Mons. Fabio Dal Cin nominato delegato pontificio della Basilica del Santo,

Papa Francesco ha accettato la rinuncia presentata da mons. Giovanni Tonucci e ha nominato mons. Fabio Dal Cin Arcivescovo Prelato di Loreto e Delegato Pontificio per il Santuario Lauretano, nonché Delegato Pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova.

Mons.  Fabio Dal Cin, 52 anni, nato a Vittorio Veneto, era finora Officiale della Congregazione per i Vescovi. E’ stato ordinato sacerdote nel 1990. Dottore in Teologia, dal 2012 è Cappellano di Sua santità e attualmente prestava assistenza spirituale presso il Santuario della Madonna della Quercia a Roma.

Dopo la nomina anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha voluto esprimere il suo compiacimento nei confronti del concittadino-

“Saluto nella nomina di mons. Fabio Dal Cin a delegato pontificio della basilica del Santo di Padova il ritorno di un veneto alla massima guida di uno dei luoghi simbolo della religiosità e della mondialità della nostra regione. Gli rivolgo sin d’ora il mio più caloroso e grato benvenuto e quello della Regione che rappresento”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha accolto la notizia della nomina di mons. Fabio Dal Cin, originario di Sarmede (Treviso), a massimo rappresentante della Santa Sede nell’amministrazione del complesso antoniano di Padova, nonché a delegato pontificio per il santuario di Loreto.
“La Basilica di Sant’Antonio di Padova – aggiunge il presidente del Veneto Zaia – è uno dei luoghi simbolo della cristianità, amato e frequentato da devoti di tutto il mondo, ma è anche uno dei patrimoni religiosi, artistici e culturali più cari al cuore dei veneti e delle loro istituzioni. Sono certo che mons. Dal Cin, al quale mi uniscono comuni legami di appartenenza territoriale e generazionale, saprà alimentare, insieme a padre Oliviero Svanera, rettore da pochi mesi della basilica, il forte e sincero sentimento di rispetto e attaccamento dell’intera comunità civile verso il luogo antoniano per eccellenza, punto di riferimento per la fede dei credenti e faro indiscusso della coscienza civile e sociale della comunità veneta, anche ben oltre i suoi confini geografici”.