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	<title>#Stop Ceta &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>CETA, 294 comuni veneti dicono no al trattato di scambio UE-Canada</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2017/09/22/ceta-294-comuni-veneti-dicono-al-trattato-scambio-ue-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 20:38:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[#Stop Ceta]]></category>
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		<category><![CDATA[Ceta]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[Al no espresso dalla Giunta e Consiglio del Veneto si aggiungono le posizioni contrarie all’accordo Ceta di ben 294 amministrazioni comunali. Infatti più della metà dei comuni veneti ha sancito con delibere che questo trattato economico commerciale globale tra Unione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al no espresso dalla Giunta e <strong>Consiglio del Veneto</strong> si aggiungono le posizioni contrarie all’accordo <strong>Ceta</strong> di ben 294 amministrazioni comunali. Infatti più della metà dei <strong>comuni veneti</strong> ha sancito con delibere che questo trattato economico commerciale globale tra <strong>Unione Europea</strong> e il <strong>Canada</strong> non favorisce affatto l’identità del <strong>Made in Italy</strong>.</p>
<p>Lo afferma Coldiretti in occasione dell’applicazione provvisoria dell’intesa ormai votata a Bruxelles ma che ancora attende la ratifica dell’Italia. La vicenda, che vede impegnata Coldiretti in una mobilitazione costante condivisa da uno schieramento inedito con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, evidenzia la <strong>svendita dei marchi storici</strong> del patrimonio agroalimentare sul mercato canadese e soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di <strong>291 denominazioni italiane</strong> riconosciute, ben <strong>250 non godono di alcuna tutela</strong> come ha denunciato la maggioranza dei <strong>Consorzi di tutela</strong>.</p>
<p>Per il Veneto risultano protetti appena <strong>11 prodotti Dop/Igp su 36</strong>.</p>
<p>“<em>Offriamo un <strong>mercato da oltre 700 milioni</strong> di consumatori contro uno di <strong>appena 36 milioni</strong></em> – commenta il direttore regionale Pietro Piccioni – <em>e in più abbattiamo le barriere sulla sicurezza alimentare perché il <strong>Ceta</strong> uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. Inoltre, peserebbe anche l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero. Coldiretti non fermerà l’operazione di sensibilizzazione sul tema, è a rischio il lavoro di migliaia di aziende agricole che rispettano le regole e i disciplinari per sostenere la qualità ineguagliabile delle tipicità del territorio”.</em></p>
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		<title>Guarda (AMP) e Azzalin (PD): “Sul Ceta necessaria un’intesa maggiore con il mondo agricolo”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/07/30/guarda-amp-azzalin-pd-sul-ceta-necessaria-unintesa-maggiore-mondo-agricolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2017 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[comunità europea]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua a tenere banco il caso Ceta, l&#8217;accordo bilaterale che la Comunità Europea vuole stringere con il Canada per l&#8217;esportazione di prodotti tipici, valore aggiunto nell&#8217;economia del nostro paese. Ne abbiamo già parlato, quando Coldiretti oltre ad opporsi, scoprì un [&#8230;]]]></description>
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<p>Continua a tenere banco il caso Ceta, l&#8217;accordo bilaterale che la Comunità Europea vuole stringere con il Canada per l&#8217;esportazione di prodotti tipici, valore aggiunto nell&#8217;economia del nostro paese. Ne abbiamo già parlato, quando Coldiretti oltre ad opporsi, scoprì un falso Made in Italy (<a href="https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/09/ceta-coldiretti-veneto-lasiago-gia-canadese/">leggi qui</a>).</p>
<p>Ad intervenire sulla questione sono, ora, i consiglieri regionali Cristina Guarda e Graziano Azzalin, che chiedono chiarezza e responsabilità a tutela di chi produce beni di alta qualità.</p>
<div id="attachment_6485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6485" class="wp-image-6485 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda-300x171.png" alt="" width="300" height="171" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda-300x171.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Crisitna-Guarda.png 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6485" class="wp-caption-text"><em>Cristina Guarda</em></p></div>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">“<b>Occorreva trovare un’intesa più ampia con il mondo agricolo e bisognava impegnarsi maggiormente in questa direzione. Arrivare a un accordo con una divisione delle associazioni di categoria non è certo un fatto positivo</b>”. I consiglieri Cristina Guarda (AMP) e Graziano Azzalin (Partito Democratico) hanno così commentato il voto a favore della risoluzione con cui si chiede la sospensione dell’approvazione del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) firmato dall’Unione Europea con il Canada.<u></u><u></u></p>
<div id="attachment_6543" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6543" class="wp-image-6543 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-218x300.jpg 218w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1-163x225.jpg 163w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Azzalin_Graziano1.jpg 508w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></a><p id="caption-attachment-6543" class="wp-caption-text"><em>Graziano Azzalin</em></p></div>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">“<b>L’accordo tutela ancora un numero troppo ristretto di Doc e Igt del nostro territorio. Per quel che ci riguarda, essendo le produzioni tipiche un valore aggiunto per il nostro territorio e con un potenziale economico in crescita ed espansione, crediamo che l’intesa possa rappresentare un’opportunità per tante aziende che continuano a investire su questo. Ma c’è ancora molto da lavorare per migliorarla</b>”.<u></u><u></u></p>
<p class="m_8797707254763000634gmail-western">Un miglioramento auspicabile, aggiungono, poiché “<b>il Ceta può aprire un’era importante per l’Europa e soprattutto per le produzioni italiane di qualità, quelle con identificazione geografica. Il loro riconoscimento consentirà nuove opportunità ad oggi non sfruttate dalla Comunità europea e dalla sua agricoltura. Tuttavia è necessario sciogliere diversi nodi, in modo che un’opportunità non si trasformi in un accordo capestro</b>”.</p>
</div>
</div>
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		<title>Ceta, Coldiretti Veneto: l&#8217;Asiago è già canadese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/09/ceta-coldiretti-veneto-lasiago-gia-canadese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2017 08:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ceta]]></category>
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		<category><![CDATA[falso made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è servito l&#8217;impegno delle associazioni di categoria per evitare un accordo che nessuno voleva. Era intervenuto anche Luca Zaia (leggi qui) in difesa dei prodotti tipici del Veneto. Coldiretti Veneto ha scoperto delle imitazioni e alza la voce con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è servito l&#8217;impegno delle associazioni di categoria per evitare un accordo che nessuno voleva. Era intervenuto anche Luca Zaia (<a href="https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2017/07/05/ceta-no-zaia-tutti-produttori-contrari-governo-li-ascolti/">leggi qui</a>) in difesa dei prodotti tipici del Veneto. Coldiretti Veneto ha scoperto delle imitazioni e alza la voce con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare le istituzioni.</p>
<p><strong><u>L’Asiago è già canadese.</u></strong> Lo rivela Coldiretti Veneto che  in occasione della manifestazione “<strong>#Stop Ceta</strong>” in <strong>Piazza Montecitorio</strong> a Roma lo ha scovato ed esposto tra i prodotti del “<strong>maxi pacco</strong>” dono del <strong>falso Made in Italy</strong> con le imitazioni delle specialità nazionali piu’ prestigiose. “Per la prima volta nella storia – spiega Martino Cerantola alla guida della delegazione veneta &#8211; l’<strong>Unione Europea</strong> legittima in un trattato internazionale la <strong>pirateria alimentare</strong> a danno dei prodotti<strong> Made in Italy</strong> piu’ prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle <strong>imitazioni</strong> che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dal nostro <strong>Asiago</strong> alla <strong>Fontina</strong> dal<strong> Gorgonzola</strong> ai <strong>Prosciutti di Parma e San Daniele</strong>”.</p>
<p>L’iniziativa è condivisa con un&#8217;inedita ed importante alleanza con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che chiedono di fermare un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia. La svendita dei marchi storici del patrimonio agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Per denunciare il fattaccio è stato esibito per la prima volta su un banco della Coldiretti il cesto degli orrori  con formaggi e salumi, realizzati già in Canada e che il paese nordamericano sarà di fatto autorizzato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato. Nel cesto della Coldiretti tra i vari prodotti ci sono oltre l’Asiago, Romano, Montasio, pecorino friulano, romanello, scamorze, Crotonese, Fontina, provoloncino friulano salami, cacciatore salami, veneto salami, mortadella Italia salami, prosciuttino Italia salami, soppressata salami Italia, Siciliano italian style salami, Toscano italian style salami, Napoli italian style salami e San Daniele prosciutto tutti rigorosamente prodotti in Canada. Ma nessun limite è previsto nell’intesa neppure per i wine kit che promettono di produrre in poche settimane le etichette più famose dei vini italiani, dal Chianti al Valpolicella, dal Barolo al Verdicchio che il Canada produce ed esporta in grandi quantità in tutto il mondo.</p>
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