà rispettare la loro indicazione e non può ratificare questa intesa, che &#8211; oltre ad abbattere dazi e regole &#8211; abbatte la sicurezza alimentare. Ricordo che in Canada si utilizzano presidi fitosanitari e antiparassitari, tipo il glifosate, che in Italia sono vietati”.</p>
<p>“Questa è la madre di tutte le battaglie – ha concluso Zaia – Di questo passo andremo a importare da paesi, come il Giappone, il Vietnam o il Nord Africa, che utilizzano ancora il Ddt nelle loro produzioni, alla faccia del diritto alla salute dei cittadini!”.</p>
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		<title>Coldiretti Veneto dice no all&#8217;accordo di libero scambio con il Canada</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/03/coldiretti-veneto-dice-no-allaccordo-libero-scambio-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 10:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[barriere alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dello Sviluppo Economico]]></category>
		<category><![CDATA[scambi commerciali]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;erano tanti dubbi legati ad un possibile accordo di libero scambio tra Comunità Europea e Canada (leggi qui) a causa di una serie di punti che avrebbero sfavorito le imprese di casa nostra. Coldiretti Veneto dice no all’accordo di libero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;erano tanti dubbi legati ad un possibile accordo di libero scambio tra Comunità Europea e Canada (<a href="https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/06/21/accordo-ue-canada-troppe-criticita-serve-ampio-dibattito-della-ratifica/">leggi qui</a>) a causa di una serie di punti che avrebbero sfavorito le imprese di casa nostra.</p>
<p>Coldiretti Veneto dice no all’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada. ”Ci rimettiamo in ogni senso  &#8211; ha detto Pietro Piccioni direttore regionale – durante l’incontro organizzato da Realtà Veneta sul tema &#8211; offriamo un mercato da oltre <strong>700 milioni</strong> di consumatori contro uno di appena <strong>36 milioni</strong> e in più abbattiamo le <strong>barriere alimentari</strong>.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/scambi-commerciali-canada-ue3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-6187" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/scambi-commerciali-canada-ue3-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/scambi-commerciali-canada-ue3-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/scambi-commerciali-canada-ue3-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/scambi-commerciali-canada-ue3.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Davanti ad una platea di quasi <strong>200 cittadini</strong> si sono confrontati imprenditori, rappresentanti di forze sociali e politici dopo aver ascoltato la dettagliata relazione della dottoressa Maria Teresa Bastiani direttore generale della Politica Commerciale Internazionale per il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong>. Il sospetto è che la pirateria alimentare venga legalizzata dando via libera alle imitazioni al <strong>Made in Italy</strong>. Inoltre con l’opzione dazio zero è assicurato l’ingresso in Italia di grano duro trattato con il <strong>glifosato,</strong> addirittura transgenico,  insieme a ingenti quantitativi di carne trattata con gli ormoni.</p>
<p>L’intesa commerciale  che il <strong>Senato italiano</strong> dovrebbe sottoporre a ratifica secondo Coldiretti avrà impatto devastante sulle coltivazioni di cereali in Italia con il rischio desertificazione di intere aree del Paese e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani oltre che un rischio per i consumatori.</p>
<p>“<em>I cittadini devono sapere quello che sta succedendo</em> – ha spiegato Clodovaldo Ruffato promotore dell’evento con Sandro Benato presidente di Realtà Veneta –<em> a loro era soprattutto indirizzato l’evento, il quarto organizzato a livello nazionale sull’argomento. La fretta di votare, la scarsità di informazioni, il dibattito silenzioso ci autorizza a pensare che qualcosa sta capitando sopra le nostre teste, per questo come associazione abbiamo voluto spiegare in maniera equilibrata i contenuti inserendo anche le parti critiche”</em>.</p>
<p>“<em>Serve una valutazione ponderata e approfondita del testo che conta migliaia di pagine</em>  – ha incalzato Piccioni &#8211;  <em>soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato.  Ad aumentare la preoccupazione anche il fatto che il governo canadese si è già mosso per sollevare questioni di compatibilità del trattato con il decreto di indicazione obbligatoria dell’origine della pasta che l’Italia ha depositato a Bruxelles. Questione che urta la scelta imprenditoriale praticata da Pierantonio Sgambaro ormai da anni quando il suo pastificio in tempi non sospetti ha intrapreso la via della rintracciabilità. A rischio, dunque è lo stesso principio di precauzione</em> – ha sottolineato &#8211;  <em>visto che la legislazione canadese ammette l’utilizzo di prodotti chimici vietati in Europa. Animatore dell’incontro anche un impavido vice presidente di Federconsumatori Paolo Ormesi concentrato sugli aspetti legali a maglie larghe che non tutelano a sufficienza le produzioni non previste dagli elenchi ufficiali. Secondo il dossier di Coldiretti  delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori (un esempio è il parmesan) e alla possibilità di usare le espressioni “tipo; stile o imitazione”</em>.</p>
<p>Ad esprimere il loro posizionamento erano presenti  i deputati Roberto Caon,  Domenico Menorello ed Emanuele Prataviera, con  i Senatori Mario Dalla Tor gli stessi che dovranno votare a favore o contro a giorni.</p>
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		<title>Accordo UE-Canada: troppe criticità,  serve ampio dibattito prima della ratifica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2017/06/21/accordo-ue-canada-troppe-criticita-serve-ampio-dibattito-della-ratifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 12:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[accordo bilaterale]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[piero grasso]]></category>
		<category><![CDATA[scambi commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[Rappresentanti del mondo sindacale, della società civile e delle realtà produttive hanno incontrano il presidente Pietro Grasso, che condivide l’appello ad approfondire l’esame sul CETA. Chiesto il rinvio del voto. “Analizzare più a fondo i potenziali effetti del trattato sull’ordinamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rappresentanti del mondo sindacale, della società civile e delle realtà produttive hanno incontrano il presidente Pietro Grasso, che condivide l’appello ad approfondire l’esame sul <a href="http://bit.ly/2sPpRS3">CETA</a>. Chiesto il rinvio del voto.</em></p>
<p><strong>“Analizzare più a fondo i potenziali effetti del trattato</strong> sull’ordinamento democratico, l&#8217;uguaglianza di fronte alla legge, l’occupazione, il settore agricolo e agroalimentare, i diritti dei consumatori e dei lavoratori, il settore dei servizi, il principio di precauzione, la salute e l’ambiente”. E’ quanto hanno precisato numerose realtà della società civile, del mondo sindacale, produttivo e dell’ambientalismo al <strong>Presidente del Senato, Piero Grasso, manifestando apertamente le diffuse preoccupazioni sugli impatti economici e sociali del CETA</strong> (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada che il Senato italiano dovrebbe sottoporre a ratifica il 22 giugno.</p>
<p>All’incontro hanno partecipato <strong>il Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso, il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, la Presidente di Legambiente Rossella Muroni, il Presidente di Adusbef Elio Lannutti, il Vice presidente di Federconsumatori Emilio Viafora, il Presidente del Movimento Consumatori Alessandro Mostaccio, la Vice Presidente di Fairwatch Monica Di Sisto e la Responsabile Agricoltura di Greenpeace Federica Ferrario</strong>.</p>
<p><strong>In particolare, è stata evidenziata l&#8217;opportunità di attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale francese</strong>, alle prese con un ricorso firmato da 106 Parlamentari, sui possibili vizi di incostituzionalità dell’accordo, che potrebbe minare l’esercizio della sovranità nazionale, violare il principio di precauzione, l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici e il principio di uguaglianza davanti alla legge. Non solo, ma <strong>l’urgenza di un voto di ratifica tanto ravvicinato viene a cadere di fronte al fatto che in Canada nulla verrà deciso fino al prossimo autunno</strong>. L’assemblea legislativa del Quebec, infatti, ha terminato le sue sessioni deliberative e non tornerà a riunirsi prima di settembre. Per questa ragione, rimane incompiuta l’approvazione della legge sull’implementazione provvisoria del CETA, che dunque non potrà entrare completamente in vigore per i prossimi tre mesi.</p>
<p>Il Senato dovrebbe accogliere le raccomandazioni del Presidente Pietro Grasso e rinviare il voto sul CETA – auspicano <strong>CGIL, Coldiretti, Legambiente, Adusbef, Movimento Consumatori, Federconsumatori, Fairwatch, Greenpeace, Slow Food, Arci, e Acli Terra</strong> che stanno organizzando su tutto il territorio una campagna di sensibilizzazione rivolta anche a tutti i cittadini.</p>
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