Lettera congiunta dei primi cittadini al Presidente del Consiglio sul tema del gioco d’azzardo
Il Sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto ha sottoscritto questa mattina, assieme al Sindaco di Vicenza Achille Variati, al Sindaco di Thiene Giovanni Battista Casarotto e agli assessori di Lonigo Franco Rebesan e di Schio Cristina Marigo, in rappresentanza dei rispettivi sindaci, una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Consiglio dei Ministri alla vigilia dell’analisi del Decreto legge relativo al gioco d’azzardo, alle sue dipendenze patologiche e alle conseguenze che territorio e famiglie stanno subendo a causa di questa nuova, dilagante malattia.
Obiettivo della missiva quello di sottolineare la contrarietà al fatto di togliere ai Sindaci la possibilità di regolamentare e limitare gli orari di accensione dello slot machine, perché sono proprio i primi cittadini a disporre della fotografia dei territori che amministrano e a coglierne al meglio le criticità. In secondo luogo, lasciare alle amministrazioni la possibilità di individuare e mappare “luoghi sensibili” intorno ai quali vietare la concessione per l’apertura di sale gioco e l’installazione di nuovi apparecchi slot. “A Bassano è stata emessa emesso una ordinanza su questa materia già nel maggio dello scorso anno – ha ricordato Riccardo Poletto – e con profonda convizione condividiamo con gli altri sindaci e con la Caritas diocesana questa giusta e doverosa battaglia. Troppe sono le persone e le famiglie rovinate da quella che è una malattia a tutti gli effetti, subdola e devastante per i patrimoni e i risparmi delle famiglie, che colpisce ad ogni età, dal giovane all’anziano. Di fronte all’emergenza, prevenzione ma anche repressione sono d’obbligo, per questo chiediamo al Governo di normare correttamente in merito agli orari e alla collocazione di sale da gioco e slot”. “I dati che possiamo monitorare sono a dir poco allarmanti – ha sottolineato Poletto – sia da parte nostre che dell’Ulss, per questo continueremo a lavorare anche nelle scuole per senibilizzare i giovani e per fare in modo che chi è colpito dalla malattia del gioco esca dall’isolamento e trovi la forza per parlarne”.