“Molti cittadini di Arzignano, preoccupati per il fatto di rifornirsi di acqua proveniente dal pozzo di Canove, si sono autonomamente sottoposti ad analisi del sangue per rilevare la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nel sangue, con esiti che hanno rivelato valori sopra la media. Altri cittadini arzignanesi si stanno organizzando per effettuare le suddette analisi”. La Consigliera Guarda dunque incalza la Giunta chiedendo “Se vi è l’intenzione di inserire nel biomonitoraggio anche le aree e i residenti di Arzignano, oltre ad ufficializzare l’ampliamento della zona rossa, visto che manca ancora la delibera promessa a gennaio, e quali azioni sono previste per i pozzi di approvvigionamento idrico pubblico presenti nell’area contaminata dal plume, nello specifico per i pozzi di Canove di Arzignano, Montecchio e Brendola, visto che non esiste ancora alcun progetto per il filtraggio o la sostituzione delle fonti idriche”.

