Al via venerdì 17 luglio il progetto del lemming “L’Edipo dei Mille”. Trecento repliche dedicate a trecento spettatori, uno alla volta
Inizia venerdì 17 luglio e rimane in scena fino a domenica 26 luglio “Edipo – Tragedia dei sensi per uno spettatore, storico spettacolo del Teatro del Lemming che, nella sua versione pedagogica , denominata L’Edipo dei Mille, attraverso un articolato processo laboratoriale, sarà realizzato da 20 giovani allievi che divisi in tre gruppi, ciascuno guidato da un attore del Lemming, realizzerà l’Edipo in tre luoghi storici di Vicenza. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Comune di Vicenza – assessorato alla crescita e anche grazie al contributo del MiBACT – Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
L’evento è inserito nel cartellone “L’estate a Vicenza. Palcoscenico urbano”, promosso dal Comune di Vicenza, in collaborazione con il Consorzio Vicenzaè.
Le repliche sono programmate contemporaneamente in tre diverse location della città, tre luoghi storici che si faranno teatro della tragedia per antonomasia nella sua versione per spettatore solo: Basilica Palladiana, Palazzo Cordellina e AB23 (quest’ultima sede vicentina del Lemming). Dieci, invece, le repliche giornaliere in ciascun luogo: alle 18, 18.30, 19, 19.30, 20, 20.30, 21, 21.30, 22, 22.30. Per partecipare agli spettacoli, è obbligatorio prenotare chiamando il 3273952110; il biglietto ha un costo di 15 euro (12 euro ridotto under 25).
Pensato per un solo spettatore partecipante ma realizzato negli anni per oltre 5000 spettatori, Edipo inaugura una stagione del tutto inedita per la scena italiana che conduce ad un radicale ribaltamento che fa dello spettatore non più il passivo fruitore della drammaturgia, bensì il motore stesso della rappresentazione. Lo spettacolo si propone infatti di condurre gli spettatori, uno alla volta, attraverso un percorso intimo e personale, facendo rivivere ad ognuno, sul proprio corpo, la tragedia di Edipo.
La privazione della vista, lo spettatore viene infatti bendato durante il percorso, apre in realtà ad una straordinaria esperienza sensoriale: tattile, uditiva, gustativa, olfattiva. “Se Edipo si acceca è perché palesa al mondo la propria cecità interiore, perché vuole vedere; ma d’altronde, al contempo, ciò lo apre ad una ulteriore profondità di coscienza”.
Ma chi è realmente Edipo? È solo un mito lontano e perduto oppure è ancora qualcosa che ci riguarda da vicino? Come scrive il regista Massimo Munaro: “Edipo ci dimostra come la nostra identità sia sempre estremamente fragile. Ci racconta come un uomo, che si crede saggio e giusto, possa scoprire alla fine della sua analisi, dopo aver cercato di conoscere se stesso, di essere diverso da ciò che credeva, di avere una natura diversa da quella che immaginava essere la propria. Edipo ci racconta come la vita di ciascun uomo sia legata ad un dissidio incancellabile tra destino e libertà”.
Ciò che viene messo in gioco con l’Edipo del Lemming è la possibilità di una trasformazione radicale dello statuto dello spettatore che va da un lato a riguardare il suo piano personale, psicologico e soggettivo, dall’altro va anche ad inerire al suo ruolo, alla sua funzione pubblica e sociale.
Il progetto si concluderà il lunedì 27 luglio alle 19.30 ad AB23 con le Conversazioni Sceniche, momento di incontro e discussione sul lavoro al quale saranno invitati attori, allievi, spettatori e il pubblico tutto della città.
