Dopo il grande successo delle scorse edizioni, quello del 2016 sarà un tema importante e soprattutto di massima libertà di espressione per gli artisti partecipanti e cioè la contaminazione tra diversi linguaggi e forme artistiche.
Sono 30, ben 10 in più della precedente edizione, le proposte di associazioni e altri soggetti esterni che parteciperanno nel 2016 al progetto culturale tematico dal titolo: “Spazi di confine”
L’obiettivo è infatti approfondire il concetto di “confine”, un singolare tipo di spazio che si trova tra le cose e le persone e che può favorire sia la contaminazione, sia la separazione. Di fatto un confine rappresenta sempre un’occasione per mettere in contatto culture, identità, spazi tra loro differenti.
“Confine” è un termine polisemico, porta con sé più significati, che possono essere rappresentati da diversi punti di vista: fisico, psicologico, spirituale, filosofico, urbanistico, storico…
La grande versatilità per le proposte da presentare al Comune si è dunque verificata.
In tutto i progetti pervenuti sono stati 46 di cui 16 esclusi. I soggetti proponenti sono per la maggior parte scledensi (21), 16 provengono dalla provincia di Vicenza, 5 da Vicenza città, 3 da altri comuni del Veneto e perfino uno da un paese europeo (Svezia).
Quanto alle tipologie dei progetti proposti, 5 riguardano le arti performative/multimediali, 8 il teatro, 8 cicli multidisciplinari di conferenze, 10 di musica, 2 di danza, 6 di arte e fotografia, uno di storia, uno di cinema e 5 di altro (laboratori, seminari ecc su varie tematiche).
“Quasi tutti i progetti quest’anno presentano una spiccata tendenza alla contaminazione tra linguaggi e forme artistiche – sottolinea l’assessore alla cultura Roberto Polga – anche chi solitamente propone cicli di conferenze o teatro o concerti, probabilmente grazie alla suggestione del tema del confine , ha “sconfinato” in altri ambiti e “terreni” artistici, proponendo quindi attività multidipliscinari rivolte a pubblici eterogenei, con iniziative ad hoc x diverse tipologie di spettatore/fruitore (bambini, ragazzi, adulti…), allargando così la portata del progetto e la sua fruibilità”.
