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	<title>Università di Padova &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Nuova scoperta sui PFAS, sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/24/nuova-scoperta-sui-pfas-sarebbero-capaci-di-alterare-il-profilo-di-coagulazione-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 12:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’Università di Padova è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti <strong>perfluoroalchilici</strong> (<strong>PFAS</strong>): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’<strong>Università di Padova</strong> è la capacità dello <strong>PFOA</strong>, il principale <strong>inquinante ambientale</strong> nel <strong>territorio veneto</strong>, di interferire con i meccanismi della coagulazione del sangue.</p>
<p>A diffondere i risultati il team del professor <strong>Carlo Foresta</strong>, professore ordinario di endocrinologia dell’Università degli studi di Padova, in collaborazione con il dottor Luca De Toni e il dottor Andrea Di Nisio, che hanno pubblicato gli esiti sull’importante rivista scientifica internazionale “International Journal of Molecular Sciences”.</p>
<p>Questa ricerca nasce dalle osservazioni epidemiologiche riportate sia in studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale e indicative di un aumentato rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da PFAS. Va precisato che la normale fluidità del sangue è mantenuta dall’equilibrio tra elementi che ne bloccano la coagulazione e altri che la stimolano. In questo delicato dialogo giocano un ruolo chiave le piastrine, microscopiche componenti del sangue capaci di percepire la presenza di danni ai vasi sanguigni e di innescare molto rapidamente il processo della coagulazione, al fine di impedire i fenomeni emorragici. Tutto questo avviene in condizioni di normalità, ma in presenza di fattori di rischio cardiovascolari quali il fumo di sigaretta, il diabete e l’eccessivo peso corporeo, l’equilibrio si rompe rendendo le piastrine molto più reattive e inclini ad innescare la coagulazione. Il risultato sono l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.</p>
<p>“Stando alle nostre scoperte, lo PFOA sarebbe in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, anche in condizioni normali, predisponendo ad un aumento del rischio cardiovascolare”, spiega il professor Foresta. “Il meccanismo attraverso il quale lo PFOA si suppone alteri l’equilibrio della coagulazione sanguigna è complesso: sembra infatti che l’inquinante agisca modificando la struttura della membrana cellulare delle piastrine, ovvero la struttura che protegge le cellule ematiche e ne media l’interazione specifica con i diversi tessuti corporei. In sostanza, studi in vitro hanno documentato, oltre alla modificazione della struttura della membrana, parametri piastrinici che esprimono una maggior propensione all’aggregazione piastrinica e quindi alla coagulazione”.</p>
<p>Il significato clinico di queste sperimentazioni è stato poi approfondito eseguendo, in collaborazione col professor Paolo Simioni dell’Università di Padova, dei test di valutazione dell’attività piastrinica in 78 soggetti con diversi livelli di esposizione a PFAS. “I risultati emersi hanno confermato dei segnali di aumentata attivazione piastrinica con conseguente incremento della propensione all’aggregazione delle stesse”, precisa ancora Foresta. “Questi dati potrebbero spiegare l’osservazione epidemiologica tra PFAS e patologie cardiovascolari, soprattutto se sussistono altri fattori di rischio noti per queste patologie, come diabete, obesità, fumo e alcol”.</p>
<p><strong>I PFAS</strong> I composti perfluorurati (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi che vengono utilizzate per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti, ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa; possono essere presenti in pitture e vernici, farmaci e presidi medici. I PFAS sono ritenuti contaminanti emergenti dell’ecosistema data la loro elevata resistenza termica e chimica, che ne impedisce qualsiasi forma di eliminazione favorendone l’accumulo negli organismi. In alcune regioni del mondo (Mid-Ohio Valley negli USA, Dordrecht in Olanda, e Shandong in Cina) ed in particolare in alcune zone della Regione Veneto è stato rilevato un importante inquinamento da PFAS nel territorio, soprattutto nelle falde acquifere delle province di Vicenza, Padova e Verona.</p>
<p><strong>GLI STUDI PRECEDENTI</strong> Le caratteristiche dei PFAS, quali la loro elevatissima stabilità agli agenti chimici e alla temperatura, nonché la persistenza nell’ambiente, sono diventati concetti di dominio pubblico, così come la capacità di questi composti di interferire con il normale funzionamento degli ormoni sessuali sia nell’uomo che nella donna. I PFAS sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale come interferenti endocrini e correlati a patologie endocrine, come ad esempio le tireopatie, displipidemie, infertilità e poliabortività. In due studi americani su più di 10.000 soggetti queste sostanze sono state associate ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari, come coronaropatie, infarto, angina, ipertensione, indipendentemente dai fattori di rischio noti. Va infine ricordato che anche la ricognizione epidemiologica della Regione Veneto riguardo le manifestazioni cliniche riscontrate dall’analisi del Servizio Epidemiologico Regionale ha riscontrato, nei 21 comuni dell’area rossa a massima esposizione da PFAS, un incremento della prevalenza di alcune patologie e condizioni cardiovascolari (diabete mellito, cardiopatie ischemiche, ictus, ipertensione) e dei corrispondenti indicatori di mortalità.</p>
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		<title>Ricercatori di Padova: &#8220;Pfas danneggiano sistema riproduttivo e riducono fertilità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/salute/2018/02/21/ricercatori-padova-pfas-danneggiano-sistema-riproduttivo-riducono-fertilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 15:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;inquinamento altera negli animali e nell&#8217;uomo lo sviluppo del sistema riproduttivo-sessuale, riducendo la fertilità. Nello studio sperimentale effettuato dal professore Carlo Foresta presso l&#8217;Università di Padova è stato individuato il meccanismo attraverso il quale i Pfas interferiscono con l&#8217;azione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento altera negli animali e nell&#8217;uomo lo sviluppo del sistema riproduttivo-sessuale, riducendo la fertilità. Nello studio sperimentale effettuato dal professore Carlo Foresta presso l&#8217;Università di Padova è stato individuato il meccanismo attraverso il quale i Pfas interferiscono con l&#8217;azione del testosterone, bloccando il suo recettore. Negli ultimi anni è stato ipotizzato che le sostanze perfluoroalchilanti (Pfas) possono agire come interferenti endocrini. Negli animali da laboratorio esposti ai Pfas sia in fase embrionale che post-natale, lo sviluppo del sistema riproduttivo può subire modificazioni strutturali caratterizzate da un ridotto volume del testicolo e da una riduzione del numero di spermatozoi, con conseguente riduzione della fertilità. (fonte ANSA)</p>
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		<title>Crisi aziendali, coinvolte 178 aziende e 5.600 lavoratori. Numeri in calo in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/25/crisi-aziendali-coinvolte-178-aziende-5-600-lavoratori-numeri-calo-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 15:18:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2017, in Veneto, il numero di aziende e lavoratori coinvolti da procedure di crisi aziendale si è quasi dimezzato rispetto allo scorso anno: tra gennaio e settembre sono state 204 le comunicazioni di avvio di una procedura di crisi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017, in Veneto, il numero di aziende e lavoratori coinvolti da procedure di crisi aziendale si è quasi dimezzato rispetto allo scorso anno: tra gennaio e settembre sono state 204 le comunicazioni di avvio di una procedura di crisi presentate da 178 aziende, il 48% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Circa 5.600 i lavoratori potenzialmente coinvolti, a fronte dei quasi 9.000 dello scorso anno. In calo anche i licenziamenti (-12%), soprattutto collettivi (-42%), ma anche quelli individuali per motivi economici (-10%). I dati, rilevati da Veneto Lavoro, sono ancora più significativi se raffrontati al 2009, anno di inizio della ‘grande crisi, quando le crisi aziendali sfiorarono il migliaio, coinvolgendo quasi 42 mila lavoratori.</p>
<p>Di dieci anni di crisi aziendali e di quale modello di governance appaia più efficace per aziende e lavoratori si è discusso a Padova, nell’ambito di un convegno promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e da Local Area Network in collaborazione con Veneto Lavoro, in vista anche della nuova disciplina delle crisi d’impresa e dell’insolvenza.</p>
<p>“In questi anni la Regione Veneto si è dotata di un servizio specifico, l’Unità di crisi – ha spiegato l’assessore al lavoro Elena Donazzan – per affrontare, insieme alle parti sociali, alle istituzioni locali e ai diversi territori coinvolti, tutti gli aspetti di una crisi aziendale. E’ questo modello che ha fatto la differenza nel gestire la crisi più lunga e pesante che il Veneto abbia affrontato dal secondo dopoguerra ad oggi”.</p>
<p>Operativa dal 2012, l’Unità di crisi ha seguito sinora oltre 130 crisi aziendali complesse. “Ritengo che vada ripensato completamene il Ministero del Lavoro che, così come  lo intendiamo oggi, ha esaurito la sua funzione storica – ha affermato l’assessore &#8211;  Quando parliamo di crisi e trasformazioni, infatti, non dobbiamo considerare soltanto il quadro occupazionale. Dal 2012 ad oggi in Veneto abbiamo affrontato 130 crisi,  interloquendo con il Ministero per lo Sviluppo economico più che con il Ministero del Lavoro. Perché al dicastero al Lavoro si parlava sostanzialmente  di politiche passive, di chiusure e ammortizzatori sociali, mentre al  Ministero dello Sviluppo Economico si parla di trovare nuovi acquirenti, di cambio di governance, di accompagnare i lavoratori in un’ottica di riqualificazione&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Borse di studio universitarie, Donazzan: &#8220;liquidati oggi dalla Regione 3,4 milioni&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/04/19/borse-studio-universitarie-donazzan-liquidati-oggi-dalla-regione-34-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 17:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Esu]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Regione Veneto ha già erogato nel dicembre scorso ad Esu e Università del Veneto 8 milioni di euro del Fondo integrativo statale per pagare le borse di studio agli studenti che ne hanno diritto. E oggi gli uffici regionali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Regione Veneto ha già erogato nel dicembre scorso ad Esu e Università del Veneto 8 milioni di euro del Fondo integrativo statale per pagare le borse di studio agli studenti che ne hanno diritto. E oggi gli uffici regionali hanno provveduto, a seguito della comunicazione da parte del Ministero  dell’ammontare complessivo del Fondo integrativo statale, a liquidare oltre 3,4 milioni di euro di cofinanziamento regionale”.</p>
<p>A fare il punto sui finanziamenti per il diritto allo studio universitario per l’anno accademico in corso è l’assessore regionale Elena Donazzan, in replica alle proteste degli studenti per i ritardi degli assegni universitari (<a href="https://www.accadeinzona.it/news/2017/04/16/studenti-delluniversita-padova-protesta-le-borse-studio-non-pagate-dalla-regione/">ne avevamo parlato noi di Accade in Zona qui)</a>.</p>
<div id="attachment_4901" style="width: 238px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4901" class="wp-image-4901" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan-300x263.jpg" alt="" width="228" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan-300x263.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan-768x673.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan-257x225.jpg 257w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/donazzan.jpg 876w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /></a><p id="caption-attachment-4901" class="wp-caption-text">Elena Donazzan</p></div>
<p>“Dal Miur ora attendiamo il saldo degli ulteriori 5,7 milioni di euro che saranno integrati da 2 milioni di euro ulteriori di cofinanziamento regionale – prosegue l’assessore &#8211; In totale, quindi, le risorse destinate alle borse di studio universitarie a beneficio di 11.265 studenti universitari a basso reddito e meritevoli, ammonterà, per l’anno in corso, ad oltre 19 milioni di euro (di cui 5,5 a carico della Regione), ai quali si aggiungono più di 15 milioni derivanti dalla tassa regionale per il diritto allo studio universitario, per un totale di 35 milioni di euro”.</p>
<p>Il meccanismo di erogazione delle borse di studi è complesso e articolato. Le borse di studio (che valgono 5.000 euro per i fuori sede, fino a 2800 euro per i pendolari e 1934 euro per gli studenti in sede) sono finanziate da una quota nazionale,  da una regionale, pari al 40 per cento della quota nazionale e dalla tassa regionale. La Regione, per poter calcolare l’esatto ammontare del suo cofinanziamento, deve prima conoscere l’entità del trasferimento nazionale. Nelle casse della Regione Veneto sono già entrate le prime tranches del fondo ministeriale (che sinora ammontano, appunto, a 8 milioni di euro), mentre il saldo, pari a 5,7 milioni, è atteso entro l’anno.</p>
<p>“Con i primi 8 milioni liquidati e con la tassa regionale riscossa, Esu e Università hanno provveduto a pagare gli assegni ai primi studenti idonei in graduatoria – sottolinea Elena Donazzan – In attesa di ricevere il saldo del fondo nazionale, che dovrebbe ammontare a 5,7 milioni, la Giunta regionale ha provveduto ad anticipare parte della propria quota di cofinanziamento, predisponendo un primo impegno di 3,4 milioni. Entro fine anno, con la manovra di assestamento del bilancio regionale, stanzieremo le ulteriori risorse necessarie per liquidare l’intera quota di compartecipazione (5,5 milioni sui 13,7 di fonte statale) e coprire così il fabbisogno degli aventi diritto”.</p>
<p>“Capiamo le attese degli studenti e delle loro famiglie – conclude l’assessore – ma, come ogni anno, l’erogazione delle borse di studio è condizionata dal sistema di liquidazione delle risorse statali. Da parte nostra, stiamo cercando di fare il massimo: oltre ad aver anticipato, secondo una prima stima provvisoria, la quota di cofinanziamento regionale, abbiamo sollecitato gli Esu a contenere le spese di funzionamento, in modo da poter destinare alle borse universitarie la maggior parte delle risorse messe a bilancio per il diritto allo studio”.</p>
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		<item>
		<title>Studenti dell&#8217;Università di Padova in protesta per le borse di studio non pagate dalla Regione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/04/16/studenti-delluniversita-padova-protesta-le-borse-studio-non-pagate-dalla-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 09:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[flah mob]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato degli studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una vicenda che si trascina ormai da qualche settimana. Gli studenti dell&#8217;Università di Padova sono sul piede di guerra con la Regione Veneto, il motivo è da attribuirsi al mancato indennizzo delle borse di studio che in tanti si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una vicenda che si trascina ormai da qualche settimana. Gli studenti dell&#8217;Università di Padova sono sul piede di guerra con la Regione Veneto, il motivo è da attribuirsi al mancato indennizzo delle borse di studio che in tanti si sono guadagnati con fatica ed impegno.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4811" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti-300x113.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti-768x290.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti-1024x386.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/flah-mob-studenti.jpg 1060w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Qualche giorno fa c&#8217;è stato un<strong> flah mob</strong> proprio per pretendere quanto dovuto, una situazione che gli stessi studenti non sopportano più e a loro difesa è intervenuto anche il sindacato che chiede con fermezza un segnale dalla Regione Veneto.</p>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">&#8220;Nelle ultime 2 settimane ci siamo riuniti in tantissimi &#8211;<strong>comunica in una nota il sindacato degli studenti</strong> &#8211; in assemblea e nelle residenze, per informarci ed attivarci: la nostra <span class="_4yxo">inaccettabile</span> situazione, <span class="_4yxo">condivisa tra più di 1’500 studenti</span> dell’Università di Padova che ancora aspettano la borsa di studio, non può andare oltre.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">Le borse di studio 2016/17, compresa la 2a assegnazione che, a meno di imprevisti, avverrà a breve, sono state pagate finora dagli </span><span class="_4yxo _4yxp">studenti</span><span class="_4yxp"> (tramite la Tassa Regionale per il Diritto allo Studio) e dallo </span><span class="_4yxo _4yxp">Stato (</span><span class="_4yxp">tramite il Fondo Integrativo Statale</span><span class="_4yxo _4yxp">)</span><span class="_4yxp">.</span></div>
<div></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La <span class="_4yxo">Regione Veneto</span> si <span class="_4yxo">rifiuta</span> di erogare i fondi restanti dovuti per legge (equivalenti al 40% della cifra erogata dallo Stato). In <span class="_4yxo">centinaia</span> rischiamo di rimanere <span class="_4yxo">senza borsa</span> così come successo nel 2011/2012, quando più di 600 studenti rimasero senza borsa di studio a causa dell’inerzia della stessa Giunta Regionale che oggi è responsabile dell’erogazione di questi fondi.</div>
<div></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">La previsione regionale per il 2017 parla chiaro e ci dice che in sede di bilancio sono state previsti </span><span class="_4yxo _4yxp">appena</span><span class="_4yxp"> 5,2 milioni di Euro corrispondenti forse a qualche centinaio di borse per Padova (ipotizzando anche quest’anno la </span><span class="_4yxo _4yxp">vergogna</span><span class="_4yxp"> di nessun contributo integrativo per gli scambi di studio internazionali).</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Abbiamo bisogno di risposte concrete <span class="_4yxo">adesso</span>, perché è adesso che incontriamo le difficoltà economiche per i nostri studi. La Regione deve rispondere a queste difficoltà non aumentandole ma creando strumenti per superarle, serve quindi un bilancio regionale scritto secondo le necessità degli studenti.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Purtroppo non abbiamo questa che qualcuno chiamerebbe fortuna: i proprietari di casa pretendono giustamente <span class="_4yxo">un pagamento puntuale dell’affitto</span>, ma a noi <span class="_4yxo">non viene garantita un’erogazione puntuale delle borse di studio&#8221;.</span></div>
</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La Regione Veneto risponde rimandando al mittente le critiche e comunicando che il disguido non è da attribuire alla regione ma bensì al Governo che ha tardato a rendicontare le quote da suddividere tra stato e regione.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">
<div>&#8220;Le borse di studio &#8211;<strong>risponde la Regione Veneto</strong>&#8211;  si compongono di una quota nazionale e di una regionale. La quota nazionale è data dal totale del fondo ordinario più il fondo integrativo. La quota regionale si calcola sul 40 per cento di questo totale.</div>
<div>La Regione, pertanto, per poter stabilire a quanto ammonti la sua parte, deve conoscere l’entità di entrambi i fondi nazionali.</div>
<div>Ma mentre l’erogazione di quello ordinario è avvenuta puntualmente nei mesi scorsi, la Regione del Veneto è stata messa a conoscenza dell’ammontare del fondo integrativo nazionale solamente la scorsa settimana, quando da Roma è arrivato il relativo decreto di riparto.</div>
<div>Ora che finalmente le componenti su cui basare il calcolo della quota regionale sono a disposizione, la Regione del Veneto provvederà il più celermente possibile, nei prossimi giorni, all’erogazione della propria quota del fondo.</div>
</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Grande successo per il &#8220;Memo Geremia&#8221;, lo sport premiato a Padova</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2016/12/07/grande-successo-memo-geremia-lo-sport-premiato-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 18:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’erano anche una delegazione della nazionale di rugby di <strong>Tonga</strong> e il mitico <strong>Petrarca</strong> degli anni ’70. Ma questo, a dimostrazione che lo sport è universale, è stato l’unico riferimento allo sport di mischia al quale ha indissolubilmente legato il suo nome <strong>Memo Geremia</strong>, figura carismatica che l’Ascom Confcommercio di Padova ha adottato per intitolare il suo <strong>Premio Letterario Sportivo.</strong><span id="more-2871"></span></p>
<p>Giunto quest’anno alla sua terza edizione ed impreziosito, nell’occasione, dalla vittoria di <strong>Marco e Sara Tardelli</strong> che con il loro “Tutto o niente”, biografia “senza reticenze” del campione del mondo di Spagna ’82, ha fatto sì che l’Aula Magna dell’Università di Padova, sede della cerimonia di premiazione, risultasse gremita.</p>
<p>E che l’occasione della serata condotta da <strong>Mariella Panfilio</strong> fosse un “unicum” per collegare sport e cultura lo ha detto innanzitutto il Rettore<strong>, Rosario Rizzuto</strong>, ma poi lo hanno ribadito il presidente della Camera di Commercio, <strong>Fernando Zilio</strong>, quello dell’Ascom, <strong>Patrizio Bertin</strong>, il presidente della commissione aggiudicatrice, <strong>Dino Ponchio</strong> e soprattutto i partecipanti al talk show condotto dal telecronista Rai, <strong>Franco Bragagna</strong> che con i Tardelli ed i vincitori degli altri due premi (lo “Speciale Ali Librai” aggiudicato a <strong>Mauro Garofolo</strong> per “Alla fine di ogni cosa” ed. Frassinelli e lo “Speciale Coni” appannaggio di <strong>Marco Balestracci</strong> con “I guardiani” ed. 66THA2ND), ha coinvolto il maratoneta di Assindustria Sport <strong>Ruggero Pertile</strong> (Premio alla Carriera Sportiva) e gli olimpionici <strong>Silvio Martinello, Rossano Galtarossa e Francesca Bortolozzi.</strong></p>
<p>“Lo sport può cambiare il mondo?” ha chiesto Bragagna ottenendo risposte che sono andate dal “sì, è possibile” al “sì, lo ha già cambiato”, non mancando però di rilevare quante e quali siano le difficoltà che stanno attraversando il mondo e delle quali, purtroppo, lo sport non risulta esente.</p>
<p>“Una serata all’altezza delle attese e, soprattutto, di grande spessore – ha detto a commento finale il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin nel consegnare ad <strong>Andrea Valente</strong> per il suo “Così per sport” ed. Lapis, il premio per l’appunto, “del Presidente Ascom” – che conferma la validità di puntare sulla letteratura sportiva come veicolo per diffondere i valori che sono insiti nella pratica sportiva e che erano alla base della straordinaria attività di Memo Geremia in favore delle giovani generazioni”.</p>
<p>Una serata di spessore, dunque, ma anche di belle emozioni (valga per tutti l’applauso a scena aperta sul filmato che riproponeva il gol e l’”urlo” di Marco Tardelli al Mundial spagnolo) alle quali non hanno potuto fare a meno di fare riferimento, anche in sede di premiazione, sia il presidente dei librai Ascom, <strong>Antonio Zaglia</strong>, che i vicepresidenti Ascom <strong>Franco Pasqualetti e Silvia Dell’Uomo</strong>, come pure il prorettore <strong>Tomaso Patarnello</strong>, il sub-commissario del Comune di Padova <strong>Aldo Luciano</strong> e, soprattutto, il figlio di Memo, <strong>Giampietro Geremia.</strong></p>
<p>Il gran finale, anticipato dalla performance di Ballestracci in versione cantante con l’accompagnamento alla fisarmonica di <strong>Claudio Cecchetto</strong> oltre che dalla consegna dei premi e delle foto ufficiali, è stato caratterizzato dalla richiesta a tamburo battente dei selfie con Marco Tardelli e degli autografi vergati sui rispettivi libri da tutti i vincitori.</p>
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		<title>Lettere che raccontano storie, Adriana Chemello a Palazzo Cordellina di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 08:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[A palazzo Cordellina incontro con la professoressa Adriana Chemello (Università degli Studi di Padova) per una serata all&#8217;insegna della &#8220;lettera&#8221;, strumento per raccontare storie. A margine della mostra di autografi “Signa”, aperta fino al 29 maggio, Palazzo Cordellina ospiterà mercoledì 25 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="sottotitolo">A palazzo Cordellina incontro con la professoressa Adriana Chemello (Università degli Studi di Padova) per una serata all&#8217;insegna della &#8220;lettera&#8221;, strumento per raccontare storie.<span id="more-2139"></span> A margine della mostra di autografi “<strong>Signa</strong>”, aperta fino al 29 maggio, Palazzo Cordellina ospiterà <strong>mercoledì 25 maggio</strong> 2016, alle ore 17.30, l&#8217;incontro con la professoressa <strong>Adriana Chemello</strong>,  docente del Dipartimento di Italianistica (Facoltà di Lettere e Filosofia) dell&#8217;<strong>Università di Padova</strong>.<br />
L&#8217;affascinante tema che verrà trattato da Chemello sarà la lettera, nelle sue molteplici implicazioni.<br />
Fin dalle sue remote origini, essa ha avuto una finalità, eminentemente &#8216;informativa&#8217;, di trasmettere nello spazio e nel tempo notizie, informazioni, avvertimenti. Ma con il passare del tempo, a questa originaria finalità si sono aggiunte e sovrapposte altre peculiarità: far transitare tra i due poli della comunicazione (mittente / destinatario) non solo messaggi &#8216;di servizio&#8217;, bensì molto altro, idee, progetti, sensazioni, sentimenti.<br />
Le lettere hanno così acquisito lo statuto di &#8216;carte parlanti&#8217; &#8211; secondo la definizione di Pietro Aretino &#8211; spesso assumendo lo spessore di scrittura di sé, di scrittura autobiografica.<br />
Le lettere, insomma, raccontano spesso in maniera ellittica e/o in<br />
sommario altrettante storie. Limitandoci all&#8217;età moderna, ne verranno suggeriti alcuni esempi dal Cinquecento al Novecento, prendendo spunto da alcune delle lettere esposte nella mostra ma andando oltre la casistica offerta da questa esposizione.<br />
L&#8217;ingresso all&#8217;evento è libero. Per informazioni: Ufficio Consulenza &#8211; Biblioteca Bertoliana – tel. <a href="http://www.comune.vicenza.it/riservato/callto:0444%20578%20203">0444 578 203</a></p>
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