Anche l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin commenta positivamente la recente scelta dei produttori di prosecco doc, aderenti al consorzio di tutela, che hanno deciso di non utilizzare più i principi attivi dei fitofarmaci nel loro prodotto. “Ho appreso con estremo favore questa notizia – dichiara – in quanto l’eliminazione delle molecole di glifosate, folpet e mancozeb, che tra i principi attivi dei fitofarmaci sono certamente quelli più discussi, renderà il nostro prosecco di livello ancora superiore”.
“Sarebbe bello – aggiunge Bottacin – che tale sensibilità venisse recepita anche a livello statale in una vera e propria normativa con cui i fitofarmaci fossero eliminati definitivamente. Ma in attesa che ciò accada auspico che la medesima decisione sia presa anche dal consorzio di tutela del prosecco docg. Anzi, vista la grande qualità di tale prodotto, la aziende del docg dovrebbero avere ancora più sensibilità dal punto di vista ambientale. Un prodotto di qualità infatti si misura anche da questo”.
Ma a stretto giro arriva la risposta del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. “La sostenibilità ambientale è da anni valore imprescindibile per il nostro Consorzio, così come è a solido fondamento delle attività delle nostre imprese. Ad esempio, è stato avviato ben sette anni fa il Protocollo viticolo, strumento condiviso ogni anno con tutti i produttori, e che rappresenta un programma concreto e consolidato di medio periodo: la prima edizione risale al 2011. Il suo studio e il suo sviluppo in campo avvengono di concerto tra l’area tecnica del Consorzio e dei consorziati, così come con i Comuni, le ASL del territorio, l’Arpav ed esperti agronomi. Questo coinvolgimento concreto è la conferma che il Protocollo è un elemento di sistema fattuale sul nostro territorio e non una mera dichiarazione di buona volontà.
Il lavoro svolto e i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti: 13 su 15 Comuni della Denominazione hanno adottato le indicazioni date dal Protocollo viticolo del Consorzio rendendole regolamento comunale. E i fatti ci dicono che l’uso del Folpet e del Mancozeb è stato vietato già nell’edizione del Protocollo del 2013. Ancora una volta queste non sono solo parole o buone intenzioni
E non è a caso che il Protocollo viticolo è stato preso a modello da altri noti consorzi italiani: un riconoscimento di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi.
Il percorso di sostenibilità del Consorzio procede passo dopo passo, ma l’incedere è sicuro e concreto, senza tentennamenti e senza dichiarazioni d’intenti. E, soprattutto, senza passi indietro.
Come avrete letto, finalmente anche il Consorzio del Prosecco Doc sembrerebbe intenzionato ad avviare un progetto di sostenibilità, seguendo così la strada che il Prosecco Superiore DOCG ha tracciato sin dal 2011″.
Il lavoro svolto e i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti: 13 su 15 Comuni della Denominazione hanno adottato le indicazioni date dal Protocollo viticolo del Consorzio rendendole regolamento comunale. E i fatti ci dicono che l’uso del Folpet e del Mancozeb è stato vietato già nell’edizione del Protocollo del 2013. Ancora una volta queste non sono solo parole o buone intenzioni
E non è a caso che il Protocollo viticolo è stato preso a modello da altri noti consorzi italiani: un riconoscimento di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi.
Il percorso di sostenibilità del Consorzio procede passo dopo passo, ma l’incedere è sicuro e concreto, senza tentennamenti e senza dichiarazioni d’intenti. E, soprattutto, senza passi indietro.
Come avrete letto, finalmente anche il Consorzio del Prosecco Doc sembrerebbe intenzionato ad avviare un progetto di sostenibilità, seguendo così la strada che il Prosecco Superiore DOCG ha tracciato sin dal 2011″.
