Pubblici esercizi, nuovo contratto per 150mila lavoratori veneti

A quattro anni e mezzo dalla sua scadenza, è stato rinnovato il contratto nazionale per i dipendenti dei pubblici esercizi, ristorazione collettiva, commerciale e turistica, valido fino a dicembre 2021. Molte le novità dell’intesa: dall’aumento a regime di 100 euro in busta paga all’incremento, a carico dei datori di lavoro, di 1 euro (con la previsione di raddoppio) destinati all’assistenza sanitaria integrativa. Oltre a questo, è stato concordato un premio di risultato di garanzia (140 euro) per i lavoratori non coperti dalla contrattazione di secondo livello, convertibile in welfare previo accordo aziendale o territoriale (si apre anche l’opportunità per il lavoratore di destinare la somma alla previdenza complementare). Introdotto inoltre l’orario multi periodale: nei periodi di maggior carico lavorativo l’azienda potrà programmare un massimo di 20 settimane da 48 ore lavorative, cui corrisponderanno altrettante settimane di orario ridotto così da garantire l’orario medio contrattuale di 40 ore. Per quanto riguarda le ore di permesso, 72 saranno programmabili dall’azienda, le restanti 32 saranno invece a totale disposizione dei dipendenti: i permessi non goduti verranno retribuiti. Ad ogni modo è stata respinta la pretesa delle imprese di abrogare ore di permesso che rimangono le loro totale 104. Confermati anche gli scatti di anzianità  che avverranno ogni quattro anni.

«Dopo una lunga e faticosa negoziazione l’intesa raggiunta ha permesso di definire un nuovo impianto contrattuale che in Veneto riguarderà 150mila addetti del settore – spiega Maurizia Rizzo Fisascat Veneto – che finalmente potranno avere un aumento economico in busta paga e un miglioramento negli interventi di welfare contrattuale come per l’assistenza sanitaria integrativa o la previdenza complementare».

Lascia un commento

Rispondi